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La Birra nell’antico Egitto: importante simbolo di potere divino

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La birra nell’antico Egitto era simbolo di potere divino, perché creduta indispensabile nel passaggio all’altra vita. Essa era la bevanda più bevuta da tutti gli egiziani, dal Faraone ed i nobili fino al popolo. La birra, peraltro, era considerata essenziale per il fabbisogno del sovrano e per le cerimonie a carattere religioso. 

La birra, questo ammaliante mix di luppolo, acqua, malto di orzo e lievito, tanto apprezzato nel mondo intero, era molto diffusa nell’antico Egitto, circa un millennio e mezzo prima della nascita di Cristo. Per il popolo egiziano la birra era simbolo di potere divino perché considerata assolutamente indispensabile per la vita nell’aldilà, dopo la morte terrena.

La birra nell’antico Egitto, costituiva la bevanda per eccellenza di tutti: dal Faraone ed i nobili al popolo. A quell’epoca esistevano tre tipi  di birra: la “zythum” ossia quella chiara, la “curmy” quella scura e la “”, una sorta di birra ad alta concentrazione che, per tradizione, era essenziale per il consumo del Faraone e per le varie cerimonie religiose.

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La produzione della birra nell’antico Egitto.

Oltre ad essere largamente consumata, la birra nell’antico Egitto, era destinata anche al lavaggio dei corpi dei nobili, dei dignitari e dei faraoni, dopo la morte, prima di dare inizio alla classica  pratica della mummificazione. Nel dettaglio, la “zythum” veniva utilizzata per lavare le salme dei nobili, mentre  la “” era usata esclusivamente per il corpo senza vita del Faraone. Inoltre i morti avevano accanto a loro due anfore, una di “zythum” ed un’altra di “curmy”, dal momento che la birra era, come anticipato, considerata necessaria per la vita ultraterrena. Dunque la birra era simbolo di potere divino; infatti questa bevanda era benedetta, ogni giorno, ed utilizzata come sacrificio e dono agli Dei, dai sacerdoti, ancor prima  prima di essere distribuita alla popolazione.

La birra nell’antico Egitto di oltre 4000 anni fa era prodotta a base di orzo, anche se a partire da Amenhotep II (Nuovo Regno) si preferì rimpiazzare questo ingrediente con il farro. Il lievito si ricavava da una miscela alcolica fatta da vino e datteri, a sua volta ricavata col  pestare i datteri secchi con i piedi. Il composto ottenuto veniva messo in vasi d’argilla per farlo fermentare; la birra ottenuta, tuttavia, non aveva il sapore di oggi, ma risultava molto alcolica, quasi come il nostro vino bianco.

I reperti archeologici ritrovati  confermano l’importanza della birra nel mondo egizio: papiri, vasi e vassoi che raffiguravano scene di raccolta dell’orzo, bassorilievi con sopra  spighe di orzo, vasi da birra, e tanto altro. Attualmente, in Egitto, la birra viene prodotta in maniera  analcolica per motivi religiosi, i turisti invece possono richiedere, volendo, anche, la tradizionale birra alcolica.

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