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L’equazione di Dirac: la cosiddetta equazione dell’amore

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Da "Il Giudizio universale" (1535-1541) di Michelangelo Buonarroti.

L’equazione di Dirac: la cosiddetta equazione dell’amore. La fisica quantistica incontra i sentimenti umani.

Il grande fascino dell’equazione di Dirac. È la cosiddetta equazione dell’amore, una delle più belle della storia della fisica, perché dietro quei simboli di Paul Adrien Maurice Dirac, fisico britannico, ci sarebbe un messaggio profondo. Nel 1928, Dirac (Premio Nobel per la Fisica nel 1933), studente del prestigioso St John’s college di Cambridge, formula la sua equazione fatta di simboli e numeri:

(∂+m)ψ=0

“Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma diventano un unico sistema.”

Rappresentazione grafica di atomi.

Tutto questo cosa c’entra con l’amore?

L’equazione di Dirac fornirebbe una soluzione al fenomeno dell’entanglement quantistico, cioè al misterioso concetto di non-separabilità di alcune particelle. In sintesi una particella influenza in maniera istantanea un’altra senza che vi sia alcun limite di spazio tra di loro e, se qualcosa si modifica in una, il cambiamento si manifesta anche nell’altra.
Applicando il principio a due persone di ambo i sessi (o dello stesso sesso) che provino un intenso sentimento vicendevolmente, potremmo tradurre l’equazione di Dirac nel modo seguente:
“Se due persone interagiscono tra loro per un certo tempo fino all’instaurarsi di sentimenti di amicizia o di amore, e poi vengono separate, esse non possono definite come persone distinte ma, in qualche modo diventano un’unica persona, (un unico sistem). Dunque, ciò he accade a una di loro continuerà per sempre ad influenzare l’altra, anche se distanti chilometri o anni luce”.
Trattasi dunque di una vera e propria formulazione scientifica dell’amore platonico. Non credete?

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