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Cyber attacchi in Ucraina, Russia, Danimarca, Inghilterra, Francia e Stati Uniti

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Cyber attacchi, ieri, in Ucraina, Russia , Danimarca, Inghilterra, Francia e Stati Uniti

Cyber attacchi si sono susseguiti in Ucraina, Russia, Danimarca, Inghilterra, Francia e Stati Uniti. Colpito pure il sistema informatico della centrale di Chernobyl. Colpita anche l’Italia.

I ricercatori della società Eset, una delle maggiori aziende europee per la produzione di software per la sicurezza digitale, hanno diffuso la notizia relativa ai cyber attacchi avvenuti ieri in vari paesi del mondo, tra cui l’Ucraina, la Russia, la Danimarca, l’Inghilterra, la Francia e gli Stati Uniti.

Per la cronaca, la stessa Eset, ha dichiarato che in generale, l’Italia, dopo l’Ucraina, è la seconda nazione al mondo più colpita dal virus diffuso ieri, dal massiccio attacco hacker. In Ucraina, al momento, è stato registrato il 78% delle rilevazioni, mentre in Italia il 10%. A seguire, in questa singolare classifica ci sono: Israele (5%), Serbia (2%) poi Romania, Stati Uniti, Lituania e Ungheria con l’1% delle rilevazioni.

La causa di questi cyber attacchi sarebbe da imputare al MeDoc, cioè un software per la contabilità compromessa dai cyber-criminali. Un mezzo molto usato da diverse aziende ucraine, tra cui istituti finanziari, aeroporti e metropolitane. Molte di queste aziende probabilmente, hanno eseguito un aggiornamento del software, spiega la società Eset.

Secondo gli esperti il virus colpevole dei danneggiamenti informatici è chiamato Petya e provoca  guasti al computer, rendendone inaccessibili tutti i file contenuti. Quindi, per la riattivazione chiede un riscatto pari a 300 dollari in Bitcoin, la famosa moneta elettronica.

Il ministro degli Esteri ucraino Pavlo Klimkin in un forum ha precisato che l’attacco hacker di ieri contro l’Ucraina non è stato un caso sporadico: “in quanto la Russia ci aveva già provato e ci proverà ancora in futuro con nuovi attacchi hacker o fake news.”

Questi cyber attacchi preoccupano non poco la Gran Bretagna che non esclude l’eventualità di considerare come risposta militare, in avvenire, raid aerei localizzati. Il monito giunge dal ministro della Difesa, Michael Fallon, citato dal Telegraph.

Sebbene la capitale inglese  sia già attrezzata per contrattacchi interni al cyberspazio, in futuro, potrebbero essere decise anche altre azioni improvvise davanti alle quali la Gran Bretagna, non riuscirebbe a difendersi.

Fallon, inoltre ha dichiarato che azioni del genere sarebbero state già messe a segno con enorme successo contro il Daesh ed avrebbero consentito di limitare le perdite di vite umane durante l’offensiva delle forze governative di Baghdad, sotto l’egida della coalizione occidentale, per la riconquista della città di Mosul dall’Isis, in Iraq.

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