Thai Pop Groups. 80 Kisses, album con sound anni ’80, dei Polycat Un prodotto di qualità della nota band...
Opera music XVII century. Giovanni Paisiello, uno dei più celebri operisti di fine Settecento formatosi a Napoli. Compositore e musicista...
La festa della musica, è Recovery Sound. Nel quartiere di Garbatella staffetta di musica e integrazione con: Argoritmo, Roberto Casalino, Scrima, Guidobaldi, Daniele De Gregori, Garba Trio, Winkin' Blues, Diego.
Greek woodwind instrument Aulos, strumento musicale a fiato dei Greci. Simile ad una sorta di flauto, era formato da uno...
Waiting for Godot Beckett. Aspettando Godot, la futile attesa di un cambiamento che non avviene secondo le nostre aspettative. Approfondimento...
Hill of Vision, emoziona il pubblico con la straordinaria storia vera di un bambino vagabondo diventato Premio Nobel per la medicina. Un film ricco di speranza, un invito a credere in se stessi.
Hill of Vision. La vita del Premio Nobel Mario Capecchi, che il regista Roberto Faenza ha scelto di raccontare nel suo film, dal 16 giugno al cinema. Il film, di cui Faenza è anche co-sceneggiatore insieme a David Gleeson, si basa infatti sui ricordi di Mario Capecchi, Premio Nobel per la medicina nel 2007, soffermandosi sugli anni della sua infanzia e adolescenza, che sono stati determinanti per ‘scrivere’ il suo futuro di scienziato.
Hill of Vision. Siamo in Alto Adige, durante la seconda guerra mondiale. Mario ha solo 4 anni, quando sua madre viene arrestata dai fascisti e deportata in un campo di sterminio. Il piccolo trascorre l’infanzia per strada vivendo di espedienti. Finita la guerra, lui e la madre miracolosamente si ritrovano e ricominciano una nuova vita in America, presso la comunità Quacchera ‘Hill of Vision’. Mario non riesce a inserirsi nel nuovo contesto di normalità, fino a quando non scopre, grazie allo zio fisico, la passione per la scienza.
Una storia vera, intensa ed emozionante. Un film ricco di speranza, che incoraggia a credere in se stessi.
Zero Killed porta con sé un ben riconoscibile universo sonoro e visionario - una versione contemporanea dell’elettronica industrial di fine anni Novanta unita a beat rap, fuzz e chitarre granitiche unite ad atmosfere cinematiche - che conferma la capacità di Marco del Bene di giocare con i suoni, per creare mondi e ambienti sonori in grado di evocare precise suggestioni ed atmosfere che, in quest’occasione, incontrano le riflessioni del compositore sullo scenario contemporaneo.
Zero Killed è un universo sonoro a tratti psichedelico che, costruito nei mesi passati, incontra oggi l’attualità, affrontando con attenzione e sensibilità tempi di incertezza e violenza, il senso di frustrazione e impotenza dell’uomo comune di fronte ai drammi della Storia e la necessità di guardare oltre.
Makoto Shinkai Filmography. Cerchi nell’acqua, donare amore, vibrazioni. Il cinema del regista giapponese di film Anime soprannominato “il nuovo Miyazaki”,...
Shamanic drumming: la grande forza curativa delle percussioni. Il drumming sciamanico o guarigione ritmica si basa sulla legge naturale della risonanza per ripristinare l’integrità vibrazionale del corpo, della mente e dello spirito. Shamanic drumming.Che tu sia un fan dell‘R&B, del Rock and Roll, dell’Opera, dei nativi americani, degli indiani o...
Handpan Art. Gesù raccontato con musica e arte. 3 dipinti accostati a 3 brani del celebre polistrumentista francese David Charrier....
PopuPiano Smart Portable Piano. Piccola, luminosa e coloratissima tastiera musicale smart che rende davvero semplice fare musica.
PopuPiano Smart Portable Piano. Nelle scorse settimane mi sono divertito ad esplorare questo entusiasmante strumento. Si tratta una di una piccola tastiera smart dotata di 29 tasti LED luminosi e coloratissimi oltre un controller pad multi funzione a 6 tasti, che rende davvero semplice e fighissimo, produrre musica. Il tutto disposto su quattro ottave selezionabili attraverso l'App dedicata.
14 Novembre 1951, l’argine sinistro del Po a poche centinaia di metri dal ponte della
ferrovia Padova
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Bologna si spacca. La marea invade in pochi minuti le terre del Polesine,
una delle regioni all’epoca più povere, più misere di tutta Italia.
Migliaia d
i uomini, donne e bambini scappano mentre l’acqua rimane stagnante per mesi
tra le case e le campagne. Oggi, 70 anni dopo, i bambini di allora ricordano con una
memoria ancora viva quei mesi immortalati dalle pellicole perfettamente conservate negli
archivi dell’Istituto Luce.