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Nisida è l’isola di Polifemo, il ciclope accecato da Ulisse nell’Odissea

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L'isola di Nisida (archivio)

Nisida è l’isola di Polifemo, il ciclope accecato da Ulisse nell’Odissea. E’ questa la teoria dello storico Teocrito Tucidide. Omero chiamava nella sua opera, l’isola partenopea Nesis. Il re di Itaca avrebbe raggiunto il porto Paone, un porto naturale, in cui avrebbe lasciato le navi per poi salire verso la grotta del gigante situata, pare, in quella di Seiano.

Nisida, la bella isola partenopea, a quanto pare, è stata protagonista anche nella mitologia. Infatti, secondo quanto affermato dallo storico Teocrito Tucidide, sembra fosse abitata da Polifemo, nome derivante dal greco Polyfemos che significa colui che chiacchiera troppo o che è molto conosciuto. Non a caso il gigante è uno dei personaggi più noti della mitologia. Il Ciclope, come tutti ricorderanno, fu accecato dal famoso Ulisse, re di Itaca, nell’opera dello scrittore greco Omero, l’Odissea. Nisida era chiamata dallo stesso Omero con il nome di Nesis. Sembra che Ulisse avesse raggiunto il porto di Paone, un porto naturale in cui protagonista dell’Odissea lasciò le navi per poi ascendere verso la grotta del mostruoso gigante situata, pare in quella di Seiano.

Pellegrino Tibaldi (1527-1596) – Ulisse acceca Polifemo

Omero nella sua Odissea, da Odisseo, nome con cui veniva anche chiamato Ulisse, narra che quest’ultimo, nel corso del suo viaggio di ritorno ad Itaca, dopo la guerra di Troia approdò su di un’isola disabitata detta isola delle Capre. A questo punto Ulisse incuriosito decise di esplorarne il territorio abitato da giganteschi mostri con un solo occhio in mezzo alla fronte e che non amavano la presenza di stranieri. L’eroe di Itaca comunque, si avventurò in una grotta ignaro che fosse abitata dal più crudele dei ciclopi, Polifemo.

Il gigantesco essere fece prigionieri Ulisse ed i suoi compagni. Ma come sappiamo Ulisse era molto astuto e riuscì a salvarsi accecando con un tronco appuntito ed infuocato Polifemo.

Polifemo

Nisida, l’isola di Polifemo, ha molte affinità con l’isola descritta dallo scrittore greco per cui c’è da credere che fosse realmente l’isola dei Ciclopi.  Nell’incantevole isola napoletana hanno soggiornato anche altri personaggi celebri. Ad esempio Cicerone, che nelle Lettere ad Attico, dice di essere stato a Nisida ospite di Bruto.  Bruto, infatti, avrebbe costruito a Nisida una residenza estiva, dove fu organizzata la congiura contro Cesare. Anche Cassio possedeva una villa poco lontano.

Oltre ad Omero anche autori stranieri si sono ispirati all’isola partenopea situata di fronte a Coroglio. Miguel Cervantes, scrisse un racconto in cui parlava di Nisida come di una donna  napoletana bellissima che faceva innamorare di sé due giovani amici. In questo racconto Nisida diventa espressione di fascino e di nostalgia, a testimonianza che il ricordo di Napoli del grande autore di Don Chisciotte fosse legato anche a quest’isola.

Nisida è una piccola isola appartenente all’arcipelago delle isole Flegree, posta all’estrema propaggine della collina di Posillipo, in località chiamata Coroglio. Dal punto di vista amministrativo essa fa parte di Bagnoli, un quartiere del comune di Napoli.

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