Il popolo napoletano: da mangia foglie a mangia maccheroni

Da mangia foglie a mangia maccheroni, sono tanti i modi di dire con cui fu classificato nei secoli, il popolo napoletano.

Il popolo napoletano: da mangia foglie a mangia maccheroni: In passato, i napoletani venivano addirittura definiti “magnavruoccole” ovvero “mangia broccoli”, una espressione dispregiativa che era considerata come una vera e propria onta. In una commedia risalente alla seconda metà del Cinquecento (la vedova) del pisano Giovan Battista Cini, il gentiluomo partenopeo Francesco Cola, affronta un soldato di nome Fiaccavento, con queste parole: “Oh, tu sta lloco? E chi pienzi parlare, sicilianello, con qualche pezzente pari tuo? Va, va manciamaccaroni!”. Alla ricerca di una parola carica di effetto, il militare, nel proprio dialetto, in tutta risposta definisce l’avversario “magnavruoccole” o “mangia foglie”, espressioni che ad un certo punto, divennero offensive visto che un popolo che non aveva altro di cui mangiare se non verdure, doveva essere considerato senza dubbio una razza di pezzenti.

Il popolo napoletano: da mangia foglie a mangia maccheroni: Tali tipi di dileggi erano così utilizzati al punto che nel 1678, nel poema eroico l’Agnano zeffonato, scritto per la cantata dei pastori dal famoso gesuita Andrea Perucci, l’esercito napoletano veniva definito ironicamente in questi termini:”Chisto portava li Napolitane, che de le foglie fanno gran strapazzo… A la bannera portano no mazzo de vruoccole, e sta scritto: ’Ntra la panza haggio de la vettoria la speranza”, ovvero “Questo portavano i Napoletani, che della foglia fan gran strapazzo… Sulla bandiera portano un mazzo di broccoli con su scritto: Ho nella pancia la speranza di vittoria!”.

Dipinto di Giovan Battista Ruoppolo (Napoli, 1629 – 1693).

Così venivano chiamati per antonomasia i partenopei, scriveva ancora il Fasano e al curioso elenco, va ad aggiungersi l’epiteto che quest’ultimo soleva affibiare agli spagnoli “mangia ravanelli” e così via, proseguendo per le varie Regioni dello stivale.

Il popolo napoletano: da mangia foglie a mangia maccheroni: Tutto sommato, c’e’ qualcosa che non quandra esattamente. Per quanto alcune di queste caratteristiche alimentari siano rimaste (non appaiono nell’inventario le diciture “polentoni” o “mangia polenta” poiché sviluppatesi successivamente), la definizione accostata al popolo napoletano,n on appare corretta. Mancando, come sottolinea un importante studio condotto negli anni 50’ da Emilio Sereni, concreti dati statistici sulle abitudini alimentari del posto, tali affermazioni possiamo ricavarle perlopiù da testi poetici o narrativi di artisti coevi o di viaggiatori che solevano annotare su dei taccuini, tutte le usanze dei paesi che visitavano. Comunque, i napoletani non accettarono mai questo curioso appellativo di mangiatori d’erba e con il passare del tempo, soppiantando i siciliani, furono individuati come “mangia maccheroni”, epiteto che era sempre da considerare in un’accezione propriamente negativa. Tutto ciò induce a pensare che i maccheroni siano stati conosciuti e apprezzati soltanto dopo il periodo del grande utilizzo degli ortaggi che hanno cercato, sempre senza successo, di associare ai campani.

 


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