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Origini della festa di Piedigrotta a Napoli: tra storia e leggenda

La manifestazione si rifà alle feste ed ai rituali pagani dedicati al dio della fertilità Priapo.

Origini della festa di Piedigrotta di Napoli, passando tra storia e leggenda. La manifestazione si rifà alle feste ed ai rituali pagani dedicati al dio della fertilità Priapo.

Origini della festa di Piedigrotta di Napoli. Questo evento ha rappresentato, fino a qualche decennio fa, la più grande kermesse canora che Napoli ed il mondo ricordi. La sua nascita risale alle calende greche, infatti si rifà alle feste ed ai rituali pagani dedicati al dio della fertilità Priapo. Con il trascorrere dei secoli, poi il cristianesimo prese il sopravvento sul paganesimo ed i riti propiziatori in onore della divinità furono sostituiti con quelli in onore della Madonna di Mergellina. La festa, però, subì numerosi cambiamenti nel corso del tempo, tuttavia, l’aspetto più caratteristico, ovvero il connubio tra il sacro ed il profano, giunse immutato sino al secolo passato.

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Perchè questa festa era chiamata così? Ovviamente il termine piedigrotta sta per ai piedi della grotta. La manifestazione infatti ha origine appunto nei pressi di una grotta: la colossale Crypta Neapolitana, chiamata anche Grotta di Pozzuoli o Grotta di Posillipo. Si tratta di un luogo ricco di fascino e di mistero. Una lunga galleria artificiale dell’altezza di dieci metri e lunga quasi settecento scavata nel tufo della collina di Posillipo, tra Mergellina e Fuorigrotta. L’entrata principale della grotta si trova nell’odierno Parco in cui si trovano le tombe di Virgilio e di Giacomo Leopardi e da non confondere con il parco virgiliano a Posillipo. A sentire la leggenda fu proprio il poeta latino a scavare quella grotta in una sola notte, grazie ad i suoi poteri magici. In realtà fu costruita dai Romani per fini  militari nel I secolo a.C.. Invece, secondo altre fonti  la grotta sarebbe molto più antica, precedente anche all’arrivo dei coloni greci nel V secolo a.c., essendo opera dell’antico popolo dei Cimmeri: famosi costruttori di opere sontuose, i quali, come riferisce Strabone,  vivevano in case sotterranee collegate fra di loro da gallerie.

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Origini della festa di Piedigrotta di Napoli. Ben presto per il popolo partenopeo di quell’epoca quella grandissima grotta assunse molti valori simbolici: materno ed uterino, per la sua forma stretta e angusta, ma pure una metafora del passaggio tra la morte e la vita, tra la luce e l’oscurità. Per la cronaca  nelle sue immediate vicinanze fu costruitoun piccolo tempio dedicato a Priapo, figlio di Afrodite e famoso nella mitologia dell’antica Grecia per la sproporzionata lunghezza del suo organo sessuale. Nelle calde notti settembrine, quel tempio era teatro di baccanali, festività religiose a sfondo propiziatorio caratterizzate da scandalose pratiche sessuali. Inoltre il popolo napoletano da sempre avvezzo alla vivacità ed al canto durante quelle feste si lasciava andare in accorati canti e balli, precursori della tarantella.

L’immagine è stata realizzata dallo staff di crono.news utilizzando l’Intelligenza Artificiale (AI) dell’App. PHOTOLEAP scaricabile sulle piattaforme Android e iOS.

Napoli, pertanto si aggiudicò ben presto la fama di città della musica e del canto.

Lo sviluppo teologico del culto di Maria Vergine iniziò con San Giustino (100–165 d.C.) che sottolineò il ruolo di Maria nella storia della salvezza come la seconda Eva. Nel corso del III d.C. ebbe piede progressivamente a Napoli, il culto di Maria Vergine, cosicché il tempio dedicato a Priapo fu abbattuto per dar posto ad una cappella dedicata alla Madonna dell’Idria o Odigitria: ciò si evince dal dipinto della stessa Madonna presente in una nicchia all’ingresso orientale della grotta e da quello di San Luca che si nota dalla loggetta. La festa di Piedigrotta era anche un’opportunità per fare una scampagnata nella bellissima Mergellina per poi entrare nella chiesa ad inginocchiarsi di fronte all’altare della Madonna di Piedigrotta. I napoletani ballavano e cantavano davanti alla grotta illuminata con torce: proprio come facevano i loro antenati. Fu così che nacque l’usanza di una gara canora tra i vari gruppi di pellegrini. Questa caratteristica si consolidò sempre di più nel corso del tempo.

Origini della festa di Piedigrotta. Ma l’apice della manifestazione canora di Piedigrotta si raggiunse nel 1835 grazie al  clamoroso successo della canzone “Je te voglio bene assaje”, scritta dall’ottico Raffaele Sacco e musicata, almeno secondo la leggenda, da Gaetano Donizetti. La canzone vendette la bellezza 180.000 copielle, un numero impensabile per quel periodo Ciò attirò l’attenzione degli editori che fino ad allora si erano occupati solo di musica classica. Nasceva così la Piedigrotta delle canzoni.

 

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