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Cantine di Marzo, tradizione vitivinicola che risale al Seicento

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Cantine di Marzo, tradizione vitivinicola che risale al Seicento-1
Ferrante Di Somma.

Cantine di Marzo, tradizione vitivinicola che risale al Seicento. Una realtà che l’imprenditore Ferrante di Somma, ci ha raccontato con grande pathos.

 

“Bevendo gli uomini migliorano:
fanno buoni affari,
vincono le cause,
son felici
e sostengono gli amici.”

Aristofane (450 a.C. – 388 a.C.)

Ferrante di Somma, dell’azienda Cantine di Marzo, racconta che nel lontano 1647, Scipione di Marzo, capostipite della famiglia, lasciò il paese natale nei pressi di Nola, per sfuggire alla peste dilagante. Si rifugiò a Tufo portando con sè l’uva di un antico vitigno, il Greco del Vesuvio. L’uva si adattò progressivamente alle colline di Tufo, innervandosi in un sottosuolo ricco di minerali, zolfo in particolar modo, conferendo al vino la sua particolare mineralità, che conserva tutt’oggi per la gioia dei suoi innumerevoli estimatori. Di lì a poco, Tufo si trasformò in un’importante nucleo d’insediamento industriale, generando anche  fenomeni di immigrazione dal nord Italia.

“Nel 2009 lasciai Parigi e mi trasferii ad Avellino per riprendere in mano l’azienda di famiglia e “resuscitare” il marchio, che viveva da tempo un forte processo di decadimento, a causa della frammentazione della proprietà distribuita in una miriade di parenti. Da quel momento costituii una bellissima squadra di lavoro, molto unita e funzionale. Siamo l’azienda del Greco di Tufo in tutte le sue forme, la più antica cantina della Campania e tra le più antiche del Sud Italia. Ne andiamo fierissimi.”

Cantine di Marzo, tradizione vitivinicola che risale al Seicento-2
Paesaggio tufese.

Importanti anche le innovazioni tecniche apportate da Ferrante di Somma, (in possesso di un Master in Commercio Vini in Borgogna), alla sua azienda Cantine di Marzo: “Ho voluto adottare lo stile Borgogna per i miei vigneti, suddividendo attentamente il territorio del Greco in base alla peculiarità del terreno, lavorando a tre Cru di Greco di Tufo: Colle Serrone, Laure ed Ortale. Per cru, in estrema sintesi, s’ intende il singolo vigneto curato secondo le sue caratteristiche specifiche. C’è da valorizzare un territorio di grandissime ricchezze naturali. Dovremmo imparare molto dai francesi, che in questo sono abilissimi.”

In tema di valorizzazione del territorio, grazie soprattutto all’utilizzo del Web, Ferrante di Somma aggiunge: “Crediamo moltissimo nella Rete, non solo come vetrina dei nostri prodotti, ma anche come mezzo per coinvolgere le persone nei vari processi di lavorazione vitivinicola. La gente ne resta sempre molto affascinata. Ecco perchè organizziamo spesso visite culturali in azienda e partecipiamo ad importanti eventi come il Greco Festival.”

Ferrante di Somma ci lascia con delle parole impregnate di romanticismo e profumo di Greco di Tufo: “Ritengo che un buon bicchiere di vino, rappresenti il territorio che ti parla e ti racconta la storia di come è nato, di come si è evoluto e di cosa può dare nel futuro. Il vino riflette anche il carattere degli abitanti del territorio nel quale viene prodotto; non a caso quelli di Tufo sono austeri, spigolosi e sinceri.”

“Nel vino è celata la verità. La Diva Bottiglia vi ci manda:
siate voi stessi interpreti della vostra scoperta.”

François Rabelais (1494 – 1553)

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