il maccaronaro
il maccaronaro Napoli metà '800. Bambini mangiano per strada il saporito piatto 'O Doje ‘e Garibarde

Il Maccaronaro e ‘O Doje ‘e Garibarde, Il Due di Garibaldi

Il Maccaronaro e ‘O Doje ‘e Garibarde, Il Due di Garibaldi. L’origine di questo prodotto è tutta napoletana e per molto tempo fu prodotta a Napoli.

Il Maccaronaro o meglio ‘O Maccarunaro, con questo nome veniva appellato sia il fabbricante sia il venditore di maccheroni caldi già cotti. Quest’ultimo sistemava sulla strada il suo chiosco con i fornelli e con su la grossa caldaia, da dove estraeva i maccheroni ancora bollenti che successivamente, a seconda delle richieste, condiva con formaggio sale e pepe, di li a poco sarebbe stato introdotto anche il succo di pomodoro, soddisfacendo le esigenze delle classi meno abbienti che potevano contare in questo modo, su un passo sostanzioso e nel contempo molto economico. Si poteva godere di un bel piatto di spaghetti o pasta lunga, cotta e condita con una spolverata di pecorino, soprannominato “’O Doje” “Il Due”, per il suo costo di appena 2 soldi. Questa saporita ricetta, che veniva gustata sul posto, rigorosamente con le mani, molto spesso veniva resa più appetibile dall’aggiunta di una piccola quantità di pomodoro e veniva soprannominata “ ‘O Doje ‘e Garibarde”, “Il due di Garibaldi”, un chiaro e simpatico riferimento alla camicia rossa di Garibaldi. Negli anni a venire, ‘O doje, è divenuto un condimento molto apprezzato, anche se realizzato solo ed esclusivamente con il pomodoro, senza aggiungere una sola goccia d’olio, in modo da mantenere integra la leggerezza del piatto e senza intaccarne il sapore.

Il Maccaronaro – foto Alinari

Abbiamo detto che questo piatto di pasta veniva consumato con le mani perchè solo alla fine del XVIII secolo, cominciò a diffondersi l’uso di una specie di forchetta a due punte che, nel secolo successivo, passarono a tre e poi definitivamente divennero quattro. Si racconta che durante il suo soggiorno a Napoli, l’autore dei” Tre moschettieri”,  lo scrittore Alessandro Dumas padre scrisse: ”Il mangiatore del volgo si fa forchetta di due dita, solleva i maccheroni o i vermicelli mezzo palmo sopra la bocca e poi, facendo un lieve movimento di girazione a spirale, ve li caccia dentro senza sporcarsi ne scottarsi”…

Ragazzini napoletani che gustano i “maccheroni per strada” immagine tratta da una antica cartolina di metà ‘800.

Di seguito vi proponiamo da realizzare, la ricetta semplice e genuina di questo antico piatto.

Ingredienti:
• 400 g di pomodori freschi
• 400 g di pasta lunga ( spaghetti, bucatini, linguine…)
• sale q.b.
• pecorino q.b.
• foglie di basilico fresco

In una pentola fate bollire l’acqua, e lasciate cuocere la pasta aggiungendo un pizzico di sale grosso. Lavate accuratamente i pomodori, spezzettateli con le mani e adagiateli in una padella a sul fuoco vivo per qualche minuto per farli asciugare, aggiungete un pizzico di sale fino. Scolate la pasta assicurandovi che sia cotta al dente, versatela nella padella e mantecate con i pomodori, fuori dal fuoco, unendo il pecorino grattugiato. Servite a tavola aggiungendo in ogni piatto le foglie di basilico fresco.


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