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Storia delle origini della città di Avellino tra miti e leggende come la caccia al lupo

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Storia delle origini della città di Avellino tra miti e leggende come la caccia al lupo-1

Storia delle origini della città di Avellino tra miti e leggende come quella caccia al lupo. Si parte da molto lontano, parliamo infatti di circa tremila anni or sono e precisamente nell’ottavo secolo avanti Cristo, allorquando i Sanniti si insediarono in varie tribù lungo la dorsale dell’Appennino campano. Tra il VI ed il IV secolo ci fu poi l’espansione, dal basso Lazio al Molise, fino alla Campania ed alla Basilicata, come si evince da una mappa in marmo posta sul lato ovest del campanile di Santa Sofia a Benevento.

Tra Avellino e Benevento, fin dai tempi più remoti, esiste una rivalità calcistica molto sentita, anche se il derby più sentito resta quello con il Napoli, ormai un lontano ricordo. In questo ambito la città irpina prevale sui sanniti, non fosse altro che per il decennio vissuto nella massima serie, ma dal canto loro gli stregoni beneventani si fregiano di un predominio molto più antico, che risale ai gladiatori dell’epoca romana. Un anfiteatro da 20mila posti e la Scuola Gladiatoria Imperiale, con il suo massimo esponente Lucilius, imbattuto nelle arene e chiamato anche a Roma, rappresentano il fiore all’occhiello della città sannita. Tuttavia la storia delle origini della città di Avellino parte da molto lontano, tra miti e leggende; dobbiamo andare a ritroso nel tempo, tornando a circa tremila anni fa, all’epoca dell’ottavo secolo acanti Cristo, ovvero quando i Sanniti si stabilirono lungo la dorsale dell’Appennino campano, formando varie tribù. Poi tra il VI ed il IV secoli ci fu l’espansione dal basso Lazio al Molise, fino alla Campania ed alla Basilicata, come si evince da una mappa in marmo posta sul lato ovest dela campanile della Chiesa di Santa Sofia, a Benevento.

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Lupo irpino.

storia delle origini della città di Avellino: A quei tempi le popolazioni erano solite spostarsi andando alla ricerca di cibo ed usavano insediarsi nei nuovi territori scoperti. Prima della partenza, vi era l’usanza di sacrificare i primogeniti nati nel periodo invernale, visto che queste escursioni partivano sempre di primavera. Tale  rito religioso era chiamato Ver Sacrum, ovvero la Primavera Sacra ed era dedicato a Mamerte, il dio Marte, signore della guerra,  Ares per i greci. L’intero gruppo si muoveva  sempre seguendo un animale sacro, che poteva essere un toro, un bue, un lupo o un cervo. In realtà molti credono che questa usanza sia più dovuta ad esigenze di caccia che relativa ad interpretazioni totemiche. Là  dove l’animale si fermava, oppure veniva cacciato, si pensava che fosse stato scelto come luogo adatto al nuovo insediamento.

Nell’VIII secolo avanti Cristo, appunto seguendo le orme di un lupo, Hirpus, un gruppo di migratori sanniti si insediò in quei territori che attualmente conosciamo come la città irpina di Avellino. Non sappiamo però il perché il gruppo formato da Irpini e Sanniti si divise, probabilmente per dissapori o per rivalità, quel che risulta sicuro è che il DNA è sempre lo stesso, pertanto, non a caso, se ci troviamo  allo stadio di Avellino o in quello di Benevento, ogni tanto sentiamo un coro che recita: tanto vale restare seduti perché tanto siamo tutti Irpini Sanniti.

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