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Roberto Ferri, pittore italiano, contemporaneo dal grande talento affascinato dallo stile caravaggesco

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Roberto Ferri, pittore italiano, contemporaneo, appena quarantenne, originario di Taranto, dal grande talento, sempre affascinato dallo stile caravaggesco, da cui ha attinto per realizzare le sue opere, peraltro già presenti in tutto il mondo in collezioni sia pubbliche che private: New York, Londra, Istanbul, Bruxelles.

Roberto Ferri è un pittore contemporaneo italiano, nato a Taranto, nel 1978, dal grande talento; è stato sempre affascinato dalla pittura caravaggesca, alla quale ha attinto per realizzare le sue opere che sono già presenti, nel mondo intero, attraverso collezioni pubbliche e private. Roberto Ferri si è messo in luce negli ultimi dieci anni, girando per l’Italia e per l’estero, esponendo i suoi dipinti, intrisi di un’atmosfera, quasi misteriosa, sullo stile del Caravaggio, che mostrano tutta la sua sensualità, nata da ispirazioni del momento, oppure da visioni avute durante la notte. Il talentuoso pittore pugliese, tuttavia, ha anche approfondito i suoi studi sull’arte delle immagini e delle scenografie  sotto la guida di maestri di tutto rispetto, come Gaetano Castelli, scenografo della televisione di Stato o Francesco Zito, noto costumista teatrale.

Le sue opere sono state presentate, in passato, in diverse importanti città del mondo come Roma Venezia, New York, Londra, Istanbul, Bruxelles. Roberto Ferri, “figlio d’arte”, scopre l’amore per la pittura fin da subito, infatti, da bambino osserva attentamente il nonno e lo zio mentre erano intenti a dipingere, rimanendo estasiato. Il suo grande interesse verso l’arte lo porta, nel 1999 ad iscriversi all’Accademia delle Belle Arti di Roma, città ricca di motivazioni artistiche, nonché culturali. Nella capitale Ferri riesce a forgiarsi, formandosi tecnicamente e culturalmente. Egli assetato d’arte, inizia a frequentare  musei, mostre e chiese romane ed a studiare e copiare i capolavori di grandi maestri, molto colpito, in particolare dalla pittura barocca seicentesca di Michelangelo Merisi, meglio noto come il Caravaggio del quale elabora gli effetti luminosi, i chiaroscuri e quindi le pose.

Roberto Ferri si rifà anche ad artisti quali Guido Reni, Ribera, Velasquez ed alla pittura accademica francese, in voga nel diciannovesimo secolo, con particolare attenzione  a William-Adolphe Bouguereau, pittore e docente  transalpino che apparteneva alla corrente dell’Accademismo. Tuttavia il pittore tarantino viene attirato pure dal surrealismo di Salvator Dalì. Le influenze di questi artisti lo conducono a creare uno stile pittorico tutto suo  recuperando i loro  modelli tematici. La grande abilità di Ferri sta nel riproporre una pittura che si fonde tra passato e presente che in realtà lo porta ad inaugurare un’arte contemporanea basata sul ritorno della pittura figurativa. Un’attività geniale che spinge il famoso critico d’arte Vittorio Sgarbi a definirlo “nuovo come pittore antico; antico come pittore moderno”.

La sensualità delle opere di questo pittore si nota facilmente nella raffigurazione spontanea  di corpi  scultorei, che sfiorano, in molte occasioni, l’erotismo e la perversione di nudi artistici crudelmente mostrati allo spettatore.  I corpi si intrecciano in pose molto ardite. Quell’aggrovigliarsi di parti anatomiche lascia intravedere l’enorme abilità tecnica e compositiva dell’artista. La sua pittura è anche bellezza che diventa perfezione artistica immortale, in grado di superare e di abbattere persino il tempo, un concetto, questo, tangibile  nell’opera “La bellezza che uccide il tempo”. 

In realtà, l’artista colpisce l’occhio dello spettatore attraverso immagini scandalose e violente come ferite, piaghe aperte, teste mozzate, sangue; qui il surrealismo innaturale talvolta si trasforma in crudo realismo.  L’elemento quasi bestiale e ferino, però, non impressiona ma più che altro ispira curiosità. Si tratta di un’arte che, nello stesso tempo, suscita sia una forte avversione che un piacevolissimo fascino attrattivo.

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