Polynesian Tiki: Il Tiki è una scultura tipica delle Iles Marquises

Polynesian Tiki: Il Tiki è una scultura tipica delle Iles Marquises (Isole Marchesi). Intervista podcast allo scultore Gaëtan Pichaud.

Polynesian Tiki. Un Tiki è una scultura dotata di un’importante forza spirituale e simbolica (Mana), originaria delle isole Marchesi e che solitamente rappresenta un uomo di forma particolare. Il Tiki è un vero emblema in Polinesia e occupa un posto importante nella cultura locale. La prima scultura in pietra che rappresenta un Tiki risale al XIII secolo. Originario delle isole Marchesi, i Tiki sono presenti anche nella maggior parte delle isole del triangolo polinesiano. I più famosi sono senza dubbio i “Moai”, queste statue monumentali dell’Isola di Pasqua.

Prepare to be swept away by Cristiano Luchini’s thrilling novel, “Marquesas. The great journey to Polynesia”. Set in the breathtaking Marquesas Islands, this novel takes you on an epic adventure with Admiral Mendaña and Captain Queirós, two historical explorers who sailed the South Sea in search of glory and fortune. You’ll experience their joys and sorrows, their loves and fears, their triumphs and failures, as they discover the wonders and perils of the Pacific.  Click on the image.

Gaëtan Pichaud è un abilissimo scultore di Tiki polinesiani e Tiki delle Isole Marchesi. Passione, creatività e dedizione fanno di lui un artista speciale, sensibile e innovativo. È stato un piacere parlare con lui e ricevere da lui un prezioso Tiki in regalo: un pezzo unico di raffinato artigianato. Di seguito il podcast, in lingua francese e inglese, a lui dedicato.  La pagina facebook di Gaëtan, è linkata alla fine di questo articolo.

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Meeting with Gaëtan Pichaud, sculptor of Polynesian Tiki – Episode 48 (English & French) by Cosmic Dancer

Tiki in pregiato legno di tasso, scolpito e donato da Gaëtan Pichaud, alla redazione di Crono.news. Il suo nome è Kahoa, parola della lingua delle Isole Marchesi, che vuol dire “Buongiorno”. Rappresenta positività e forza vitale.

Metà uomo, metà dio, il Tiki simboleggia un personaggio mitico che ha dato vita agli esseri umani. In passato, i polinesiani li veneravano e li temevano. Piuttosto tozzo, ha le braccia appoggiate sullo stomaco e la sua testa è spesso sproporzionata rispetto al resto del corpo.

Fonte Wikimedia Commons.

Il suo viso è così espressivo che con i suoi grandi occhi danno l’impressione che ti stia guardando mentre osserva ciò che succede intorno a sè. La prima scultura in pietra che rappresenta un Tiki risale al XIII secolo. Originari delle isole Marchesi, i Tiki sono presenti anche nella maggior parte delle isole del triangolo polinesiano. I più famosi sono senza dubbio i “Moai”,  statue monumentali dell’isola di Pasqua.

Moai.
Fonte Wikimedia Commons.

Metà uomo, metà dio, il Tiki simboleggia un personaggio mitico che ha dato vita agli esseri umani. In passato, i polinesiani li veneravano e li temevano. Piuttosto tozzo, ha le braccia appoggiate sullo stomaco e la sua testa è spesso sproporzionata rispetto al resto del corpo. Il suo viso è così espressivo che con i suoi grandi occhi ti dà l’impressione che ti stia guardando mentre osserva ciò che succede intorno a lui. I tiki, nelle isole Marchesi, sono le figure dominanti nella scultura e nell’incisione. Che rappresentino il creatore del mondo, il primo uomo, un antenato più o meno divinizzato, o anche un capo o un eroe, i tiki erano, purtroppo, considerati al momento dell’evangelizzazione dell’arcipelago come espressioni di culti pagani che dovevano essere eliminati. Bruciati (per quelli di legno), rotti, gettati in mare, molti di loro scomparvero per sempre.

Fonte Wikimedia Commons.
Honi Hongi – Saluto polinesiano. Due persone si salutano avvicinando i loro nasi e inspirando allo stesso tempo. Ciò rappresenta lo scambio di HA – il respiro della vita, e di MANA – l’energia vitale e spirituale. Clicca sull’immagine.

Polynesian Tiki. Unico uomo in giacca e cravatta al centro dello stadio di Atuona nelle isole Marchesi, nella capitale Hiva Oa, il presidente francese Emmanuel Macron è stato accolto lo scorso luglio da cavalieri in tenuta da combattimento e da un Mave Mai, una canzone recitata da un solista. “La nostra parte di identità francese è voluta e assunta: siamo marchesiani, polinesiani, francesi, e ne siamo orgogliosi, signor presidente”, ha detto il sindaco di Hiva Oa Joëlle Frébault. Ha poi battezzato il capo di stato con un nome marchesiano: “Te Hakaiki Taha’oa”, “Il grande leader che cammina e va lontano”. Emmanuel Macron è stato poi acclamato per aver iniziato il suo discorso salutando, con poche parole in marchesiano, ogni isola dell’arcipelago.

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“Il nostro tesoro è questa natura e questa cultura”, “Perciò mi batterò al vostro fianco affinché possiamo classificare le isole Marchesi all’Unesco”, ha annunciato. Egli sostiene così l’iniziativa delle autorità locali che hanno intrapreso da diversi anni la lunga procedura per ottenere il marchio dell’Unesco. “Siate orgogliosi di essere marchesiani, di essere polinesiani, di essere francesi”, ha dichiarato Emmanuel Macron con pathos concludendo il discorso che ha tenuto in piedi su una doppia canoa tradizionale di legno.

Gaëtan Pichaud su Facebook – www.facebook.com/pi.show.33

Fonte Wikimedia Commons.

Moai Easter Island: Terry Hunt, grande esperto, ospite di Idee Meravigliose

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