Julia "Butterfly" Hill
Julia "Butterfly" Hill

Julia Butterfly Hill la donna che visse sugli alberi due anni per evitarne l’abbattimento

Scrittrice ed attivista ambientale americana, ha vissuto sulla cima di una sequoia millenaria

Julia Butterfly Hill ha rischiato la propria vita, abitando uno spazio in altezza sulla cima di un grande albero. Uno spazio non più grande di un letto singolo, all’aperto, al freddo, alla fame, nel dolore e nell’isolamento.

Julia Butterfly Hill, è la donna che invece fatto tutto questo, ha vissuto oltre due anni sulla cima di un’antica e gigantesca sequoia per evitare che fosse abbattuta. Cosa faremmo noi per evitare che un maestoso albero di 1.500 anni sia vittima delle seghe di un’azienda di disboscamento?

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Julia Butterfly Hill, una scrittrice ed attivista ambientale americana, ha vissuto sulla cima di una sequoia millenaria nella California del Nord per 738 giorni per evitare che fosse abbattuta. Le sequoie sono meravigliosi alberi monumentali, originari della California, negli Stati Uniti. Possono crescere fino ad oltre 100 metri di altezza, avere tronchi di nove metri di diametro e vivere per migliaia di anni. Purtroppo, dalla colonizzazione del territorio californiano da parte delle culture occidentali, il continuo disboscamento di questa risorsa naturale ha decimato le foreste. In California, una forma di protesta è iniziata alla fine degli anni ’70, conosciuta come tree sitting, vivere sugli alberi per proteggerli dal disboscamento.

Julia Butterfly Hill - la donna che visse sugli alberi per proteggerli dall'abbattimento

Julia Hill, che è stata soprannominata Butterfly sin da bambina per la sua delicata ed esile figura, ha vissuto con gli attivisti ambientali nel nord della California. Il gruppo stava affrontando una compagnia di disboscamento che stava abbattendo le sequoie della regione. Avevano bisogno di qualcuno che occupasse un albero per portare l’attenzione alla causa. Julia si è offerta volontaria, immaginando che avrebbe dovuto stare sull’albero solo per circa due settimane, forse un mese.

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sequoia gigante -julia butterfly hill.attivista e scrittrice -@crono.news

Il 10 dicembre 1997, Julia si è arrampicata su un albero di sequoia di oltre 55 metri, che chiamò affettuosamente Luna. Fu allora che si rese conto in che avventura si era cacciata. Isolata e senza mai abbandonare l’albero questo ad oltre 50 mt di altezza, infatti “la casa sull’albero” di Julia era una piccola piattaforma dalle dimensioni di un letto singolo quindi circa 1,5 x2,5 mt. Dopo averci trascorso un anno, Julia è riuscita a creare una seconda piattaforma. Era protetta sotto un semplice telo di plastica, il suo letto era ridotto a un sacco a pelo e il suo cibo gli veniva portato con una corda. Durante questo periodo ha avuto la possibilità di avere contatti umani, solo rilasciando interviste ai media attraverso un telefono ad energia solare. Ma quando è arrivato il momento di affrontare il maltempo, essa era completamente sola. “L’odore della foresta è straordinario. L’aria è così dolce che puoi davvero sentirne il sapore“, ha descritto in seguito.

julia butterfly hill - l'attivista per l'ambiente ha vissuto

Era molto umido e freddo. Anche con il telo di plastica che mi serviva da tetto e pareti, anche la nebbia penetrava e la pioggia trovava piccoli buchi per gocciolare giù dai rami sulla piattaforma“, “Sopportare il peggiore inverno della storia registrata a 18 piani di altezza, su una piccola piattaforma nel cielo, mi ha sfidato in ogni modo. Il mio desiderio di sentirmi al caldo e all’asciutto, la paura di morire. È stato spinto al limite di ogni possibile paura che avevo. Ed è stato attraverso quell’esperienza che mi sono evoluto come essere umano“, ha raccontato poi, nel suo libro Julia “Butterfly” Hill. Ha dovuto sopportare tempeste con venti fino a 150 chilometri all’ora, pioggia gelata, grandine e infine la neve che molte volte ha distrutto il suo rifugio, lasciandola completamente esposta agli elementi.

Julia in quei due anni vissuti su di una gigantesca sequoia ha vissuto, opposizione, dubbi e nuovi incoraggiamenti. Ma l’opinione pubblica era divisa rispetto alla sua lotta non tutti erano ugualmente impressionati. Poiché si stava impegnando in ogni caso in un atto di disobbedienza civile, poiché si trovava su un territorio che qualcuno sosteneva le appartenesse ed in primis si era guadagnata il dispiacere della compagnia di disboscamento. Ma Julia era determinata a sopravvivere, anche se c’erano alcune persone altrettanto determinate ad abbatterla con la forza.

julia butterfly hill - l'attivista per l'ambiente che ha vissuto su una sequoia per proteggerla

Hanno tentato vari modi per costringermi a scendere: dal tagliare i miei rifornimenti e il cibo, al lasciarmi affamata, al suonare clacson ad alto volume tutta la notte e il giorno, per molti giorni, così da non farmi dormire“. Doveva costantemente ricostruire il suo rifugio perché il maltempo lo portava via di tanto in tanto. Eppure ha persistito. Ci sono stati momenti, nel dubbio dove ho quasi rinunciato all’impresa. “Sono un essere umano. Ci sono stati momenti in cui ho detto: ‘Non ce la faccio più’. Momenti in cui mi rannicchiavo in posizione fetale per piangere, ‘Non ce la faccio più, non un altro minuto'”, ha confessato, ma succedeva comunque sempre qualcosa che gli dava nuovo respiro e nuova forza.

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“Non sono scesa perché avevo dato la mia parola che non l’avrei fatto prima di aver tentato tutto il possibile”.

L’impressionante protesta biennale di Julia in quegli anni ha attirato l’attenzione in tutti gli Stati Uniti e oltre nel mondo. Il 18 dicembre 1999, la protesta di Julia è finalmente terminata. Era stato raggiunto un accordo con la compagnia di disboscamento. Julia e gli altri attivisti erano riusciti a raccogliere 50.000 dollari e hanno effettivamente pagato la compagnia di disboscamento per salvare l’albero e un’area circostante di circa 12.000 metri quadrati.

julia butterfly hill.attivista e scrittrice -@crono.news

Le telecamere di numerose reti televisive hanno ripreso il drammatico momento nel giorno in cui la giovane ed intrepida ambientalista è scesa in lacrime dal suo grande albero che cosi incessantemente aveva voluto proteggere.

È stata una sensazione straordinaria quando ho toccato il suolo per la prima volta dopo due anni”.

Julia Butterfly Hill anni dopo ha co-fondato la Circle of Life Foundation, che sostiene la trasformazione delle interazioni umane con la natura.Dalla sua esperienza sugli alberi abusivi ha scritto il libro “Luna’s Legacy: The Story of a Tree, a Woman, and the Fight to Save the Redwoods“. Il suo lavoro in difesa dell’ambiente continua ancora oggi, tenendo conferenze, partecipando a simposi e tenendo workshop.

www.juliabutterflyhill.com

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