Le Sette Opere di Misericordia del Caravaggio a Napoli

Le Sette Opere di Misericordia del Caravaggio racchiudono lo spirito partenopeo. 

Le Sette Opere di Misericordia, uno dei grandi capolavori del celebre pittore italiano Caravaggio, è custodito presso la Chiesa del Pio Monte della Misericordia, una delle tante bellezze situate nel cuore della città di Napoli, in via dei Tribunali. Entrando in questa chiesa, pare di andare a ritroso nel tempo, giungendo nel diciassettesimo secolo, accecati dalla luce che emana la grandiosità delle opere del Caravaggio, studiate ed ammirate, a bocca aperta, da quegli artisti che raccolsero l’eredità del pittore milanese a Napoli, tra i quali ricordiamo Luca Giordano e Battistello Caracciolo.

Per la cronaca il Pio Monte della Misericordia è un’antica e storica istituzione creata nel 1601 da sette giovani di sangue blu napoletani, la quale si interessa di attività di carità cristiana.N Nell’osservare dei documenti custoditi al piano superiore della struttura, risulta che nel febbraio del 1607 Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, riscosse il saldo di quattrocento ducati, quale compenso per la commissione di una grande tela da piazzare  sull’altare maggiore della chiesa: appunto le Sette opere di Misericordia.

Le particolari emozioni che suscitano nei visitatori della Chiesa del Pio Monte della Misericordia, quando si trovano al cospetto dell’opera sono a dir poco sconvolgenti. Un affresco, in qualche elemento barocco, classicista in altri e finanche “volgare” in taluni dettagli. L’autore della commissione richiedette a Caravaggio di realizzare una tela  che ritraesse la Madonna della Misericordia, una sorta di iconografia tradizionale che raffigurasse la “Mater Misericordiae”, ossia la protettrice della comunità che avrebbe spiegato il programma della confraternita.
Le Sette Opere di Misericordia del Caravaggio racchiudono lo spirito partenopeo-1
Il Merisi, in realtà, raffigurò  l’iconografia su due livelli: uno alto ed un altro basso. Nella parte inferiore sono presentate  le Sette Opere della Misericordia, in essa si spiega tutta la complessità iconografica:
Sansone che beve dalla mascella di un asino, poi una donna che allatta un vecchio condannato a morire per fame, quindi  i piedi e le gambe di un cadavere appena sepolto, inoltre  San Martino che divide il suo mantello in due per dare una metà ad un uomo seminudo a terra, di seguito  un signore ben vestito che  indica la sua casa ad un pellegrino, infine un pò più in basso  la figura storpio che viene curato. Mentre nella parte superiore troviamo la figura della Madonna rappresentata come una donna affacciata al balcone in un vicolo di Napoli, con in braccio Gesù bambino che si sporge per osservare cosa accade in strada. Più sotto due angeli che si abbracciano alludendo al tema della fratellanza.
Nell’opera appare evidente che Caravaggio non raffigura  le opere caritative realmente svolte dall’istituzione napoletana né ci sono riferimenti ai committenti. Il pittore adottato dalla città partenopea mettre in risalto la misericordia spontanea del popolo napoletano, incurante dei nobili dell’istituzione, che attraverso la carità, rafforzavano il loro potere. Alla luce di quanto riportato nella tela  possiamo interpretare  le Sette Opere di Misericordia, come un omaggio del Caravaggio agli abitanti della città di Napoli.

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