Carlo Sellitto e Filippo Vitale, due straordinari seguaci di Caravaggio

Carlo Sellitto e Filippo Vitale, due straordinari seguaci di Caravaggio

Carlo Sellitto e Filippo Vitale, due pittori meridionali del diciassettesimo secolo, straordinari seguaci di Caravaggio.

Carlo Sellitto e Filippo Vitale furono due straordinari pittori meridionali molto attivi, a Napoli, nel diciassettesimo secolo, i quali meglio di tutti seppero interpretare l’arte del celebre Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. Per questo motivo i due artisti sono considerati dei caravaggisti di altissimo livello. Carlo Selltto, forse anche più del Vitale è stato capace di recepire il messaggio del Merisi, dando vita a delle composizioni tragiche, di straordinario realismo e intensa tensione emotiva.

Carlo Sellitto.

L’arte di Sellitto ed il suo gioco di ombre.

La sua arte è dominata dalla luce, la quale modella le plastiche figure mediante un sapiente gioco di ombre; Carlo Sellitto, nato culturalmente in ambito tardo manierista si rova in prima fila per accogliere il nuovo messaggio di Caravaggio, dando vita composizioni drammatiche, animate da una spasmodica ricerca di verità, con un raffinato utilizzo della luce. A Napoli, dove si trasferì dalla Basilicata, la sua commissione più importante lo terrà occupato per ben quattro anni, ossia  dal 1608 al 1612, in Sant’Anna dei Lombardi nella cappella Cortone, dove diede vita ad un ciclo su San Pietro. Qui ebbe la grande opportunità di lavorare con  Caravaggio. Un terremoto distrusse la chiesa nel Settecento, e delle cinque opere realizzate da Carlo  Sellitto, soltanto due, si sono salvarono. Sellitto, tra il 1610 ed il 1613, realizzò, prima il San Carlo per la chiesa di Sant’Antoniello a Caponapoli e poi la splendida Santa Cecilia all’organo, per la chiesa della Solitaria, opere che oggi si trovano al Museo di Capodimonte.

Carlo Sellitto.

Filippo Vitale e la lezione caravaggesca.

Anche Filippo Vitale risentì fortemente dell’influenza del Caravaggio, nella sua attività giovanile di pittore. Il Vitale fu un discepolo di Carlo Sellitto, del quale portò a termine il Crocefisso di Santa Maria in Portanova. Vitale fu l’autore di dipinti come la “Liberazione di San Pietro dal carcere” del museo di Nantes, il San Sebastiano conservato a Dublino ed il Sacrificio di Isacco del museo di Capodimonte Tra il 1617 ed il ’18 ebbe la commissione di eseguire otto tele per il soffitto dell’Annunziata di Capua, che purtroppo, versano attualmente, in pessime condizioni. Vitale raggiunse l’apice del suo iter naturalistico con il “San Sebastiano” conservato nella chiesa dei Sette dolori a e “l’Angelo custode” della Pietà dei Turchini, il suo capolavoro, uno dei quadri più illustri del Seicento napoletano, conservati nel capoluogo Campano.

Filippo Vitale.
Filippo Vitale.

Zeen is a next generation WordPress theme. It’s powerful, beautifully designed and comes with everything you need to engage your visitors and increase conversions.

Top Reviews

Altre storie
Lubiana, la città immersa nel verde, che rispetta l’ambiente