Giovan Vincenzo Forli: pittore molisano che completò un opera di Caravaggio

Giovan Vincenzo Forli, il pittore molisano che completò un’opera di Caravaggio. Si tratta de “La circoncisione” conservata nella Chiesa di S. Maria della Sanità, a Napoli.

Giovan Vincenzo Forli, nacque a Campobasso, in Molise,  nella metà del ‘500. Non si conosce tantissimo di questo abilissimo pittore originario di Forlì del Sannio. Ciononostante si è scoperto che Forli ha prodotto opere, nel corso del ‘600. che trovano nelle Chiese più importanti dell’epoca, soprattutto a Napoli. Definito pittore di prima classe per i suoi tempi, fu eletto Console dell’Arte dei Pittori insieme ad altri artisti, tra cui Teodoro d’Errico, nella Napoli di fine ‘500.

Forli, legato al tardo-manierismo, venne incontro per lo più alle esigenze devozionali del ceto borghese cittadino e delle innumerevoli parrocchie di provincia con una produzione caratterizzata forme classicheggianti, prive di esagerati slanci creativi. Tra il 1592 e il 1594 Forlì strinse importanti rapporti di lavoro con i governatori della Casa Santa dell’Annunziata, uno degli enti assistenziali più potenti della città di Napoli, impegnandosi a realizzare tele oggi perdute, destinate ad integrare le decorazioni dell’altare maggiore e del soffitto cassettonato.

Giovan Vincenzo Forli – “Il buon Samaritano”.

Giovan Vincenzo Forlì lavorò a stretto contatto con i pittori più affermati a Napoli in quel periodo, imponendo le sue qualità, tanto che tra il 1607 e il 1608 fu chiamato a dipingere per il Pio Monte di misericordia la tela “Il buon Samaritano”, da affiancare alla fantastica pala dell’altare maggiore “Le Sette opere di Misericordia“, dipinta poco tempo prima da Caravaggio e dalla quale l’opera di Forli copiò, in chiave più monumentale, il gruppo divino circondato dagli angeli, proponendo fisionomie di una bellezza piuttosto convenzionale, di maniera, anzichè realistica.

Giovan Vincenzo Forli – “La circoncisione”.

Tra il 1610 e il 1612 Forli eseguì la tela raffigurante “La circoncisione” per la Chiesa di S. Maria della Sanità. Buona parte arte della critica ipotizza o un primo intervento di Caravaggio sulla tela, in seguito completata da Forli, o una commissione assegnata al Merisi accolta in seguito da Forlì. È estremamente evidente che a partire dal primo decennio del ‘600,  insistette nel proporre elementi caravaggeschi nella propria produzione pittorica, come nel “San Sebastiano” conservato dalla Fondazione Federico Zeri di Bologna, anche se resterà sempre legato al tardo-manierismo di Fabrizio Santafede, caposcuola della pittura devozionale a Napoli, di quell’epoca.

Giovan Vincenzo Forli – “San Sebastiano”.

Forli, tra il 1620 e il 1622  eseguì la decorazione del soffitto della chiesa dell’Annunziata di Giugliano in Campania, oggi purtroppo in pessime condizioni, e nel 1621, quella del soffitto del maestoso Duomo di Napoli. Vero è che dai pochi documenti ritrovati, è doveroso rilevare questo valente pittore molisano non ricevette mai i giusti meriti e riconoscimenti.



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