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I giganti di Mont’e Prama: preziosi reperti della civiltà nuragica

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I giganti di Mont’e Prama: preziosi reperti della civiltà nuragica.  La grande memoria del passato sardo, perduto nel tempo.

I giganti di Mont’e Prama. Le 38 statue rinvenute finora, tra arcieri, guerrieri e pugilatori in esposizione presso il Museo Archeologico di Cagliari e quello di Cabras ci narrano una storia che possiamo soltanto immaginare, ossia la storia dei valorosi guerrieri nuragici, delle tombe degli eroi, ma anche di città straordinarie situate in un immenso territorio ancora tutto da scoprire. Per chi non lo sapesse il Mont’e Prama, è il sito archeologico celebre in virtù del ritrovamento dei Giganti. avvenuto circa un quarantennio fa. Oggi sono state realizzate nuove scoperte, grazie a più moderne tecnologie in ambito geofisico, che ci fanno pensare all’esistenza  di un enorme santuario o addirittura di una metropoli.

I giganti di Mont’e Prama.
I giganti di Mont’e Prama.

Uno di questi moderni mezzi tecnologici è il georadar,  una strumentazione che usa un metodo non invasivo per scrutare il sottosuolo. Degli impulsi elettromagnetici vengono  emanati ripetutamente da un’antenna sulla superficie da esplorare Questi ultimi  impulsi si propagano in profondità.  Per la cronaca la strumentazione ha già registrato più di 56mila le anomalie alcune delle quali di notevole importanza. Per il momento ritrovati 2 betili, cioè delle grandi pietre cilindriche che venivano introdotti nel terreno come luogo sacro di un dio o addirittura rappresentava il dio stesso. Ma chi erano gli dei adorati a Mont’e prama? Da fonti greche e romane abbiamo appreso  dell’esistenza dei Tespiadi, ovvero  eroi discendenti di Eracle, che conquistarono, appunto, la Sardegna.

Area di 16 ettari che occupa la città sotto Mont’e Prama, accanto Gaetano Ranieri.

Del resto i Giganti evidenziano la potenza di un popolo guerriero, ma anche di abili costruttori. Intanto notizie dell’ultim’ora parlano del rinvenimento di sedici ettari celati sotto la terra di un campo abbandonato nel Sinis di Cabras. Una piccola grande Pompei ( scoperta in provincia di Oristano dal Ranieri,  ordinario di Geofisica applicata presso la facoltà di Ingegneria dell’ateneo del capoluogo sardo. Ora come ora, tuttavia, il futuro del cantiere archeologico di Sinis al Mont’e Prama è  ancora tutto da definire.

I giganti di Mont’e Prama.

Gaetano Ranieri, grande padre del georadar, ha recentemente rivelato: “Sotto terra ci sono i resti di una città enorme. Con il sofisticato strumento individuate strade, case, templi e 120 tombe.” Le teorie di Ranieri hanno basi scientifiche solidissime e vengono utilizzate quotidianamente in campi come quelli delle indagini petrolifere o semplicemente nell’accurato controllo dei cieli. Il suo geordar non è altro che un radar rivolto verso il sottosuolo e le sue profondità.. Le teorie di Gaetano Ranieri hanno basi scientifiche solidissime e vengono utilizzate ogni giorno in campi come quelli delle indagini petrolifere o più semplicemente nel controllo dei cieli. Riguardo all’area di Cabras, dove furono trovai i reperti dei giganti di Mont’e Prama, Ranieri parla di una città, molto organizzata e popolosa; una megalopoli di 16 ettari. Crono.news continuerà a seguire la vicenda.

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