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Valle del Sele: un territorio da vivere, tra natura, benessere ed avventura

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Valle del Sele: un territorio da vivere, tra natura, benessere ed avventura. Un’area splendida della nostra Regione Campania.

“Il cielo era ovunque libero e terso, io fissai lo sguardo in quel mare di luce e fu come trovarmi faccia a faccia con il fondo del mondo, come se il mio cuore battesse fervido contro quel fondale nudo e vi si sentisse a casa propria. “

(Dal romanzo “Pan” di Hamsun Knut)

Affascinante introdurre il bellissimo territorio della Valle del Sele, spesso poco e mal raccontato, prendendo in prestito del noto scrittore del ‘900 Hamsun Knut. La sua prosa contiene intime ed appassionate descrizioni del mondo naturale. Lo scrittore vede  umanità e natura unite da un forte e mistico legame; legame che noi di Crono.news siamo certamente riusciti a stabilire con la sopramenzionata valle che l’autore norvegese, premio Nobel nel 1920, siamo certi avrebbe amato.

Valle del Sele.

La vasta area della Valle del Sele comprende i Comuni di Campagna, Castelnuovo di Conza, Colliano, Contursi Terme, Laviano, Oliveto Citra, Santomenna e Valva. Un territorio che fa da punto di connessione tra le province di Salerno, Avellino e Potenza. La Valle del Sele è un territorio ricco di bellezze naturali che, come uno scrigno, custodisce straordinarie sorprese, capaci di stupire turisti che sono alla ricerca di un’esperienza di viaggio nuova e sfaccettata.

Oasi WWF Valle della Caccia di Senerchia (AV).

Abbiamo avuto modo di visitare la suggestiva Oasi WWF Valle della Caccia di Senerchia (AV) costellata di cascate e di portentosa natura verdeggiante, di vivere le Terme di Cappetta (SA) con le sue rilassanti acque sulfuree, e di passeggiare tra le viuzze dell’amena località di Oliveto Citra (SA). Quì il turismo religioso e spirituale è molto sviluppato grazie alla presenza della Vergine del Castello in un’edicola a forma di grande stella, opera dell’architetto Riccardo Dalisi. Castello che ha origini medievali, e dall’alto del quale la Madonna mostrò la sua presenza, il 24 Maggio del 1985. La sera del 20 luglio, inoltre, avvenne un fenomeno straordinario: una nuvola rosa iniziò a roteare intorno al castello ed in migliaia contemplarono questa incredibile manifestazione, che pare fosse stata annunciata qualche mese prima dalla Madonna stessa ai veggenti come segno della sua presenza.

Regina del Castello, Oliveto Citra (SA).

Eccellente anche l’offerta enogastronomica della Valle del Sele, partendo dalla mozzarella di bufala, dai prodotti caseari e dai salumi, passando per i funghi porcini, sino ad arrivare ai tarfufi neri. Doveroso menzionare la Festa dell’Uva di Oliveto Citra, che quest’anno arriverà alla 46esima edizione. Evento che si fa promotore diretto della riscoperta del territorio, all’insegna della celabrazione delle proprie radici culturali.

Strascinati ai funghi porcini.

Menzione speciale per la bellissima esperienza di Rafting sui fiumi Sele e Tanagro, vissuta grazie al team di Trekking&Paddles. un’agenzia per servizi outdoor nata nel 2005
da un’idea dell’adrenalinico Antonello Pontecorvo, che ci ha fatto da timoniere nell’affascinante percorso di circa 6.5 km di cui siamo stati protagonisti; tracciato fluviale che ha avuto inizio nella località di Sicignano degli Alburni (SA), sulle limpide acque del fiume Tanagro, sino alla base dell’organizzazione, sita nella località di Postiglione (SA). “Si tratta di un’avventura alla portata di tutti, da vivere divertendosi ed in estrema sicurezza, in uno scenario unico al mondo.”, ha dichiarato Pontecorvonativo di Sorrento ma con un debole per la Valle del Sele.

Rafting su Sele e Tanagro.

Riteniamo che i sopramenzionati 9 Comuni che costituiscono la Valle del Sele, dovrebbero fare rete, sistema, ancor meglio di quanto fatto sinora, in sinergia con i tanti operatori economici che insistono nell’area. Poverissima la comunicazione del territorio fatta sul web. Inoltre riteniamo essere inadeguata la piattaforma www.vallesele.it, attualmente online.  La Valle del Sele, con le sue bellezze ed i suoi abitanti, lungi dal ricadere nell’asettica divulgazione didascalica, andrebbe raccontata con maggiore pàthos, maggiore attenzione ai dettagli e grande continuità. Ad maiora!

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