studentessa romana -aneurisma celebrale

Studentessa romana quattordicenne muore aneurisma, medici diagnosticano semplice stress

Assurdo caso di malasanità all’ospedale Pertini di Roma, dove una Studentessa romana quattordicenne muore per un aneurisma, mentre i medici le avevano diagnosticato un semplice stress.

Una studentessa romana di quattordici anni, alcuni giorni fa, poco dopo essere entrata in classe, a scuola, ha avvertito un malore. Immediatamente trasportata all’ospedale Sandro Pertini, i medici le hanno diagnosticato solo un normale stress da studio. Ma dopo la tac ha evidenziato, un aneurisma cerebrale. Da qui il trasferimento al Bambin Gesù, dove la studentessa romana è deceduta dopo 48 ore, malgrado sia stata sottoposta ad un disperato e delicato intervento chirurgico.

La drammatica vicenda si è consumata tra il 4 e il 6 novembre scorso; la  studentessa romana di 14 anni frequentava il liceo classico Orazio, nella capitale. La notizia della morte della ragazza è trapelata però soltanto ieri. Sull’assurdo caso di malasanità all’Ospedale Pertini, la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti, in seguito alla denuncia presentata dal legale della famiglia, l’avvocato Giuseppe Rombolà, secondo cui  i medici del Pronto Soccorso del Pertini non sono stati capaci di scoprire la provenienza del malore, diagnosticando un semplice stress, mentre la quattordicenne era giunta in ospedale in autoambulanza in codice giallo.  

Alla madre sarebbe stato detto che non si trattava di niente di grave e che il problema della figlia era legato solo a stanchezza ed ad un forte stress, per cui, con un pò di riposo, tutto sarebbe tornato normale. Una cantonata inspiegabile, che forse è costata la vita alla studentessa romana. Con il senno di poi tutto sembra facile, tuttavia chissà se la giovane sarebbe sopravvissuta se solo si fosse immediatamente intervenuti, con l’esatta diagnosi.

La quattordicenne invece  è rimasta in osservazione per circa due ore e solo dietro insistenza della madre è stata sottoposta ad una tac da cui si è scoperto l’aneurisma fatale. Secondo l’avvocato Rombolà, soltanto a quel punto i medici hanno allertano l’Ospedale Bambino Gesù, dove la paziente è arrivata a bordo di un’ambulanza e non dell’elisoccorso che sarebbe stato molto più rapido e quindi fatto guadagnare tempo prezioso.

“Si è trattato di un viaggio di circa un’ora”, ha poi dichiarato il legale e le condizioni si sono aggravate sempre di più. Una corsa contro il tempo che si poteva evitare se al Pronto Soccorso del Pertini si fosse capito fin dal’inizio la gravità della situazione. Nonostante tutti gli sforzi e l’intervento chirurgico per tentare di far defluire il sangue, la giovane  è morta.

Ora il pubblico ministero è in attesa di conoscere i risultati completi dell‘autopsia, mentre la famiglia della studentessa romana ha provveduto alla nomina di un proprio consulente.

Ci troviamo  in presenza di una tragedia che ha colpito una ragazza assolutamente sana fino a quel momento. Lotteremo con tutte le forze affinché vengano accertate tutte le responsabilità del caso“, ha concluso l’avvocato.

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