Le Basiliche paleocristiane di Cimitile tra bellezza, simboli e misteri

Le Basiliche paleocristiane di Cimitile.

Conoscete le Basiliche paleocristiane di Cimitile? si tratta di un complesso basilicale, tra i  più importanti esempi d’arte paleocristiana presente in Europa, e si erge sui resti di un’importante necropoli romana detta “il coemeterium nolanum II-III sec. a.C.). E’ composto da sette edifici di culto, impreziositi da mosaici, affreschi e decorazioni. La trasformazione che avvenne nel corso del tempo da necropoli pagana a santuario cristiano, si perfezionò in seguito alla costruzione, all’interno della necropoli, della tomba di San Felice.

Persecuzioni contro i cristiani.

Felice era precisamente un prete di origini orientali che durante la persecuzione che fu messa in atto contro i cristiani, guidò e amministrò la chiesa locale in sostituzione del vescovo che, nel frattempo, si era rifugiato, al sicuro, sulle montagne. Si racconta che alla fine degli scontri, Felice riportò in città l’anziano vescovo, il quale però si rifiutò di ereditarne la carica, scegliendo piuttosto di trascorrere il resto della sua vita in stato di povertà ed ascesi. Da quando fu costruita la prima basilica, posizionata intorno alla tomba del santo, il coemeterium si trasformò in un luogo di culto di notevole importanza, che iniziò ad attrarre in pellegrinaggio, un corposo numero di pellegrini.

Lo splendore.

Il santuario visse però il suo periodo di maggior splendore solo grazie ad uno sforzo prestigioso della classe senatoria romana, in particolare del gallo Meropio Ponzio Anicio Paolino, divenuto successivamente San Paolino, il quale, devotissimo a San Felice, scelse di profondere ogni energia per la sua glorificazione, facendo non soltanto restaurare gli edifici preesistenti, ma anche costruire una nuova basilica, insieme ad alcuni alloggi che potessero ospitare i pellegrini. Da quel momento, il santuario continuò ad attrarre sempre più fedeli, persino Papa Giovanni Paolo II, il quale volle personalmente visitarlo in occasione del Giubileo del 2000. Entrare in questo complesso archeologico, produce nel visitatore delle sensazioni particolari; i sepolcri interamente scoperchiati, gli scheletri che ancor affiorano dalla terra e i simboli ed i feticci tipici di un vecchio cristianesimo ancora imbevuto di una componente esoterica, catapultano gli astanti in una dimensione a metà strada tra la realtà e l’immaginazione.

Nascondersi agli esseri umani.

L’intero complesso delle Basiliche paleocristiane, nascosto in un piccolo paesino campano, sembra di proposito quasi volersi nascondere agli esseri umani per volersi far cercare e scoprire. Da pochi anni a questa parte, il santuario sta vivendo un nuovo lustro anche grazie a spettacoli e perfomance artistiche di notevole rilievo. In tal senso, basti pensare che il grande cantautore Vinicio Capossella, in occasione del Pomigliano Jazz Festival, si è ispirato alla sacralità ed al fascino del luogo, per ideare un concerto chiamato “Le vie dei Santi”.

Basiliche paleocristiane di Cimitile tra simboli ed esoterismo.

Il misterioso santuario, non ha attratto soltanto fedeli ma anche appassionati di esoterismo, che spesso si sono qui riuniti per organizzare convegni che hanno avuto come tema principale lo studio delle tradizioni esoteriche e di alcuni simboli presenti all’interno delle basiliche, su tutti, un bellissimo affresco raffigurante la Maddalena Incoronata. Il dipinto si trova esattamente nella piccola basilica dei SS Martiri, sulle cui pareti, tra l’altro, sono ben visibili due croci maltesi. Queste immagini, sono state oggetto di discussione anche nel famoso romanzo di Dan Brown, il Codice Da Vinci, che appunto fa riferimento proprio alle teorie sorte su Maria Maddalena, sposa di Gesù. All’affascinante edificio di culto, sono legati anche altre leggende e misteri. Tra il XV ed il XVI sec., cominciò difatti a diffondersi la voce che il campanile della Basilica, fosse il primo campanile mai edificato nella storia del Cristianesimo.

San Gennaro imprigionato nelle Basiliche paleocristiane di Cimitile.

Ancora, si vocifera che San Gennaro fu imprigionato ed arso vivo in una fornace che è ancora visibile all’interno della chiesa e, (voci perlopiù leggendarie, iniziatei a diffondersi da pochi anni) che Re Artù sarebbe stato seppellito proprio nell’antico coemeterium nolano sul quale furono successivamente edificate le basiliche. Codesti misteri e leggende, unite al fascino unico del posto, continuano ancora oggi ad attrarre tanti studiosi e curiosi che si recano, in numero sempre maggiore sul luogo, per ammirare da vicino quello che è considerato il museo d’arte paleocristiana, bizantina, barbarica e romanica, meglio conservato in Campania, oltre che un sito avvolto da un alone di misterioso fascino.

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