Home Cultura Il velo di Iside, romanzo storico della giornalista Fiorella Franchini

Il velo di Iside, romanzo storico della giornalista Fiorella Franchini

451
Tempo di lettura: 2 minuti

Il velo di Iside, romanzo storico della giornalista Fiorella Franchini.Il velo di Iside, romanzo storico della giornalista Fiorella Franchini-1

Il velo di Iside, è il sesto romanzo della scrittrice Fiorella Franchini e racconta una storia che tra amore ed intrigo politico, si innerva nei meandri delle antiche città di Neapolis e Puteoli. Da un lato troviamo un amore tenero, ma blasfemo e proibito,  tra Valerio Pollio Isidoro, comandante della imponente flotta romana di Miseno, e Cassia Livilla, candida sacerdotessa di Iside, dall’altro le oscure trame di una congiura contro il potere di Roma.

Il velo di Iside è una storia romantica ed avventurosa che regala un accurato e moderno affresco di un lontano passato, richiamando l’attenzione dei lettori sullo straordinario e spesso dimenticato, patrimonio archeologico di Napoli e dei Campi Flegrei. Fiorella Franchini è una scrittrice innamorata del proprio territorio, e lo si evince da delicatissimi passaggi nel libro, che restituiscono al lettore la bellezza dei luoghi, il misticismo dei culti, il profumo e la tridimensionalità di un passato, quantomai vicino e pulsante.

Il velo di Iside è un romanzo che trasuda storia e misticismo, estremamente godibile nella lettura, che si propone come unicum letterario rispetto alla narrazione del culto di Iside nella Campania Felix, argomento non facilmente riscontrabile nel seppur vivissimo panorama italiano ed europeo dei romanzi storici.

“Nel macellum incontrò il solito via vai
disordinato e il vociare confuso di lingue diverse. Lungo il
porticato rettangolare si aprivano le botteghe e nel cortile
interno era collocata, al centro, una tholos destinata alla vendita
degli alimenti. Scansò galline e porci, entrò nelle tabernae
scegliendo i prodotti e ordinando la consegna. Al forno, decorato
con le spighe del grano sul fondo d’ocra, le offrirono
il pane appena sfornato, tondo e diviso in spicchi dorati, chiedendole
un’invocazione alla dea, ognuno salutandola con un
cenno del capo o un sorriso, offrendo un’elemosina.
In città Iside, la sua Signora, era benvoluta, nonostante
l’invidia degli dei romani i cui templi, superbi e sfarzosi, svettavano
sulla parte alta. Cassia Livilla amava trascorrere il suo
tempo nelle strade, scoprendo nei tuguri la fatica e i dolori
del vivere quotidiano.
«Chiedi alla dea la salute di mia figlia e del suo bambino»
pregò una vecchia, mostrando la partoriente ancora sporca
per il parto.
Le porse un’ampolla di olio come obolo e Livilla la prese,
lasciandole il grano. Più avanti divise il pane.
«Torneremo anche stavolta senza elemosine» protestò
Muna, la schiava. «Adara non ne sarà contenta».
«Noi possediamo cibo a sufficienza, ma non loro. Con
poco abbiamo acquistato la devozione di molti per la grande
madre.”

(Da Il velo di Iside di Fiorella Franchini)

Rispondi