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I primi pompieri italiani furono napoletani; il Corpo fondato nel 1806 da Giuseppe Bonaparte

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I primi pompieri italiani furono napoletani il Corpo fondato nel 1806 da Giuseppe Bonaparte

I primi pompieri italiani furono napoletani; il Corpo fu fondato nel 1806 da Giuseppe Bonaparte con il nome Corpo dei pompieri civici di Napoli. Diedero un enorme contributo nei soccorsi del terremoto di Messina del 1908, uno degli eventi sismici più catastrofici del ‘900.

I primi pompieri italiani furono napoletani. Infatti nel 1806 nel capoluogo partenopeo, nasceva, con il nome di Corpo dei Pompieri civici di Napoli, la prima caserma dei vigili del fuoco d’Italia, anche se ci sono altre città che presumono di avere lo stesso primato, tuttavia, non esistono notizie certe in merito, nè documenti che possano testimoniarlo, come è invece accaduto per la città di Napoli. In verità, infatti, solo nel 1935, il Regime Fascista regolamentò, nella nostra penisola, il corpo dei Vigili del Fuoco a livello Nazionale, sottoposto alla diretta dipendenza del Ministero degli Interni, riunendolo proprio nella metropoli partenopea per gettare le basi del nascente “Corpo Nazionale Pompieri.”

I primi pompieri italiani furono napoletani; il Corpo fondato nel 1806 da Giuseppe Bonaparte-2

Pertanto i primi pompieri italiani furono napoletani, non vi è dubbio alcuno. Fu Giuseppe Bonaparte, fratello maggiore di Napoleone e re di Napoli, ad istituire, nel capoluogo campano, nel 1806, subito dopo il suo insediamento, il primo Corpo dei Genieri Pompieri. Il neo sovrano della città del Vesuvio incaricò il Commissario Generale di Napoli, sotto l’egida del Ministro di Polizia generale di prendere le misure opportune per prevenire e domare tutti gli incendi; a tale scopo, quindi, nacque il corpo dei pompieri di cui egli ebbe la sovrintendenza e la direzione.

Questo Corpo, che in un certo senso, svolgeva anche le funzioni di quello che oggi è la nostra Protezione Civile, si affermò, ben presto, mettendosi in luce agli occhi di tutti gli altri capi di Governo italiani. Bonaparte ebbe il merito di aver avuto un felice intuito. Successivamente sotto il governo di casa Savoia il corpo dei pompieri napoletani fu inviato in Sicilia, precisamente a Messina, nel 1908, a causa del più catastrofico evento sismico del ventesimo secolo.

Fu proprio in questa triste occasione che i pompieri napoletani si distinsero, estraendo vive dalle macerie moltissime persone ed offrendo il loro efficacissimo aiuto alla popolazione locale. Inoltre i primi pompieri italiani furono impiegati nell’incendio divampato in una fabbrica di tabacchi a Vico Scopettatore a Napoli. Questi ultimi riuscirono a mettere in salvo tantissima gente, che era imprigionata tra le fiamme.

La città di Napoli, quindi, oltre alla cultura, all’arte, alla cucina, alle bellezze naturali, può vantare anche quest’ultimo primato, mai messo nella giusta luce prima d’ora.

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