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Mestieri napoletani di un tempo: O Gliuommenaro, ma chi era costui?

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Mestieri napoletani di un tempo: ‘O Gliuommenaro, ma chi era costui? Si tratta di uno dei più antichi mestieri praticati nel capoluogo campano. Sono in pochi a ricordarlo anche perchè, attualmente, nessuno ne ha mai sentito parlare o non conosce neanche il significato di questo termine, invece, molto  comune ai nostri bisnonni. Scopriamo dunque di chi stiamo parlando.

I mestieri napoletani di un tempo sono moto numerosi e tra questi ce n’è uno che solo in pochi conoscono, vale a dire ‘O Gliuommenaro, un mestiere assai diffuso e molto prestigioso in passato che ha contribuito notevolmente a far conoscere ed apprezzare la nostra città nel mondo, nel corso dei secoli.  ‘O Gliuommenaro, termine difficile pure a pronunciare ed a scrivere, più che un mestiere, rappresentava una vera vocazione. Coloro i quali si cimentavano in quest’attività non erano persone comuni, bensì degli artisti che solitamente suonavano uno strumento musicale, recitando per strada delle loro poesie in cambio di qualche soldo.  Oggi potremmo definirli artisti di strada. In realtà ‘o Gliuommenaro non era altri che un compositore di brevi poesie e filastrocche.
Tra i mestieri napoletani di un tempo o ‘Gliuommenaro raggiunse il suo apice nel trecento e nel quattrocento. Si trattava di una specie di giullare il quale accompagnava le sue buffe filastrocche con uno strumento musicale. I componimenti dello Gliuommenaro erano utili a regalare qualche minuto di allegria a chi ascoltava. Questo mestiere ,o per meglio dire professione, era in auge fino alla metà dell’Ottocento, tali gliuommenari, successivamente, trasferirono la loro arte sui  primi tram, per allietare i viaggiatori.  Tuttavia non ebbe molto successo questa idea., tanto è vero che non durò molto. Ai tempi nostri questa figura non esiste più oppure diremmo si è evoluta sotto altre forme. O’ Gliuommenaro resta dunque un antico e piacevole ricordo della cultura partenopea.

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