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Monte Gauro tra natura incontaminata e storia, teatro della battaglia tra Sanniti e romani guidati da Marco Valerio Corvo

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Monte Gauro tra natura incontaminata e storia, fu teatro della battaglia tra Sanniti e romani guidati dal console Marco Valerio Corvo. Il monte Gauro è uno dei tanti vulcani facenti parte dei Campi Flegrei. E’ situato nel comune di Pozzuoli, in provincia di Napoli. Esso costituisce la struttura vulcanica di maggiore elevazione di tutta la zona flegrea sui cui s’innalza con le sue tre vette del monte Barbaro, del monte Sant’Angelo e del monte Corvara. Il cratere di Campiglione rappresenta la caldera del vulcano. Proprio grazie alla sua altezza, il monte fu chiamato dai greci Gauro. Infatti questo termine, in lingua greca, sta per “maestoso”.

Monte Gauro tra natura incontaminata e storia. Il Monte Gauro, uno dei tanti vulcani che fanno parte dei Campi Flegrei, situato alle spalle della città di Pozzuoli, in provincia di Napoli, costituisce la struttura vulcanica di maggiore elevazione di tutta la zona flegrea, su cui si eleva con le sue tre vette del monte Barbaro, del monte Sant’Angelo, e del monte Carvara. Il cratere di Campiglione, rappresenta poi la caldara del vulcano. Proprio in virtù della sua altezza il Monte Gauro fu così chiamato dal popolo greco. Infatti il termine gauro, in lingua greca, sta per maestoso. La struttura vulcanica è formata da tufo giallo campano litificato, tratto dalle cave, oggi, abbandonate del settore sud. Trattandosi di una delle tante bocche eruttive della caldera vulcanica dei Campi Flegrei, il monte è classificato geologicamente come un vulcano attivo in fase di quiescenza, un pò come il Vesuvio.
Cratere di Campiglione.
Monte Gauro tra natura incontaminata e storia. Il Monte Gauro è famoso anche in storia; infatti fu teatro della battaglia tra i Sanniti e le truppe romane guidate dal console Marco Valerio Corvo, battaglia che si consumò nel 343 a.c. nell’ambito della prima guerra sannitica. Ebbero la meglio i soldati di Roma, i quali dopo la successiva vittoria di  Suessula, diedero il via all’espansione territoriale che porterà Roma all’egemonia sull’intera Italia peninsulare. Per la cronaca, nella battaglia del Monte Gauro, i Sanniti  combatterono alla pari con i romani, in maniera cruenta e coraggiosa al punto tale che nessuno dei due schieramenti voleva cedere.
Il Console Marco Valerio Corvo.
Monte Gauro tra natura incontaminata e storia. Marco Valerio Corvo, quindi, al fine di mettere paura al nemico che resisteva strenuamente provò a gettare lo scompiglio tra le prime file dei soldati sanniti con una carica di cavalleria. Ma il suo tentativo non fece scaturire alcun risultato. Allora tornato indietro e sceso dal suo cavallo, il console disse alle truppe: “C’è bisogno di noi fanti e soldati, per questa manovra! Avanti, non appena mi vedrete farmi largo a colpi di spada, nella linea nemica, io mi lancerò all’assalto, così come dovrete fare voi  caricando ed abbattendo  tutti quelli che vi affronteranno.” Neanche il tempo di finire il discorso che i cavalieri, seguendo l’ordine del loro condottiero, si gettarono all’impazzatata contro il nemico  aprendo così la strada alle legioni romane nella parte centrale dello schieramento sannita.
Il console, naturalmente, fu il primo a scagliarsi contro le forze nemiche, uccidendo ogni  soldato che tentava di  sbarrargli il passo. Allora i Romani volendo emulare il console accesero una mischia memorabile. I Sanniti tentavano di resistere ma  subivano  però più colpi di quanti non ne riuscissero a parare. La battaglia a quel punto infuriava e si faceva sempre più agguerrita al punto da diventare un gioco al massacro spaventoso. Ciò nonostante i Sanniti non indietreggiavano , tanto erano determinati e pronti anche alla morte. E così i Romani,  carichi di rabbia facevano il vuoto attorno a loro. I Sanniti furono pertanto sconfitti e molti vennero fatti prigionieri catturati ed uccisi.

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