Home Cultura Ignimbrite campana un fenomeno vecchio di 39.000 anni, la sua eruzione si...

Ignimbrite campana un fenomeno vecchio di 39.000 anni, la sua eruzione si estese per 30.000 Km

335
Tempo di lettura: 2 minuti

Ignimbrite campana un fenomeno vecchio di 39.000 anni, l’eruzione di quell’epoca si estese per 30.000 Km. La storia geologica dei Campi Flegrei è stata caratterizzata, in realtà, da due grandi eruzioni, infatti oltre a quella già citata ricordiamo l’eruzione del Tufo Giallo Napoletano, avvenuta 15.000 anni or sono. Entrambe le eruzioni sono collegate a due episodi di sprofondamento che, sovrapponendosi, hanno provocato una caldera assai complessa che costituisce la struttura più evidente del complesso Vulcanico dei Campi  Flegrei, formato anche dalle isole di Ischia e Procida e parte del golfo di Napoli.

L’ignimbrite campana, ovvero una roccia vulcanica vecchia di 39.000 anni rappresenta il prodotto della maggiore eruzione esplosiva mai avvenuta nell’area della regione Campania. In realtà la storia geologica dei Campi Flegrei, un complesso che comprende circa 40 vulcani, è stata caratterizzata da due grandi eruzioni: la prima fu proprio quella dell’ignimbrite campana datata 39.000 anni or sono e quella del Tufo Giallo Napoletano avvenuta invece 15.000 anni fa. Entrambe le eruzioni sono, tuttavia, collegate a due episodi di sprofondamenti che sovrapponendosi, hanno provocato una caldera assai complessa che costituisce la struttura più appariscente del complesso vulcanico dei Campi Flòegrei, che è composto anche dalle isole di Ischia e Procida e parte del Golfo di Napoli.

Le rocce di ignimbrite campana di 39.000 anni addietro, sono esposte lungo i burroni di confine della zona flegrea, parliamo del duomo lavico di Cuma. I flussi piroclastici dell’eruzione del Tufo Giallo Napoletano coprirono una zona  di circa 1000 Km e lo svuotamento della camera magmatica generò il collasso dell’area flegrea e della conca di Pozzuoli. Dall’unione dei depositi di queste eruzioni si sono formati il tufo grigio ed il tufo giallo, entrambi usati come materiale da costruzione sin dall’avvento dei greci nell’VIII secolo a.C.
 D’altronde si sono registrate, nell’arco dei secoli, almeno 37 fenomeni di eruzione di ingnimbrite campana. L’ultima eruzione si è verificata nel settembre del 1538 d.C., dopo un periodo di stato di quiescenza di circa 3000 anni, ed ha formato il cosiddetto cono del Monte Nuovo. I recenti avvenimenti  registratisi negli anni 1950-52, 1969-72, 1982-84, sono accaduti senza una reale esplosione magmatica, però  vi è stato il sollevamento del suolo fino ad 1,80 m a cui è stato collegato uno sciame sismico che è fenomeno del bradisismo. Nel corso degli anni ’90 il fenomeno si è tuttavia  invertito, ma il suolo si è ancora una volta  sollevato di circa 30 cm. Un fenomeno che pare  sia dovuto  all’immissione di fluidi, tipo acqua e gas dentro le rocce della caldera ed al riscaldamento di queste ultime.

Rispondi