Gesù Vangelo di Tommaso e Zen: il visibile può rivelarci l’invisibile

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Gesù Vangelo di Tommaso e Zen: il visibile può rivelarci l’invisibile. “Senti il mormorio del ruscello di montagna? Entra nello Zen da lì.”

“Gesù disse: “Riconosci ciò che hai davanti agli occhi e ciò che ti è nascosto ti sarà rivelato. Poiché non c’è nulla di nascosto che non sarà manifestato.” “

(Vangelo di Tommaso, Logion 5)

Quando leggo queste parole, intravedo un invito a guardare il mondo in modo diverso, dove il visibile può rivelarci l’invisibile. Mi ricorda il concetto Zen del Mumonkan, la “Porta Senza Porta”.

Nel testo viene menzionato questa storia :

“Molto tempo fa in Cina, un monaco chiese al maestro Gensha: “Sono un novizio appena arrivato in questo monastero, da dove posso entrare nello Zen?”. Gensha disse: “Senti il mormorio del ruscello di montagna?”. “Sì”, rispose il monaco. “Entra nello Zen da lì” fu la risposta del maestro Gensha.” (“Mumonkan La Porta Senza Porta” di Zenkei Shibayama – Astrolabio Ubaldini Editore – 1977)

Questa storia illumina il paradosso: non c’è un punto di partenza né una meta, solo il continuo mutare dell’Uno. La porta esiste, ma non ha sbarre; il passaggio è possibile, ma non attraverso un cancello fisico. Questo mi fa pensare allo Stargate, il portale interdimensionale dell’omonimo film di fantascienza diretto da Roland Emmerich nel 1994. Mentre lo Stargate cinematografico è un singolo dispositivo che richiede tecnologie avanzate per funzionare, il messaggio di Gesù e dello Zen suggerisce qualcosa di più rivoluzionario: ogni punto della realtà è potenzialmente uno “Stargate” verso una comprensione più profonda. “Riconosci ciò che hai davanti agli occhi” – come “il ruscello” nello Zen. La realtà ordinaria contiene già in sé l’accesso al trascendente. Penso alla metamorfosi del girino in rana, processo apparentemente impossibile che avviene seguendo leggi naturali.

Al centro di questa trasformazione c’è l’azione della collagenasi, l’enzima che dissolve il collagene permettendo questa trasformazione radicale. L’enzima non cerca una “porta” nella struttura; dissolve la struttura stessa dall’interno. Non è una forza esterna che rompe una barriera, ma un processo intrinseco che rivela la fluidità di ciò che sembrava rigido.

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La collagenasi diventa la “porta del mutamento” – non un varco attraverso un muro, ma il processo che rivela l’illusione del muro stesso. A differenza dello Stargate cinematografico, che connette mondi distanti, i “portali” di cui parlano Gesù e il maestro Zen sono ovunque. Il confine tra la nostra percezione quotidiana della realtà e la realtà più profonda e ultima è, in realtà, una creazione della nostra mente. Il segreto non è altrove, ma immanente nel qui e ora. Spirito e materia non sono divisi.

L’indicibile si manifesta nella continuità dell’essere. “Ciò che ti è nascosto ti sarà rivelato” allude alla verità più profonda di noi stessi, quella dimensione interiore che sfugge alla consapevolezza ordinaria. Questa rivelazione non proviene dall’esterno, ma emerge quando le strutture rigide dell’ego—che occultano la nostra vera natura—vengono dissolte attraverso la comprensione più profonda. È un viaggio verso l’interiorità che trasforma la percezione di chi siamo veramente.

Non c’è un “qui” e un “là”, un “ora” e un “dopo”. C’è il continuo mutare dell’Uno, che si manifesta in infinite forme pur rimanendo sempre se stesso. Il messaggio più rivoluzionario è proprio questo: riconoscendo ciò che abbiamo davanti agli occhi – il ruscello dello Zen, l’ordinarietà quotidiana – possiamo attraversare la “Porta Senza Porta” verso una comprensione più profonda della realtà.

Gesù Vangelo di Tommaso e Zen

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