Domus de Janas Pimentel, Sardegna.

Third Eye Archaeology: Domus de Janas in Sardegna ed occhi misteriosi

Third Eye Archaeology: Domus de Janas in Sardegna ed occhi misteriosi.  Il tema dell’occhio nelle Domus de Janas si ritrova non solamente, in doppio, nella facciata, ma anche all’interno  nel cosiddetto “focolare.

Third Eye Archaeology: Il “Terzo Occhio” è una misteriosa antica facoltà che tutti noi possediamo, secondo arcaiche tradizioni spirituali. Ci dà la capacità di vedere oltre la vista ordinaria. Anche se i mistici e gli adepti parlano dei misteriosi poteri che il Terzo Occhio ci conferisce (cioè, maggiore coscienza, maggiore percezione, chiaroveggenza, capacità espansa di autoguarigione) su un livello più semplice il Terzo Occhio denota l’intuizione spirituale, fornendo noi con una visione della nostra anima interiore o del nostro Sé superiore, il nostro vero essere eterno. I lettori che hanno familiarità con le religioni orientali ricorderanno il Terzo Occhio come se avesse un lungo storia in India, Cina e Sud-Est asiatico, dove le tradizioni religiose di Induismo, buddismo e taoismo hanno il sopravvento. Il Terzo Occhio è conosciuto in tutto il mondo il sub-continente indiano come “urna” o “trinetra”, ed è spesso contrassegnato da un punto in al centro della fronte, sopra e tra gli occhi. Tuttavia, grazie agli studi di alcuni ricercatori, ci siamo resi conto che lo stesso simbolico “punto della fronte” del Terzo Occhio presente in L’Induismo, il Buddismo e il Taoismo sono presenti anche nell’archeologia di altre antiche civiltà.

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Domus de Janas di Montessu, Sardegna.
Domus de Janas Sa Conca ‘e Mortu, Sardegna.
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Third Eye Archaeology: Negli occhi si ravvisa il maggiore impegno nell’azione umana volta alla trasformazione di grande rocce monolitiche presenti nel mondo. Restando in Europa, occorre sottolineare che in Sardegna e nei Balcani esistono delle struttura in roccia decisamente interessanti. L’importanza degli occhi in queste rocce monolitiche è stata già notata da vari ricercatori.  Eliseo López Benito parla di “Ulls de Deu” (Occhi di Dio). In Sardegna ci sono rocce antropomorfe con occhi attentamente realizzati. Un caso particolare é costituito dalle Domus de Janas. Le domus de janas sono tombe preistoriche scavate nella roccia,  caratteristiche della Sardegna prenuragica. In queste piccole grotte artificiali realizzate per uso sepolcrale sepolcrale, si é cercato attivamente di riprodurre un volto dando speciale attenzione al tema degli occhi: citiamo Montessu, la Domus de Janas Sa Conca ‘e Mortu, Is Ogus de Su Monti a Monastir ed in particolare S’incantu.  Il tema dell’occhio nelle Domus de Janas si ritrova non solamente, in doppio, nella facciata, ma anche all’interno  nel cosiddetto “focolare.” La sua posizione prospiciente all’ingresso, fa pensare che fosse oggetto di rituali attraverso i quali in cui la luce dell’ingresso veniva riflessa nell’acqua posta all’interno dei circoli formando un disegno nella falsa porta, quella porta che metteva in comunicazione il mondo dei vivi con quello dei morti.

Statuetta di guerriero Shardana.
Gli spostamenti dei Popoli del Mare.

Shardana ed Egizi.

Third Eye Archaeology:  Gli Shardana sono una delle popolazioni, citate dalle fonti egizie del II millennio a.C. facenti parte della imponente coalizione dei cosiddetti Popoli del Mare. La loro identificazione con gli antichi Sardi è, da tempo, oggetto di accesissimo dibattito archeologico. Gli Shardana sembrano essere stati uno dei gruppi di pirati più importanti che si sono impegnati in razzie costiere negli anni intorno al 13° secolo a.C. . Sono citati per la prima volta per nome nella stele di Tanis II di Ramesse II, su cui c’è scritto: “Quanto agli Shardana di mente ribelle, contro i quali nessuno avrebbe mai potuto combattere, che vennero audaci, essi navigarono in navi da guerra in mezzo al mare, quelle che nessuno poteva sopportare; ma egli li saccheggiò con le vittorie del suo valoroso braccio, e li portò in Egitto. ” È possibile che alcuni degli Shardana catturati nella battaglia raccontata a Tanis II siano stati costretti a prestare servizio in Egitto, forse anche come maestri d’ascia o consulenti di tecnologia marittima, ruolo nel quale possono aver contribuito alla costruzione delle navi da guerra ibride egiziane viste sul rilievo monumentale di Medinet Habu che mostra la battaglia navale tra egiziani e popoli del mare. Inoltre, Ramses II dichiarò nelle sue iscrizioni di Kadesh di aver incorporato alcuni degli Shardana nella sua guardia durante la cruenta battaglia di Kadesh contro gli Ittiti.

Domus de Janas – S’incantu, Sardegna.

Perchè un terzo occhio?

Third Eye Archaeology: Perchè dunque un terzo occhio nelle Domus de Janas sarde? Facciamo dunque con consapevolezza un salto spazio-temporale, in Egitto, considerando i sopracitati contatti tra antichi Sardi ed Egizi.  Secondo la mitologia egizia Osiride, ucciso dal fratello Seth, venne ricomposto dalla moglie-sorella Iside e riportato in vita cosicchè da poter concepire un figlio. Il figlio in questione, Horus, figlio, ma allo stesso tempo reincarnazione di Osiride, viene spesso rappresentato con un occhio. L’occhio veniva messo stretta analogia con l’embrione, quindi fautore di una nuova nascita. Per questo, per via di una palese eredità culturale Egizi,  troviamo questo terzo occhio nelle Domus de Janas, , un occhio/embrione divino, che dovrà condurrà a una nuova nascita del defunto e al suo ritorno nel mondo dei vivi come un nuovo “Osiride reincarnato in Horus”, grazie all’intervento della sacra Madre Terra, che accoglie teneramente  il suo figlio nel grembo nella tomba per lui scavata dalla comunità, da cui rinascerà a un nuovo ciclo di esistenza. Nel comune di Putifigari è presente una delle Domus de Janas più belle di tutta la Sardegna, tanto da meritarsi il nome di S’incantu (l’incanto). Come tutte le domus rappresenta le abitazioni dei vivi, come a volere un continuum con la vita, dopo la morte. E’ ben presente il “terzo occhio” davanti alla “falsa porta” che comunicava con l’aldilà.

Domus de Janas – S’incantu, Sardegna.
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