Il giardino delle parole, film Anime: riflessione sul Koi, amore romantico

Il giardino delle parole, raffinato film Anime: riflessione sul Koi, amore romantico. Bellissima opera di Makoto Shinkai.

Il giardino delle parole: Volete vedere qualcosa di diverso dalla classica storia d’amore, di romanticismo, di lieto fine? Allora dovreste assolutamente guardare un film Anime di Makoto Shinkai. Quello che ammiro di più nelle opere di Makoto Shinkai è che, pur essendo elencate come storie d’amore, non sono sviluppate in modo tipico. C’è sempre un complesso, infinito flusso di contesto visivo aggrovigliato con profonde metafore e conversazioni su aspetti essenziali della vita come le relazioni umane, la crescita fino all’età adulta, la scoperta di sé. Per lo più Il giardino delle parole è descritto come una storia d’amore proibita, ma c’è molto di più.

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Sinossi.

La stagione delle piogge estive in Giappone è iniziata. Takao Akizuki ha saltato la lezione per godersi la pioggia e i panorami del Giardino di Shinjuku, dove incontra una donna misteriosa, Yukari Yukino. Con il passare dei giorni, senza organizzare l’ora o il giorno, ma sempre quando piove, i due continuano a incontrarsi nel giardino, sotto lo stesso capannone. Comincia a svilupparsi un forte legame.

Trama.

Il Film anime ha una prospettiva unica e si concentra sul rapporto tra Takao e Yukino, a partire dal loro incontro in giardino. Lo sviluppo romantico è classico. Un uomo e una donna, una vita piena di problemi; si incontrano, parlano, si innamorano. All’inizio sembra un rapporto casuale/platonico, soprattutto per la differenza d’età dei personaggi, ma la bellezza de Il giardino delle parole risiede nel dialogo; quel dialogo semplice, tipico, qualcuno potrebbe dire casuale.

Da queste poche conversazioni e dalle sue brevi narrazioni, il film dà un’idea della vita di ogni personaggio e di quanto lentamente ma drasticamente sia cambiato e di come il loro rapporto sia cambiato anche quando hanno iniziato ad aprirsi. Takao ha confessato il suo sogno di guadagnarsi da vivere come designer di scarpe. Yukino usa le scarpe come metafora per comunicare a Takao che ha problemi nel suo lavoro e cerca di ritrovare i suoi “passi”. Il film, a parte lo sviluppo del romanticismo, cattura con eleganza quei semplici momenti, quelle semplici narrazioni con immagini e le trasmette in emozioni, in modo da poterne capire la situazione.

Arte e musica.

Come tutte le opere di Shinkai, Comix Wave si è occupata dell’animazione. Kenichi Tsuchiya era il direttore dell’animazione ed era responsabile del character design, mentre Hiroshi Takiguchi era il direttore artistico. Lo sfondo e l’ambiente artistico, la colorazione, l’animazione, sono assolutamente stupefacenti.  Da sottolineare l’aspetto estremamente realistico delle sequenze di pioggia del film. Metà dello scenario di sfondo è stato utilizzato da fotografie reali scattate nel Giardino nazionale di Shinjuku Gyoen.

I personaggi sono disegnati con meno dettagli ma sono convincenti e ben fatti. Se volete vedere un film per ammirare le potenzialità dell’arte ambientale, basta guardare un film di Shinkai. Nei precedenti film di Shinkai, la musica era prodotta da Tenmon, ma ne Il giardino delle parole, la musica è stata composta da Daisuke Kashiwa. Un piano-violino classico è la musica di sottofondo principale ed è appropriato e un delizioso accompagnamento alla scenografia. La colonna sonora “Rain”, una canzone popolare del 1988, è stata scritta e composta da Senri Oe. La canzone è stata rifatta per il film nel 2013 e cantata da Motohiro Hata.

Temi e curiosità.

Il giardino delle parole affronta ha molteplici temi e e si presta a diverse interpretazioni. A partire dall’elemento “pioggia”, che simboleggia “tristezza” e “solitudine” nella cultura giapponese. La pioggia e questa interpretazione è l’elemento cardine del film, ma per Takao e Yukino rappresenta anche un mezzo di ‘fuga’ e una sorta di ‘conforto’. In un’intervista, Shinkai ha affermato di aver creato il film con la speranza di rallegrare le persone che si sentono sole o incomplete nelle loro relazioni sociali. Tuttavia, ha fatto notare che “questo film non tratta la solitudine come un problema da risolvere”. Un altro tema del film e come ha detto Shinkai: sottolinea nel significato originale dell’amore “Koi”.

“Koi” è amore amore o sentimento di nostalgia per una persona specifica. Può essere descritto come “amore romantico” o “amore passionale. Durante l’epoca dei Manyoshu la parola “amore” (Koi) era scritta come “tristezza solitaria”. Ultimo ma non meno importante, il film esplora il classico tema shinkaiano dell'”amore non corrisposto” e della “distanza/differenza”.
Alcune interessanti metafore del film sono l’uso di “scarpe” che rappresentano la “vita”. Yukino impara a ‘camminare di nuovo’ e Takao trova il suo ‘mezzo di fuga’. La birra e il cioccolato sono usati come metafora della salute mentale di Yukino, in quanto entrambi sono considerati come “miglioratori dell’umore”.

Giardino nazionale di Shinjuku Gyoen.

Shinkai ha modellato il giardino nel film associandolo al giardino di Shinjuku, in Giappone. Avendo vissuto nei pressi del giardino per 10 anni, ha scelto Shinjuku come location per il suo film perché voleva condividere la pace e l’armonia dei suoi luoghi preferiti in Giappone con la speranza che questo incoraggiasse la gente a visitarlo. Dopo il terremoto del marzo 2011, era preoccupato che potesse essere distruttao e voleva preservarlo attraverso il suo film.

Tanka/Poesia Man’yōshū.

Il Man’yōshū è la più antica raccolta di poesia giapponese esistente, compilata nel 759 d.C. durante il periodo di Nara. L’antologia è una delle più venerate raccolte poetiche giapponesi. Tanka è una ‘poesia breve’. Il tanka usato da Yukino nel loro incontro iniziale è tratto da Man’yōshū, Libro 11, versetto 2.513 e la risposta di Takao è il versetto 2.514.

Conclusioni.

Makoto Shinkai è un regista brillante. Anche se è la durata è soli di 46 minuti, questo film permette di capire la loro personalità e anche lo stato mentale/emotivo di ogni personaggio in così poco tempo e ti trasmette quella sensazione di “solitudine” di cui ambedue soffrono. Il Giardino delle parole non è un semplice film romantico. Ci dà molti temi su cui riflettere: come le persone non maturano come pensiamo che debba accadere; L’amore è ovunque, non conosce confini ma non sempre va nella direzione che vorremmo; E la lezione più difficile di tutte: non è facile crescere.



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