Caravaggio - "La conversione di San Paolo."

San Paolo in Campania: tappa della sua incredibile opera di evangelizzazione

San Paolo in Campania: tappa della sua incredibile opera di evangelizzazione. Paolo sbarcò a Pozzuoli nel 61 d. C. da una grossa nave da carico (nave oneraria), di Alessandria.

San Paolo in Campania: Paolo, ai natali Saulo, fu cittadino romano, di famiglia ebraica, che, perseguitò aspramente i cristiani, poi in seguito ad una straordinaria visione, si convertì alla nuova fede. L’incredibile avventura di evangelizzazione del mondo antico vide il suo inizio tra il 45 e il 48 d. C. , allorché Paolo, viaggiò verso Antiochia di Siria, poi, da lì, verso Seleucia e Cipro.  Nel primo mese del 50 d. C. Paolo iniziò il secondo viaggio: assieme a Sila, Timoteo e Silvano, fondò alcune chiese in Macedonia e in Acaia e, segretamente, a Filippi, Tessalonica, Berea, Atene e Corinto. Nella primavera del 53 d. C. fu la volta del terzo viaggio: Galazia, Frigia, Efeso, Corinto, Filippi e nuovamente Gerusalemme. Lì Paolo fu arrestato dai soldati romani e fu trasferito a Cesarea. Processato dal governatore Felice, subì una dura reclusione di 2 anni. Appellatosi alla sua cittadinanza romana, fu inviato a Roma. Fu questa la strada che lo condusse in Campania. Nel settembre dello stesso anno iniziò un viaggio caratterizzato da numerose insidie, che culminò con il naufragio sull’isola di Malta.

Scuola napoletana, XVII secolo, “Apostolo Paolo”.

A Malta Paolo soggiornò per qualche tempo, compiendo numerosissimi miracoli, ma poi si imbarcò alla volta Siracusa e da lì mosse verso Pozzuoli; importantissimo scalo fisso per ogni navigante che, provenendo dall’Oriente o dall’Africa, era intenzionato a dirigersi a Roma. Paolo sbarcò a Pozzuoli nel 61 d. C. da una grossa nave da carico (nave oneraria), di Alessandria:

“Il giorno seguente si levò lo scirocco e così l’indomani arrivammo a Pozzuoli. Qui trovammo alcuni fratelli, i quali ci invitarono a restare con loro una settimana. Partimmo quindi alla volta di Roma.”

Atti degli Apostoli 28, 13-14

San Paolo in Campania: Attraversando la Campania, Paolo giunse dunque a Roma. Sono gli Atti degli Apostoli (28, 14-15) a darci notizia di cio:

“E così arrivammo a Roma. E di là i fratelli, che avevano sentito le nostre peripezie, ci vennero incontro fino al Foro Appio e alle Tre Taverne. Quando li vide, Paolo ringraziò Dio e prese coraggio.”

Di lì a qualche anno, la già crescente comunità cristiana di Roma – secondo quanto scrive Tacito – diverrà una considerevole moltitudine, tanto che neppure la violentissima persecuzione neroniana riuscì ad arginarla. A tal proposito, è doveroso ricordare la notte tra il 18 e il 19 luglio del 64 a. C., quando a Roma divampò il più grande incendi della sua prestigiosa storia. Un evento catastrofico, intimamente legato allo tanto tragica quanto gloriosa fine di Pietro e Paolo. Sebbene gli storici propendano fortemente nell’attribuire le responsabilità di tale disastro a Nerone, le colpe furono però totalmente addossate alla comunità cristiana.

“La persecuzione fu istantanea e feroce, interessando dapprima coloro che confessarono di aver aderito alla nuova religione e poi molti altri. Pietro e Paolo caddero vittima di queste persecuzioni, l’uno crocifisso, l’altro decapitato.”

Tertulliano, Scaorpiace, 15,3

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