Home Cultura Giovan Battista Marino poeta napoletano del Barocco amico di Caravaggio

Giovan Battista Marino poeta napoletano del Barocco amico di Caravaggio

229
Giovan Battista Marino.

Giovan Battista Marino, poeta napoletano del Barocco, amico di Caravaggio. Un napoletano ed un milanese, due tra gli artisti più importanti del tempo, che segnarono indelebilmente il Barocco italiano ed europeo. 

In Italia, a cavallo tra ‘500 e ‘600, fu enormemente apprezzato Giovanni Battista Marino, il più importante esponente della nuova poesia Barocca. Napoletano, con la sua attività diventò fonte di ispirazione per gli scrittori di tutt’ Europa. Tutti furono travolti dal Marinismo, corrente poetica da lui creata, accesa dalla sua passione per la pittura. Marino strinse infatti amicizia con numerosi ed importanti pittori, tra cui il grande Caravaggio, con il quale condivise anche l’irrequietudine. Fu lui per primo a darsi alla fuga dopo due carcerazioni, nel 1598 e nel 1600, quest’ultima culminata con una ritirata a Roma. All’ ombra della Cupola di San Pietro, Giovan Battista Marino fu chiamato al servizio del cardinale Pietro Aldobrandini, personaggio attraverso il quale venne in contatto con Michelangelo Merisi “Il Caravaggio”.

Caravaggio – “Scudo con la Testa di Medusa.”

Artista al quale dedicò un encomio poetico per la mirabile opera “Scudo con la Testa di Medusa”. Celebrazione che venne ricambiata dal Merisi con un ritratto di Marino, poco più che trentenne. Il pittore ed il poeta si promossero a vicenda, “battagliando” con il proprio estro in una società incentrata fortemente sulle arti. Colpisce il componimento di Giovan Battista Marino “In morte di Michelagnolo da Caravaggio”, scritto in occasione della scomparsa del pittore maledetto. Versi dolenti ma densi di stima, affetto ed ammirazione per l’immenso artista lombardo.

Caravaggio – “Ritratto di Giovan Battista Marino.”

“Fecer crudel congiura,
Michele, a’ danni tuoi Morte, e Natura.
Questa restar temea
dala tua mano in ogni imagin vinta,
ch’era da te creata, e non dipinta.
Quella di sdegno ardea,
perché con larga usura
quante la falce sua genti struggea,
tante il pennello tuo ne rifacea.”

Fu grande, dunque, l’unione di Marino e Caravaggio all’insegna dell’arte, nel segno dell’innovazione del linguaggio espressivo. Un napoletano ed un milanese, due tra gli artisti più importanti del tempo, che segnarono indelebilmente il Barocco italiano ed europeo.

Rispondi