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L’ultimo respiro del corvo, avvincente romanzo su Caravaggio

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Caravaggio - "Il Martirio di Sant'Orsola".

L’ultimo respiro del corvo, avvincente romanzo su Caravaggio, a cura di Silvia Brena e Lucio Salvini.

Un critico d’arte sulle tracce della misteriosa morte di Caravaggio. E’ questo il cold case alla base del romanzo “L’ultimo respiro del Corvo” che porterà a scoprire i veri responsabili della morte dell’immenso pittore lombardo, ma anche a sollevare il velo su uno dei peggiori casi di corruzione all’interno del Vaticano. Attraverso una trama sapientemente costruita, Silvia Brena e Lucio Salvini, offrono ai lettori un romanzo avvincente, dagli affascinanti toni noir. Ecco alcune domande che abbiamo posto agli scrittori:

Perché un romanzo dedicato a Caravaggio?

“La vita e la morte di Caravaggio sono tutt’ora avvolti nel mistero. Critici e storici forniscono analisi divergenti e molte delle tesi proposte non corrispondono ad accadimenti storici e non chiariscono molti interrogativi. Perché il Papa diede il permesso ai Cavalieri di Malta di nominare membro dell’ordine un personaggio come il Merisi che era stato condannato per omicidio dallo stesso Vaticano? Perché il cardinale Scipione Borghese occultò per diversi giorni la grazia che finalmente il papa, su pressione della famiglia Colonna, aveva concesso al pittore che sapeva rientrante a Roma per chiedere la grazia (in cambio di suoi dipinti) al cardinale stesso? Sapeva di avere i giorni contati, viveva sfuggendo a continui tentativi per catturarlo o ucciderlo era malato e rassegnato. Tutti volevano la taglia che era stata posta sulla sua testa: guardie pontificie, Cavalieri di Malta, cacciatori di taglie e delinquenti vari.

“L’ultimo respiro del corvo”, edito Skira.

“Aveva dipinto una copia del suo ultimo quadro, Il martirio di S.Orsola dove aveva riprodotto una misteriosa mano nera, apparsa dopo il restauro che nelle sue intenzioni rappresentava quella del suo assassino e lasciato dietro alla tela una scritta criptica dove denunciava il complotto che lo vedeva coinvolto, chi stava tentando di ucciderlo, perché ed anche il mandante. Tra accadimenti storicamente provati, eventi accaduti possibili ed altri assai probabili c’era un ampio spazio per raccordare tutto ciò con la tecnica di un classico cold case e l’aiuto della fantasia. Come si vede il materiale per un libro che presentasse una ipotesi sulla sua fine era abbondante.”

Romanzo storico come strumento efficace di marketing territoriale e turistico?

“Se vogliamo parlare di marketing possiamo dire che da pochi decenni tutto quello che circonda Caravaggio è al centro dell’attenzione del pubblico e dei media. Le sue mostre sono sempre ai primi posti per numero di visitatori e per il fascino che tutt’ora emana un artista straordinario ed un personaggio fuori da ogni schema. E’ innegabile che l’interesse su un personaggio che noi amiamo definire un ragazzo di vita pasoliniano 400 anni prima di Pasolini ha ci ha affascinato sempre più man mano che il lavoro procedeva.

“Per quanto riguarda il turismo cavaraggesco non è stata una leva che ci ha fatto muovere anche se il Merisi che ha viaggiato (sarebbe meglio dire è fuggito) per tutta la vita ha lasciato capolavori il molte città e questi quadri sono ormai un must da non perdere per chi visita Roma, Napoli, Palermo, Malta e Siracusa, per citare solo alcune delle città che ospitano i suoi dipinti che peraltro sono presenti in  tutto il mondo dal Louvre alla National Gallery fino agli Stati Uniti.”

Un motivo valido per cui valga la pena di leggere il vostro romanzo?

“Perché forse questo libro pur in forma romanzata ci fornisce una  ricostruzione accurata di come potrebbero essere realmente andate le cose e perché ci ha affascinato l’idea che l’azione si svolgesse intrecciandosi tra quanto accade oggi a chi cerca di far luce sul mistero della sua morte a quello che realmente successe a Caravaggio. Ci sono delle similitudini inquietanti tra quanto accade ad Hoffmann, il critico che investiga per conto del Cardinale Bargero (un diretto discendente di Scipione Borghese) e quanto accadde a Caravaggio. E l’intrecciarsi di queste similitudini dà a nostro avviso un taglio inedito ed un fascino particolare ad una storia e ad una verità che da tempo tanti vanamente inseguito. La speranza è che la nostra tesi affascini il lettore come è successo a chi lo ha scritto.”

Continuerete a scrivere romanzi noir dedicati all’arte?

“Presto dirlo ora a poche settimane dall’uscita del libro anche se un paio di idee già ci girano per la testa. Il mondo dell’arte non è certo avaro di misteri e la tecnica del noir ci sembra assai efficace per cercare una risposta ad interrogativi che a tutt’oggi sono presenti nella vita di autentici mostri sacri della storia dell’arte. Da Van Gogh a Picasso, da Brueghel il giovane a Manet giusto per citarne alcuni. Ci stiamo lavorando e non è detto che Dante Hoffmann, il nostro critico d’arte ed investigatore non torni presto al lavoro.”

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