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Gli Etruschi e l’aldilà: tra azioni brutali, sesso e danze erotiche

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Gli Etruschi e l’aldilà: tra azioni brutali, sesso e danze erotiche. Un popolo misterioso, che continua ad attrarre la curiosità di tanti studiosi.

Gli Etruschi vivevano in quella che è oggi la Toscana, l’Italia e l’isola della Corsica dal 700 a.C, circa. La regione fu alla fine conquistata dai Romani e la loro cultura fu gradualmente assimilata alla cultura romana.  Il professor Rasmus Brandt, dell’Università di Oslo, in Norvegia, ha vissuto in Italia per 30 anni, guidando i suoi curiosi studenti nella visita delle splendide tombe etrusche. Gli Etruschi decoravano le tombe con immagini di danze e feste, erotismo e azioni brutali. E Brandt si è a lungo chiesto cosa significassero realmente tali immagini. Brandt studiò l’arte etrusca in tombe risalenti a 2.600-2.200 anni fa. Lo studioso norvegese ritiene che i rituali erotici, i rituali del sangue e le danze dipinte nelle opere d’arte, fossero state ideate per portare l’anima sana e salva verso il regno dei morti.

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Le tre fasi della morte:

Gli Etruschi non hanno lasciato fonti scritte. Quindi, gli storici moderni si affidano a documenti lasciati da Romani e Greci quando studiavano la loro cultura. “Io invece, ho cercato di capire gli Etruschi dagli Etruschi”, afferma Brandt.

La chiave, dice, è capire la morte come un rituale di transizione che consiste in tre fasi:

– La fase di separazione, che si verifica al momento della morte, quando l’anima viene liberata dal corpo;
– La fase di transizione, quando l’anima parte per il suo pericoloso viaggio verso il regno dei morti;
– La fase di riunificazione, quando l’anima arriva al regno dei morti, e celebra i suoi antenati con una grande festa.

La fase critica nella percezione della morte degli Etruschi riguarda quindi la migrazione dell’anima dopo la morte e prima che l’anima entri nel regno dei morti. “Durante questa migrazione, l’anima è esposta a forze oscure e pericolose come la tristezza, la fame, l’angoscia, la malattia, la paura e persino la guerra”, afferma Brandt.

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Ma come si entra in contatto con questi poteri trascendentali? Brandt sostiene che gli Etruschi ci riuscissero calandosi una sorta di stato ipnotico, sia attraverso la danza estatica che i giochi erotici.. L’orgasmo, infatti, era una parte importante del rituale. Brandt crede che l’arte lasciata nelle tombe etrusche mostri come il momento dell’orgasmo sia stato assolutamente centrale per il passaggio dalla vita alla morte. “Al momento dell’orgasmo, sei fuori da te stesso. Sei in una sorta di trance“, sostiene Brandt. “Ciò ha permesso ai partecipanti di entrare in contatto con le forze oscure che le anime dei morti hanno incontrato nel loro cammino verso il regno dei morti.” Le immagini nelle tombe dipingono vari tipi di atti sessuali, sia eterosessuali che omosessuali.

Il sangue era un altro elemento importante che gli Etruschi utilizzavano per assicurare che l’anima raggiungesse il regno dei morti e acquisisse la vita eterna. In molti luoghi del mondo, il sangue era una parte importante dei sacrifici animali e umani e nei rituali funebri. Brandt è particolarmente concentrato su un’immagine etrusca. Questa mostra un uomo sanguinante la cui testa è coperta mentre viene attaccato da un cane. La scena è interessante, dice, perché c’è un altro uomo che ha il guinzaglio sul cane e che sta chiaramente orchestrando ciò che sta accadendo. Una scena violenta ma che può scatenare anche delle risate; queste ultime considerate dagli Etruschi, una vera e propria protezione per le dalle oscure forze trascendentali che cercavano di entrare nel mondo dei vivi.

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