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L’Osco, romanzo storico di Stefano Cortese, ambientato nel VII secolo a.C.

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L'Osco, romanzo storico di Stefano Cortese, ambientato nel VII secolo a.C.-5
Lo scrittore Stefano Cortese.

L’Osco, romanzo storico di Stefano Cortese, ambientato nel VII secolo a.C. E’ la storia del lungo viaggio di un Osco verso Occidente, sfuggito per miracolo ad un’incursione degli Hyrpini.

 

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Stefano Cortese – L’Osco – Valtrend Editore

L’Osco, romanzo storico di Stefano Cortese, (edito Valtrend Editore), ha come protagonista Virdasche, un Osco sfuggito per miracolo ad un’incursione dei feroci Hyrpini, che inizierà un lungo pellegrinaggio verso Occidente, che lo porterà a conoscere gli Elleni, gli Etruschi ed a vivere esperienze di grande impatto emotivo.

Stefano Cortese, a soli 29 anni, è già al terzo romanzo storico pubblicato dopo “La miglior compagnia” del 2014 e “Virgilio o la terra del tramonto del 2015. Tuttavia la sua formazione di scrittore inizia con una raccolta di poesie, dal titolo “Alla murena e al cielo di pioggia”, pubblicata nel 2009. E ne L’Osco, è infatti evidente l’utilizzo di un lessico immaginifico, estremamente ricercato, sia nella descrizione dettagliata dei luoghi che del profilo psicologico dei personaggi.

“Ne l’Osco, il lettore vivrà la contrapposizione di due distinte visioni del mondo. Da una parte, quella animista degli Osci, caratterizzata dalla intensa osmosi con la natura e dal totale abbandono al volere del Fato; dall’altra abbiamo il feroce antropocentrismo degli Elleni. Gli uni vedono l’oblio come necessario ed inesorabile. Gli altri, gloriosi ed infaticabili custodi della memoria, lo vivono con terrore.“, sottolinea Stefano Cortese.

Ciò è lampante in due passaggi del libro che proponiamo di seguito. Il primo è tratto dal contesto Osco, il secondo dal contesto Elleno:

“Il Fato, Minaz Koroviis, il Fato non tollera di essere rivelato. I suoi veri sacerdoti sono quelli che ne perseguono il dubbio, che non s’armano di superbia e vanno a caccia per le sue selve e le sue pianure. Il tuo compito (Virdasche), è conoscere, ma anche imparare a saperti smarrire.”

“L’oblio, ragazzo (Virdasche), l’oblio è ciò che temo davvero. Non resterà piu niente di me dopo tanti anni di sofferenze e vagabondaggi, dopo tanti anni di oscurità? Sarò, quindi, condannato per sempre alle tenebre che ho dovuto subire anche in vita? Come vedi, il tuo maestro non teme l’Ade, nè di vagare tra i fantasmi dello Stige. Io temo di bere le acque del Lete, il fiume dell’oblio, e di perdere per sempre la via delle memorie che sole mi hanno accompagnato in questa vita di notte perenne.”

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Lo scrittore Stefano Cortese con Mario Marotta di Valtrend Editore.

Riteniamo l’opera di Cortese, un romanzo storico di buonissimo livello, anomalo rispetto agli standard di questo genere letterario, per il suo sapiente intreccio tra dati e dettagli storici finemente descritti, ed una pulsante dimensione onirica, filosofica ed immaginifica di cui è impregnato il libro. Dimensione che conduce il lettore in una profondità spirituale più elevata rispetto alle strutture narrative normalmente proposte anche dai più apprezzati romanzi storici. Ciò senza dimenticare il mirabile punto di partenza, ovvero la trattazione del popolo Osco, che è una vera rarità nel panorama italiano, se non internazionale. Le popolazioni preromane, meriterebbero infatti di essere studiate in maniera più approfondita, specie in Italia dove ciò non avviene come dovrebbe.

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La dedica di Stefano Cortese alla Redazione di Crono.news.

Ci auguriamo di invogliare oltremodo alla lettura de L’Osco, avventurandoci in un “esotico” ed ardito paragone letterario. Ci piace pensare infatti che il romanzo abbia le nuances di “Siddhartha” di Herman Hesse, e quelle di “Quo Vadis?” di Henryk Sienkiewicz; per il primo, ci rifacciamo agli aspetti onirico-filosofici della storia e dei personaggi, per il secondo facciamo riferimento alla raffinata capacità descrittiva a tutto tondo, dello scrittore.

Stefano Cortese ha le idee chiare anche sul suo futuro da scrittore: “Intanto sto lavorando ad un altro romanzo. Non nego che mi intrigherebbe l’idea di riproporre le popolazioni italiche come protagoniste all’interno di uno dei miei prossimi romanzi.” E ci auguriamo che ciò avvenga sempre sotto l’egida di Valtrend Editore di Mario Marotta, che quest’anno festeggia con orgoglio i suoi 20 anni di attività.

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