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La pastiera filosofale, napoletanita e gusto nel libro di Dario De Costanzo

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La pastiera filosofale, napoletanita e gusto raccontati da Dario de Costanzo-1
Dario De Costanzo.

La pastiera filosofale, napoletanità e gusto raccontati nel libro di Dario de Costanzo. Attraverso i sapori tipici della capitale partenopea, e quelli del capolavoro dolciario della Pastiera, si articolano le vicende della simpatica famiglia De Crescenzo.

“Questo dolce prettamente napoletano, a base di grano ammollato precedentemente e poi cotto in latte e zucchero, ricotta, uova, latte, odore di fiori d’aranci (sì proprio così), è senz’altro il capolavoro dell’arte dolciaria napoletana. Di per se stesso potrebbe essere un pranzo ed il suo torto è proprio quello di arrivare quando si è già mangiato troppo, ma mangiatela verso mezzogiorno, una bella fetta di pastiera morbida bionda, cremosa, profumata di primavera e di vainiglia e non avrete mai commesso più bel peccato di gola.” (Vittorio Gleijeses)

La pastiera filosofale (edito Inknot), di Dario de Costanzo, utilizza il capolavoro dolciario della tradizione pasticciera napoletana, come una sorta di totem, intorno al quale il protagonista Geppino filosofeggia con amici e parenti sulle caratteristiche peculiari della millenaria cultura di Napoli, ripercorrendo rituali, tra antichità e modernità, narrandoli a mò di pièce teatrale. “Vado innanzitutto molto fiero della copertina del mio libro” – così esordisce Dario De Costanzo. “Questa è infatti caratterizzata da particolari simbolismi: La tonda pastiera, il cerchio ed un labirinto, sono i “codici” del mio libro che va interpretato come un’ironica narrazione dal taglio filosofico, su Napoli e la napoletanità, che strizza l’occhio al gusto.”

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La pastiera filosofale, di Dario De Costanzo, Edita Inknot.

La scrittura di De Costanzo, nasce principalmente dalla vibrante passione per il suo luogo natìo:
“Sono napoletano ed orgoglioso di esserlo. Ho sempre avuto desiderio di scrivere. Ho avuto il giusto tempo per mettere insieme tanti pensieri dedicati alla mia città, cercando poi di dargli il giusto filo conduttore. Uno dei capitoli del libro a cui sono più legato è intitolato Napoli omeopatica. Credo infatti che ci sia la possibilità che questa città possa “curarsi”, senza l’utilizzo di medicine, ma facendo leva sulla sua incredibile storia, oltre che ricchezza culturale, allo scopo di proiettarsi al meglio nel futuro”.

Dario De Costanzo, non si definisce un lettore accanito, ma ha le idee chiare in fatto di predilezioni in ambito letterario: “Svolgo la professione dell’architetto, dunque sono abituato a leggere soprattutto per motivi di lavoro, ma quando leggo per diletto preferisco il genere che si avvicina al mio modo di scrivere, perché è quello che mi appassiona ed entusiasma. Adoro i libri che narrano Napoli e la napoletanità, con un taglio ironico, accattivante, genuino.”

De Costanzo ha le idee chiare anche sul suo futuro da scrittore: “Sto lavorando alacremente al seguito de La pastiera filosofale. Mi auguro di soddisfare la curiosità dei molti che hanno già molto apprezzato il mio primo libro. Ci metto tanta attenzione e passione, e vengo seguito meticolosamente dal mio editore Inknot. Sono dunque molto fiducioso per i progetti futuri.”

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