Le alluccate, ovvero i vecchi canti dei contadini delle campagne dell’agro-aversano

Le alluccate, ovvero i vecchi canti dei contadini delle campagne dell’agro-aversano. Si tratta di una specie di parole gridate, appunto alluccate dal verbo alluccare usato nel meridione d’Italia, che sta a significare gridare in maniera forte.

Le alluccate erano degli antichi canti dei contadini che lavoravano nelle campagne dell’agro-aversano. Nei secoli addietro e forse fino ad una ventina di anni or sono, era usanza, nelle campagne di Aversa, di Marcianise, della Campania e d’Italia, che i braccianti si cimentassero nel loro faticoso lavoro dei campi, specialmente durante la raccolta della canapa, la mietitura e la vendemmia, aiutandosi con le cosiddette “alluccate” definite però in altre zone della penisola “carella” in Abruzzo,  “vucita” in Sicilia,  “oclada” nel mantovano, infine  più diffusamente “incanata” nel resto dell’Italia.

In parole povere le alluccate erano una sorta di versi pronunciati gridando ad voce alta, così chiamate dal verbo alluccare, in uso nel sud, che sta appunto per gridare in maniera forte e volgare. In  origine queste alluccate erano rivolte alle ragazze con le quali si era abituati a lanciare delle parolacce verso i proprietari terrieri ma anche verso i borghesi o chiunque si azzardasse a passare per i campi. Una volta all’anno, anzi, tra settembre ed ottobre, ossia il periodo della vendemmia, quando erano terminate le fasi della produzione del vino,  le alluccate fatte di epiteti ed insulti erano consentite vicendevolmente tra i lavoratori e gli stessi padroni.

Questi ultimi erano soliti andare nelle campagne, assieme alle mogli per assistere a questa sorta di rito  e nello stesso tempo essere protagonisti dei turpiloqui. Insomma, era un modo come un altro per rilassarsi e divertirsi, da parte delle classi meno abbienti che, solo così, potevano reagire ai soprusi dei padroni. Almeno una volta all’anno il mondo si capovolgeva. D’altronde sia la mietitura che la vendemmia sono state viste sempre come attività festose, un attimo di felicità  e di allegria, da condividere con tutti.

Un costume quella delle “alluccate” che Pierre de Bourdeille il celebre scrittore francese meglio noto come Brantôme, trovatosi nel 1559, di passaggio in quelle zone dell’aversano, mentre si recava  nel Regno delle Due Sicilie, riportò nelle sue “Oeuvres complètes”, successivamente edite a Parigi tra il 1864 e il 1882, evidenziando che gli epiteti pronunciati dai braccianti campani destavano nelle cortigiane e nelle nobildonne di Parigi una strana volontà di rivolgerli  ai propri mariti, agli amanti e persino alle amiche.

Da queste grida di rottura, in sostanza, riecheggiano delle forme linguistiche e caratterizzazioni assai vicine  a quelle visibili nei pochi frammenti delle “fabule atellane” che ci sono pervenute. In definitiva  le arringhe stesse degli antichi avvocati di Roma erano chiamate  allocuzioni, proprio dal fatto che erano pronunciate a voce alta ed animatamente per fare colpo  sui presenti.

Zeen is a next generation WordPress theme. It’s powerful, beautifully designed and comes with everything you need to engage your visitors and increase conversions.

Top Reviews

Altre storie
World Cleanup Day 2018
World Cleanup Day 2018 Italy, ripuliamo Napoli dai rifiuti!