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Straordinaria scoperta al Parco Archeologico di Cuma: risale alla luce una tomba raffigurante un banchetto

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Straordinaria scoperta al Parco Archeologico di Cuma

Straordinaria scoperta al Parco Archeologico di Cuma: risale alla luce una nuova tomba raffigurante un banchetto, in virtù di una complessa attività di scavo da parte del gruppo guidato da Priscilla Munzi, ricercatrice del Centre Jean Bérard CNRS – École française de Rome e da Jean-Pierre Brun, professore del Collège de France.

Una straordinaria scoperta archeologica, quella portata a termine dal’equipe francese guidata da Priscilla Munzi, nota ricercatrice del Centro Jean Berard CNRS- Ecole Francaise de Rome e da Jean-Pierre Brun professore del College de France. Infatti al Parco Archeologico di Cuma è stata riportata alla luce una nuova tomba raffigurante un banchetto risalente al II secolo a.C., eccellentemente  conservata, le cui pitture immortalano, come detto,  una scena, probabilmente di un banchetto. La straordinaria  scoperta al Parco Archeologico di Cuma è stata realizzata grazie  al contributo economico elargito dal Ministère de l’Europe et des affaires étrangères, dell’École française de Rome e della Fondation du Collège de France.

Straordinaria scoperta al Parco Archeologico di Cuma

La città di Cuma, per la cronaca ben due volte la cittadina di Pompei, si trova a 25 Km ad ovest della città di Napoli, sulla costa del mar Tirreno di fronte all’isola di Ischia e all’interno della zona dei Campi Flegrei. Secondo la storia Cuma rappresenta  la più antica colonia greca d’Occidente, fondata da greci provenienti dall’Eubea verso la metà dell’VIII secolo a.C. Il direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Paolo Giulierini, ha precisato che il rapporto con il Centro Jean Bérard è ormai un connubio di altissimo profilo. Questa straordinaria scoperta, che arricchirà il museo ed il Parco, costituisce motivo di enorme  progresso scientifico, nonché storico.
E’indubbio che da diversi anni gli archeologi francesi conducono con grande lena  le loro ricerche nella zona  al di fuori di una delle porte delle fortificazioni settentrionali, in cui, nel corso dei secoli, si è sviluppata una grande necropoli pluristratificata. Anticamente il paesaggio funerario davanti alla Porta mediana era caratterizzato dalla presenza di tante  tombe a camera di tipo ipogeo, con volte a botte e facciata monumentale, realizzate con tufo a blocchi. L’ingresso  alle tombe era possibile  mediante  un corridoio lungo ricavato  nella terra, (dromos), mentre la porta della camera funeraria era chiusa da un grande blocco di pietra. Tutti i monumenti erano pronti ad accogliere inumazioni multiple, collocate  in cassoni o su letti funerari. La tipologia architettonica ed i corredi ostentano l’alto livello sociale raggiunto dai defunti.
I temi raffigurati sulle pareti della tomba, poco idonei per questo periodo cronologico, regalano nuovi ed importanti spunti di riflessione per definire e risalire all’evoluzione artistica della pittura parietale di Cuma.

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