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I riti osservati per scaramanzia nei matrimoni a Napoli ed in Campania

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© credit Ph. Oreste Pipolo

I riti osservati per scaramanzia nei matrimoni a Napoli ed in Campania. Allo sposo a cui è vietato vedere l’abito della futura moglie prima delle nozze, al suono reiterato dei clacson delle auto degli invitati, passando per le fedi non indossabili prima della cerimonia nuziale, costituiscono i rituali prematrimoniali messi in atto dai futuri sposini. Ma le tradizioni scaramantiche relative alle coppie in procinto di diventare marito e moglie  sono davvero numerose sia nel capoluogo campano che in tutta la regione. 

I riti osservati per scaramanzia nei matrimoni a Napoli e nell’intera regione Campania sono tantissimi: dallo sposo che non può assolutamente vedere l’abito della futura moglie, prima dell’evento, al suono reiterato e chiassoso, del clacson delle auto degli invitati, alle le fedi nunziali non indossabili prima della cerimonia, perché fungerebbe da malaugurio. Ma come dicevamo in precedenza, le tradizioni scaramantiche relative alle coppie in procinto di convolare a nozze sono davvero innumerevoli e ci vorrebbero ore ed ore per elencarle tutte e raccontare le loro origini.
Dunque ci soffermeremo sui riti più conosciuti che ancora oggi vengono fedelmente osservati. Tali riti, nati forse anche per tranquillizzare l’animo degli sposi prima del grande passo, affondano le radici in epoche molto remote ed alcuni di questi, un tempo, avevano un fine preciso.
I riti osservati per la scaramanzia nei matrimoni, ecco quelli più diffusi. Mai  vedere la propria sposa con l’abito bianco, prima del fatidico si, ciò porta sfiga. Quasi certamente questa superstizione rappresenta il rito scaramantico più osservato al giorno d’oggi dai futuri mariti e non solo a Napoli.  Secondo la tradizione, tuttavia,  lo sposo non sarebbe il solo a non poter osservare l’abito bianco, ma anche la stessa sposa non potrebbe vedere l’abbigliamento  completo da indossare, poiché, prima di specchiarsi, dovrebbe togliersi almeno un guanto o una scarpa. Ma da dove trae  origine questa superstizione?
Anticamente i matrimoni erano spesso combinati tra perfetti sconosciuti che non potevano incontrarsi prima del matrimonio. La tradizione che proibisce di guardare la sposa con l’abito bianco, probabilmente, è nata per far si che lo sposo non ci ripensasse ed annullasse le nozze, qualora vedendo quell’immagine della  futura sposa, non gli fosse piaciuta.
Un altro dei riti osservati per la scaramanzia nei matrimoni è quello, da parte della consorte addivenire, di indossare  qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa di prestato, qualcosa di blu. Si tratta di un rito molto diffuso nell’intero Occidente; secondo la tradizione la sposa dovrebbe, quindi, portare un accessorio vecchio, che rappresenta il legame con la famiglia, indossarne uno nuovo, come simbolo del nuovo legame con il marito, un accessorio prestato da una donna felicemente sposata, che dovrebbe portare fortuna, ed infine uno blu, colore che dovrebbe rappresentare la purezza e la fedeltà. Indossare le fedi prima del matrimonio o farle cadere durante la cerimonia religioso, invece, porta nettamente sfortuna.
Fra i riti scaramantici più comuni, qui da noi, vi è il lancio del riso verso gli sposi durante la loro uscita dalla chiesa. Un singolare modo per auspicare alla coppia abbondanza e prosperità. L’usanza del lancio del riso proviene da una leggenda  orientale, mentre invece alcuni sostengono che discenda dagli antichi romani che usavano lanciare, come simbolo di fertilità, il grano, sostituito successivamente, con il riso bianco. Infine non possiamo dimenticare il lancio del bouquet all’indietro da parte della sposa. Una tradizione che non è un portafortuna per gli sposi bensì per le sorelle o amiche della sposa. La giovane che afferrerà il bouquet sarà la prima a convolare a nozze entro l’anno.

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