Home Attualità Marano di Napoli, cittadina a nord del capoluogo campano, dalla grande storia

Marano di Napoli, cittadina a nord del capoluogo campano, dalla grande storia

5105
Tempo di lettura: 4 minuti

Marano di Napoli, cittadina a nord del capoluogo campano dalla grande storia. Infatti il suo territorio ostenta testimonianze di vita risalenti all’età neolitica. Si tratta di insediamenti da parte dell’uomo che ci riportano ad ottomila anni or sono. Inoltre il suolo maranese è pieno zeppo di tracce dell’antica Roma: la più importane testimonianza, in seno all’architettura funeraria nella nostra regione è il Mausoleo detto Ciaurro.

Marano di Napoli, cittadina a nord del capoluogo campano, gode di una storia ultra millenaria, risalente addirittura all’età neolitica. In realtà il territorio di Marano di Napoli, presenta moltissime tracce dell’antica Roma ma la testimonianza più importante per ciò che concerne l’architettura funeraria nella nostra regione ci viene dal Mausoleo chiamato Ciaurro. Il suolo di questa zona è stato calpestato dal popolo Osco – Sannita il quale ha lasciato tre strade che ancora oggi sono percorribili: parliamo della Cupa dei cani, Cupa Pendine e Cupa Orlando , chiamata dai romani Via Consularis Campana. Non molto tempo tempo fa la città di Marano di Napoli ha ritrovato cinque splendide statue attualmente conservate nel Museo Archeologico di Napoli. Le statue ritraevano uno schiavo liberato di nome Dama, sua moglie Terzia, anch’essa ex-schiava, entrambi appartenuti all’Imperatore Tiberio, quindi Ercole e due fauni.

Marano di Napoli vanta una notevole collocazione geografica. Il Parco Nazionale del Matese, (le cui alture sono in parte visibili da Via Arafat), a poco piu di 100 Km a Nord, la collina dei Camaldoli a Est, il Vesuvio a Sud- Est, i Campi Flegrei a tra Sud e Ovest, ed il Litorale Domitio a Ovest, a circa 20 Km. Non deve dunque stupire la storia di questo luogo, che i nostri avi hanno saputo sfruttare proprio a causa della sua importante posizione strategica.

Walking itinerari turistici fa tappa a Marano di Napoli

Marano di Napoli godeva di una posizione strategica invidiabile affacciandosi sia verso Pozzuoli un importante porto commerciale nel periodo imperiale, che verso Atella la pianura campana, luogo d’origine della farsa Atellana: questa cittadina era il crocevia di attività economiche, ludiche, religiose. La Via Consularis Campana, in virtù delle sue ventuno miglia univa le due importanti città. I Romani su questo territorio edificarono delle ville principesche, mausolei ed altari votivi. Successivamente i Bizantini, i Normanni, gli Svevi e gli Angioini si insediarono lungo tutta la zona.

Appena fuori il centro storico di Marano, troviamo altri resti storici del passaggio degli Osci e poi dei Romani. Si erge solitario tra gli alberi e la fitta vegetazione, l’eremo di Santa Maria denominato in seguito di Pietraspaccata, che come narrano leggende, su un grande blocco di tufo caduto, si rivelò l’immagine della Vergine. L’eremo, sorge sui resti di un edificio romano si dice una tomba che un un monaco, volendosi ritirare alla vita di preghiera in solitudine, occupò, scavando poi in seguito, nel tufo altre strutture. La facciata esterna dell’eremo è composta di un corpo in muratura di tre piani ai quali si aggiunge una cappella. L’eremo all’interno si sviluppa su due livelli, attualmente i resti del piccolo edificio sono immersi nella selva del bosco di Faragnano, ma sono agevolmente visitabili.

Eremo di Pietraspaccata a Marano di Napoli

Nel corso dei secoli sorsero i nuclei originari della città: un antico villaggio dal nome di Balisano o Vallesana, un altro meno ricco e rigoglioso che era il vero e proprio casale di Marano ed infine il casale di Turris Marano o Marano delle Torri, nei pressi di Monteleone. In questa area, che a quei tempi faceva parte del guado di Napoli, l’Imperatore Federico II fece costruire un castello adibito a residenza di caccia, che alla sua morte fu incendiato da una sollevazione popolare e fu fatto ricostruire da Carlo I D’Angiò, nel 1275.

Questi creò l’attuale frazione di San Rocco. Un altro castello fu edificato nella frazione odierna di Torre Caracciolo. Con l’avvento degli Spagnoli, Marano di Napoli diventò un enorme cantiere e nel 1630 comprendeva anche Quarto e l’attuale Monte Ruscello. Su tale distesa governavano ben tre principi: la principessa Caterina Manriquez che aveva avuto il feudo dell’attuale centro storico della città, il principe Capece Galeota sui possedimenti di San Rocco, Monteleone e Quarto, il principe Ruffo Scilla che dominava sulla collina fino a Pianura. Marano, infine, passerà nel 1704 ai nobili Caracciolo. Dopo l’unità d’Italia la cittadina a nord di Napoli subì quelle trasformazioni etico-sociali classiche della modernità. Circa sessant’anni fa questo territorio era solo un centro agricolo, mentre oggi si avvia a percorrere le tappe del terziario, definendo attualmente il suo territorio quale città metropolitana di Napoli.

Rispondi