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Atellana, antica farsa romana contadinesca, nata intorno al quinto secolo a.c.

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Atellana, ovvero antica farsa romana contadinesca, nata intorno al quinto secolo a.c. Essa si diffuse tra le antiche popolazioni osche della Campania assumendo il nome dalla città di Atella. Si tratta di un genere di commedia basata su situazioni e personaggi stravaganti, interpretata in dialetto osco.

Atellana, una antica farsa romana contadinesca che trae origine dal latino fabula atellana, ovvero, commedia di Atella, un’antica città della Campania. Si tratta di un genere di commedia che si diffuse nella regione campana, intorno al quinto secolo avanti Cristo. In realtà l’Atellana non era altro che una forma molto rozza di spettacolo teatrale alquanto popolare, contadinesco ed in particolare sboccato, in sintonia  con la commedia dell’arte e interpretata da attori che improvvisavano usando delle maschere fisse, quali Buccus, Dossennus, Maccus, Pappus, personaggi che rappresentavano un fanfarone, un gobbo furbo, uno sciocco ghiottone ed un vecchio lussurioso.

A Roma l’Atellana riscosse un grande successo; in un primo momento presentata isolatamente, fu quindi, portata in scena dopo una rappresentazione drammatica. All’epoca della dittatura di Silla assunse, poi, una forma letteraria, con testo scritto, seguendo le orme  della commedia palliata, in particolare  grazie ai commediografi romani Novio e Lucio Pomponio. Lo stesso Silla fu un poeta di atellana. La caratteristica principale  principale dell’Atellana era quella di costituire delle scenette di genere, fantasiose e realistiche, basate su personaggi opposti della vita popolare come per esempio il padrone avaro e il servo geloso, il contadino sciocco ed il passante intelligente, il vecchio innamorato ed il giovane rivale.
Dapprima utilizzata quale motivo di culto magico e propiziatorio, la maschera entrò a far parte dell’evento scenico con il teatro greco che in un certo senso la trasformò.

Atellana in verità ricalcava  la vita del popolino e della gente di campagna in tutti i suoi aspetti. La lingua infatti era piena zeppa di volgarismi dialettali, il che rappresentava una delle caratteristiche della farsa. Atellana, tuttavia, decadde successivamente nel secondo secolo d. C., allorchè  tornò in voga il mimo.

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