Il Taoismo e l’arte gentile nell’era dell’informazione

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Cari lettori,

più di duemila anni fa, il filosofo Zhuangzi raccontò una storia che forse vi farà sorridere. Eppure, dietro la sua semplicità, si cela un segreto meraviglioso e profondamente consolante del Taoismo su come vivere in pace.

È la storia dell’uomo ubriaco che cade da un carro:

“Se un ubriaco cade da un carro, può procurarsi qualche contusione, ma non morirà mai. Le sue ossa e le sue articolazioni sono uguali a quelle degli altri uomini, ma il colpo che ucciderebbe un uomo sobrio non uccide lui. Questo accade perché il suo spirito rimane intatto, grazie all’ebbrezza, e non è consapevole di essere sul carro o di cadere. Lo shock, la paura della morte e della vita non lo toccano; cade pericolosamente, ma senza provare il minimo timore.”

Taoismo. Guardando oltre l’immagine letterale dell’ubriaco, Zhuangzi ci sta dicendo qualcosa di profondo sulla mente umana. Quell’uomo non è al sicuro perché il suo corpo è naturalmente più forte; è al sicuro perché la sua mente è completamente rilassata. Non etichetta la caduta come una “minaccia”. Non calcola la velocità, non si prepara all’impatto e non irrigidisce i muscoli per la paura.

È completamente fluido. Poiché la sua mente è quieta e libera da preoccupazioni, il suo corpo asseconda il movimento con naturalezza. Questo è il cuore del Taoismo: muoversi in armonia con la vita, anziché lottare contro di essa.

Oggi, leggendo questa delicata saggezza mentre viviamo nel nostro mondo moderno, sorge una domanda silenziosa: abbiamo dimenticato come essere morbidi?

Il peso opprimente di sapere tutto

Viviamo nell’era dell’informazione. È un’epoca di incredibile progresso, ma anche di consapevolezza costante e pesante. Portiamo il mondo intero nelle nostre tasche. Abbiamo dati e notizie su tutto: monitoriamo il sonno, contiamo i passi, teniamo d’occhio l’economia globale e leggiamo aggiornamenti infiniti su qualsiasi evento.

Per molti versi, siamo diventati l’esatto opposto dell’ubriaco di Zhuangzi. Viviamo in uno stato di costante ed estenuante veglia. Siamo così avvolti dalle informazioni e dalle previsioni che troviamo sempre più difficile lasciare che la vita accada.

Ogni volta che l’umanità — o la nostra vita personale — incontra un ostacolo, non ci limitiamo a vivere quel momento. Ci rimuginiamo sopra. Riceviamo notifiche al riguardo. Elaboriamo ogni possibile esito negativo molto prima che si verifichi.

Poiché elaboriamo continuamente dati, perdiamo la nostra quiete interiore. Sentiamo il dolore della caduta molto prima che la gravità ci trascini giù.

Il pericolo di essere troppo rigidi

Cosa succede quando una persona completamente sobria e molto ansiosa cade da un carro? La sua mente va subito nel panico. Irrigidisce ogni muscolo per combattere la caduta. Cerca di controllare ciò che non può essere controllato. E poiché si aggrappa così saldamente, diventa fragile. È la rigidità, più che la caduta in sé, a spezzare le ossa.

Questo rispecchia come molti di noi si sentono nella società moderna. Cercando di gestire e prevedere ogni possibile risultato attraverso notizie e dati, perdiamo la capacità semplice e pacifica di vivere il presente.

Affrontiamo il futuro trattenendo il respiro, ansiosi per i cambiamenti nella società, sul lavoro o nel mondo che ci circonda. Diventiamo fragili non perché il mondo moderno sia troppo difficile da navigare, ma perché la nostra tensione interiore rende l’adattamento molto più complicato.

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Riscoprire la fluidità dell’acqua

La storia di Zhuangzi è un gentile invito taoista ad allentare la presa. Ci insegna che la vera forza non deriva dal sapere tutto o dal prevedere il futuro, ma dalla capacità di rimanere morbidi e flessibili quando il terreno trema sotto i nostri piedi.

In un’epoca in cui gli schermi ci dicono costantemente di cosa dovremmo preoccuparci, forse il nostro atto di saggezza più grande — e la via per la pace interiore — è recuperare un po’ di quella “morbidezza da ubriaco”.

Ciò non significa vivere nell’ignoranza o ignorare le vere sfide del mondo. Significa semplicemente creare uno spazio interiore in cui il rumore del mondo esterno non distrugga la nostra grazia naturale. Significa imparare a navigare nei bellissimi e caotici cambiamenti della nostra epoca senza rigidità e senza paura.

Quando il carro della vita colpisce inevitabilmente un dosso, chi ha teso ogni muscolo per la preoccupazione e il rimuginio sentirà profondamente lo scossone. Ma chi ha imparato a lasciar cadere dolcemente la propria corazza mentale, incontrando la vita con fluida accettazione, asseconderà il movimento, sorriderà, si scuoterà di dosso la polvere e continuerà tranquillamente il proprio cammino.

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