Savitri di Sri Aurobindo: poema straordinario, opera incredibile.

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Savitri di Sri Aurobindo: poema straordinario, opera incredibile. Il poema esplora alcune delle idee centrali della filosofia di Aurobindo, come la tesi che l’esistenza umana è una manifestazione della divinità e che l’essere umano può raggiungere una trasformazione interiore attraverso la realizzazione spirituale.

Savitri di Sri Aurobindo. Savitri è un poema epico scritto e riscritto da Sri Aurobindo durante tutta la sua vita. “In effetti, non ho considerato Savitri come un poema da scrivere e terminare, ma come un campo di sperimentazione per vedere fino a che punto si potesse scrivere poesia partendo dalla propria coscienza yogica e come ciò potesse esser reso creativo.”

Il poema, che si estende per oltre 25.000 versi, narra la storia di una donna chiamata Savitri che lotta per salvare il marito Satyavan dalla morte. Il poema ha un profondo significato simbolico e metafisico, e viene spesso interpretato come un’allegoria della lotta dell’essere umano per raggiungere la liberazione spirituale. Mirabile il lavoro di traduzione di Savitri in lingua italiana, a cura di Paola de Paolis. Savitri viene presentato in due volumi, editi Edizioni Mediterranee.

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Nel poema, Savitri rappresenta in realtà la Parola Divina (Verbo = Vibrazione): la volontà e la determinazione (poteri mentali) non sono sufficienti per sconfiggere il dio della Morte. Satyavan rappresenta l’anima umana che cerca la liberazione. Il poema registra esperienze (e non esperienze imaginifiche). Sri Aurobindo non voleva che lo si definisse filosofo:

Lasciate che vi dica in confidenza che mai e poi mai fui un filosofo – benché abbia scritto di filosofia, il che è tutt’altra storia…“. “Ciò che scrissi fu il lavoro dell’intuizione e dell’ispirazione operanti sulla mia esperienza spirituale. Non ho un’altra tecnica come i moderni filosofi, la cui filosofia considero solo intellettuale e quindi di valore secondario.
Sri Aurobindo – Savitri – Leggenda e Simbolo – Volume 1 – Edizioni Mediterranee.

 

Sri Aurobindo – Savitri – Leggenda e Simbolo – Volume 2 – Edizioni Mediterranee.

 

Il Canto V di Savitri.

Il Canto V di Savitri, intitolato “Le Divinità della Piccola Vita”, mi ha particolarmente colpito.

Aswapathy vede l’impero della piccola Vita, un potere ristretto con forme rigide, un luogo infelice, immerso nell’ignoranza. Cerca di conoscere il segreto di questo mondo e guarda attraverso l’oscurità della superficie per trovare la sua legge d’essere.

Un’intera folla di entità minuscole, rozze, in continuo movimento, appare davanti ai suoi occhi: elfi, folletti, geni e il resto, metà animali e metà dei. Li si vede all’opera dietro il velo, a sollecitare, spronare, spingere, pervertire. Il loro unico lavoro sembra essere quello di rovinare e viziare, divertendosi nel frattempo. Le loro attività non si limitano al loro mondo, ma si estendono anche ad altri mondi. Ovunque ci siano ristrettezza, caos e oscurità, questi esseri meschini esercitano la loro influenza. Si annidano nelle parti inconsce e semiconsce dell’uomo e lo portano fuori strada.

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La terra non è un sistema chiuso.

Savitri di Sri Auribindo. La terra non è un sistema chiuso. È aperta all’azione delle potenze di altri mondi; è un campo di evoluzione e di progresso, non un mondo tipicamente fisso come gli altri. Tutto qui si muove attraverso contraddizioni e lotte verso un’armonia e una perfezione finali. Ma la strada è lunga e il passaggio è attraverso le cinture dell’inconsapevolezza, della cecità e dell’ignoranza. Tuttavia, c’è una Volontà e un Potere divini che guidano il movimento e assicurano un culmine di successo nella libertà e nella Luce.

All’inizio di questo mondo misterioso tutto sembra essere il movimento di una macchina bruta. Ma in verità c’è Dio dentro di noi, che non si vede, e tutto è la sua azione e la sua volontà. Nel corso di un rapido movimento lo Spirito divenne Materia. C’era un silenzio pervasivo in cui apparivano le forme. Non c’erano ancora sensazioni. La coscienza non era ancora stata brevettata. Tutto era inconscio. Ma dietro e attraverso questa Incoscienza c’era l’intelligenza di Dio. La coscienza era nascosta, così come era nascosta la Beatitudine che è all’origine di tutte le cose. Tutto era guidato da una Forza meccanica.

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La vibrazione, il tatto e l’attrito.

Nel primo Spazio eterico nacquero la vibrazione, il tatto e l’attrito. Questo portò alla nascita del Fuoco. L’energia elettrica, con le sue particelle ondulatorie, è venuta dopo e lo schema materiale ne è stato il risultato, con l’atomo che detiene l’alto potenziale di potenza. Questo mondo miracoloso è un enigma per l’intelletto dell’uomo che deve procedere attraverso la sua oscura ignoranza. è una parabola di Maya? si chiede. Il movimento perpetuo e l’energia su una base statica all’interno di un’orbita fissa è l’immagine che appare all’inizio. Ma dopo un po’ di tempo, la vita irrompe nella Natura e inizia una nuova fase di movimento cosciente.

La vita animava le forme materiali, ma era soggetta alle leggi della materia. Anche se esteriormente non era consapevole del suo scopo, i suoi movimenti rivelavano una volontà attiva all’interno. Sensazione, sentimento, brivido cominciarono a rivelarsi. La vita si estendeva attraverso il desiderio. A poco a poco si manifestarono i primi albori della mente attraverso gli scrutini del pensiero. Seguì la creazione degli animali. L’uomo fu plasmato da questa materia. In lui apparve la mente pensante che doveva elevare la vita e imporre un ordine ai suoi poteri irrequieti. Nell’uomo la Natura divenne apertamente consapevole e alzò la testa verso la Luce del Cielo.

L’ego – una figura-ombra del vero essere interiore.

Attraverso l’uomo iniziò a formularsi una regola consapevole della Natura. L’ego – una figura-ombra del vero essere interiore – fu formato per la prima volta dalla Natura con le piccole gioie, le speranze, le passioni e gli amori di una breve vita incentrati su di esso. Dentro di lui c’era l’anima che non era toccata da questi fugaci esercizi di vita e dalle cessazioni della vita. Osservava le fatiche della Natura che si muoveva costantemente verso un futuro più grande sotto la spinta di un’Intelligenza nascosta.

Savitri di Sri Aurobindo. La mente non è in grado di svelare il mistero di questo vasto universo. Ne scruta solo la superficie; i suoi voli immaginativi si assottigliano in altitudini mistiche. La vita, la volontà e la mente dell’uomo sono troppo limitate e in disaccordo con i loro termini universali per sentire e conoscere il grande lavoro del Potere cosmico dietro il velo. Gli uomini sono mossi dai loro livelli subliminali e subcoscienti di essere da impulsi universali.

La mente.

La mente in questa fase è un burattino pensante della forza vitale. È mossa e sballottata da piccoli agenti delle tenebre che vengono da dietro, spiriti elementari che però sono usati da un Potere più grande di loro. Gli uomini pensano di agire da soli, ma in realtà sono manipolati da queste forze ed esseri che vengono da dietro il velo. Gli uomini non sono altro che attori nella tragicommedia delle loro piccole vite dirette da questi suggeritori provenienti da oltre il confine. Questa è la vita di routine dell’uomo finché si accontenta di vivere sottomesso alla sua natura inferiore. La sua vita si svolge in piccoli solchi, felice per i piccoli piaceri, sofferente per le piccole delusioni. In alcune occasioni viene concesso un aiuto da una Natura più grande, ma il ricettacolo umano non riesce a trattenerlo a lungo e si ritira. Se l’uomo fosse il massimo equilibrio di cui la Natura è capace e i suoi limiti e le sue deformazioni l’ultima parola, allora questo mondo sarebbe poco più di un insignificante incidente nel tempo, un sogno o una fantasia.

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Poema visionario.

Savitri di Sri Aurobindo. Savitri è un poema straordinariamente lirico, visionario ed imaginifico, benchè registri esperienze realmente vissute dal noto guru, nel corso della sua vita. Uso leggerlo avendo come sottofondo il suono del liquido amniotico, il fluido che circonda il feto durante i nove mesi di gravidanza. Questo suono, simile a quello del mare, evoca l’idea della creazione e della nascita, e rende l’esperienza della lettura ancora più suggestiva e immersiva. Talmente immersiva che mi ha dato lo spunto per immaginare un piccolo e particolare dialogo che intercorre tra un bimbo immerso nel liquido amniotico del cosmo e Sri Aurobindo.

Il titolo è “Dialogo nel Cosmo”.


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Bimbo: Ehi, chi sei? Perché sei qui con me?

Sri Aurobindo: Sono Sri Aurobindo, un filosofo e poeta indiano. Sono qui per parlarti della mia opera, Savitri.

Bimbo: Savitri? Cos’è?

Sri Aurobindo: Savitri è un poema epico che parla della lotta di una donna per liberare il suo compagno dalla morte. È una storia di amore, fede e speranza.

Bimbo: Che bello, sembra interessante. Ma cosa c’entra questo con me, qui nel liquido amniotico? Sri Aurobindo: Be’, il liquido amniotico rappresenta il cosmo, in cui tutto è interconnesso e tutto è parte di una più grande unità. Come il bimbo che è ancora immerso nel liquido amniotico, anche l’essere umano è immerso nell’universo, e la sua vita è un viaggio verso la comprensione di se stesso e del suo posto nel cosmo. Savitri rappresenta questo viaggio, in cui l’essere umano cerca di liberarsi dalle proprie paure e dalle proprie limitazioni, per poter raggiungere la propria pienezza e il proprio scopo nella vita.

Bimbo: Capisco. Quindi Savitri è una storia di crescita e di scoperta di sé.

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Sri Aurobindo: Esatto. E come tu, che sei ancora immerso nel liquido amniotico, anche Savitri rappresenta l’inizio della vita, con tutte le sue opportunità e sfide. Ma alla fine, come tu emergerai dal liquido amniotico per iniziare il tuo viaggio nella vita, così anche Savitri raggiunge la propria libertà e comprensione, e diventa un esempio di come ogni essere umano può raggiungere la propria pienezza e realizzazione.

Bimbo: Come mai riesco a comprendere tutto questo, nonostante non sia ancora nato?

Sri Aurobindo: Non sei solo un bimbo immerso nel liquido amniotico, sei molto di più. Sei un’anima immortale, che ha vissuto molte vite prima di questa e che continuerà a vivere molte altre vite dopo. La tua anima è eterna e immutabile, ed è in grado di comprendere concetti che vanno al di là della limitata comprensione umana.

Bimbo: Ma come mai questa vita mi sembra così nuova e sconosciuta, se ho già vissuto tante altre vite prima?

Sri Aurobindo: Come dice Savitri, “Ogni nascita è un’avventura nuova, ogni vita è un mistero, un viaggio nell’ignoto”. Ogni volta che nasciamo, siamo come nuove spugne, pronte ad assorbire tutto quello che ci circonda e a imparare dalle nostre esperienze. Ma non dimenticare che la tua anima è sempre la stessa, e che ha già accumulato una grande saggezza e conoscenza nelle vite precedenti. Quindi anche se questa vita ti sembra nuova, in realtà hai già un bagaglio di conoscenza che puoi utilizzare per affrontarla al meglio.

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Bimbo: Capisco. Quindi ogni volta che nasciamo, siamo come nuove spugne, ma al contempo portiamo con noi tutta la saggezza e la conoscenza delle vite passate.

Sri Aurobindo: Esatto. E questo è il motivo per cui ogni nascita è un’opportunità unica per crescere e imparare, e per diventare sempre più consapevoli di noi stessi e del nostro posto nel cosmo. Buona vita Piccolo Grande Amico!

Bimbo: Buona vita anche a te Grande Saggio!

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