Napoli Bizantina – Belisario stermina i Goti con grande astuzia

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Napoli Bizantina – Belisario stermina i Goti con grande astuzia. In seguito al massacro, Napoli si era spopolata ed il Generale Belisario decise di ripopolarla con abitanti di città limitrofe.

Napoli Bizantina – Belisario stermina i Goti. Quest’oggi, ripercorrendo il passato della nostra meravigliosa città, ci incamminiamo percorrendo un piccolo viaggio nella storia della Napoli Bizantina. Nel VI secolo il capoluogo campano passò sotto il dominio dei Bizantini; Napoli, oggetto del desiderio dei Goti e dei Bizantini, fu conquistata, infatti, nel 536 dal Generale Belisario. Secondo quanto raccontato dallo storico Procopio, Napoli era sotto la protezione di 800 soldati Goti, al servizio dei mercanti ebrei, mentre fuori dalle mura vi era l’esercito romano ed infine, nel porto era ancorata la flotta dell’imperatore di Bisanzio.

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In verità la città partenopea si era suddivisa in due fazioni, l’una parteggiava per i bizantini, mentre  l’altra li avversava ferocemente: i partigiani dell’impero avevano come condottiero un tale Stefano che era affiancato da un mercante siriano chiamato Antioco, mentre la fazione che parteggiava per i Goti era capitanata da due retori, Pastore e Asclepiodoto. La fazione bizantina inviò una delegazione a Belisario, invitandolo a non cingere d’assedio la: il generale Bizantino, quindi per soddisfare la richiesta dei napoletani, concesse loro la resa onorevole, ma la fazione avversa annunciò al popolo quanto accaduto mandando a monte le trattative. Nell’anno del Signore 536, i Bizantini entrarono a Napoli attraverso la parte dell’Acquedotto Romano del Serino, visibile ancora oggi in città, in Via Nicola Nicolini, 55.  Altri soldati passarono oltre le mura, sconfissero i Goti e distrussero la città, dopo averla saccheggiata. La strage fu di straordinarie proporzioni.

«I vincitori tutti ribollenti di sdegno, e massime quelli che nell’assedio giuntato aveano il fratello o il parente, contaminarono di enorme strage l’entrata loro, uccidendo non pietosi al sesso od all’età quanti incontravan per via. Penetrati quindi nelle case metteanvi a sacco donne, fanciulli ed ogni maniera di suppellettile; infierendo più che tutti i Massageti, i quali profanatori sin dei tempj macchiaronsi col sangue di molti vinti speranzosi là entro di salvezza.»

(Procopio, De Bello Gothico, II, 10.)

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Napoli Bizantina – Belisario stermina i Goti. Secondo fonti storiche del X secolo, la  cosiddetta Historia Miscella di tale Landolfo Sagace, in seguito al sanguinoso  massacro, Napoli si era spopolata, ed il Generale Belisario, esortato da Papa Silverio, decise di ripopolarla con abitanti di città limitrofe:

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Belisario in verità aspramente (fu) rimproverato dal diligente Papa Silverio per aver perpetrato tanti e tali omicidi a Napoli; alla fine messo alle strette e pentito, di nuovo partendo per Napoli e vedendo le case della città saccheggiate e vuote, finalmente presa la decisione di ripristinare la popolazione, raccogliendo per diversi villaggi della città napoletana uomini e donne, li immise nelle case perché vi abitassero, cioè (immise) Cumani, Pozzolani e parecchi altri che vivevano a Liburia, a Chiaiano, a Sola, a Piscinola, a Trocchia e a Somma e in altri villaggi.

(Landolfo Sagace, Historia Miscella.)

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L’antico pozzo che permise ai soldati del generale Belisario di penetrare oltre le mura della città all’ombra del Vesuvio, a quanto pare, si trovava nel chiostro grande del convento di Santa Patrizia, nel pieno centro di Napoli. Sotto l’egemonia dei Bizantini la metropoli campana attraversò un periodo assai florido, diventando la capitale dell’Italia meridionale e sede centrale delle autorità politiche ed ecclesiastiche di quei tempi. Si ebbe così un grande sviluppo delle attività portuali; anche l’agricoltura e l’industria riscontrò un grosso rilancio. Visto lo splendore che attraversava la città di Napoli, i Longobardi accasatatisi nella vicina Benevento, tentarono in tutti i modi di impossessarsene.

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Napoli, da provincia Bizantina, divenne progressivamente indipendente. Nacque, dunque, il Ducato di Napoli che si mantenne in vita per ben cinque  secoli nei quali si succedettero 37 duchi. Il Ducato ebbe inizio con la nomina a duca di Sergio I, conte di Cuma, il quale si ingraziò i favori del popolo napoletano donando ai più bisognosi molti dei suoi averi. Il duca era considerato un vero sovrano visto che aveva tutti i poteri anche quello di dichiarare guerra. Si conclude qui il nostro piccolo viaggio nella storia della Napoli Bizantina.

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