Nikonos: mitica fotocamera che per oltre 30 anni è stata sinonimo di fotografia subacquea.

Nikonos

Nikonos V

Nikonos doveva la sua creazione in larga misura all’esploratore subacqueo, avventuriero e ambientalista Jacques Cousteau.

Nikonos, la sua storia…. Nel 1956, una macchina fotografica subacquea fu progettata per il famoso comandante francese J.Cousteau dall’ingegnere belga Jean De Wouters. Si chiamava Calypsophot, una macchina anfibia, senza alcuna custodia stagna e completamente meccanica, dalle incredibili caratteristiche che permisero negli anni di definire Calypso, come un’invenzione rivoluzionaria e una fotocamera di livello mondiale. La casa giapponese Nikon ha successivamente acquisito la proprietà del progetto e i diritti di distribuzione ed ha portato la sua esperienza tecnica nel design della fotocamera e quindi la Nikonos I è diventata disponibile nel 1963.

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La fotocamera Nikonos era commercializzata non solo come una macchina fotografica subacquea in grado di raggiungere profondità di 50 metri, ma anche come strumento fotografico utile in tutte le stagioni. Macchina, ibrida e altamente performante, robustissima e quindi, adatta anche a condizioni meteorologiche avverse quali, umidità, calore, polvere e fango, una vera e propria, rugged camera. Questa fu una mossa di marketing decisiva che si sarebbe rivelata determinante per il successo di vendita di queste eccezionali fotocamere.

La fotografia – credit Benedetta Orizio  @_.ch3ese._

Ecco quindi, presentata al mercato una fotocamera robusta e completamente meccanica, realizzata non solo per i subacquei, ma per chiunque volesse utilizzare la propria fotocamera su ambienti bagnati o pericolosi che potrebbero essere potenzialmente distruttivi per una fotocamera tradizionale. Nikonos divenne rapidamente, grazie a queste caratteristiche uno strumento indispensabile per operatori industriali e ambiente militare, nonché la fotocamera preferita per avventurieri e fotografi sportivi.

                                                                                                  Nikonos IVa

I miglioramenti graduali hanno in seguito segnato i modelli delle successive fotocamere anfibie, Nikonos II e III, ma la svolta innovativa partì con la presentazione della Nikonos IVa, introdotta nel 1980, essa è stata il primo modello a variare il design originario della Calypso. Tutte le fotocamere sia l’originale Calypso che Nikonos hanno potuto utilizzare lo stesso attacco per obiettivo sigillato con speciali O-ring, ingrassati creando così un sistema di elevata intercambiabilità e compatibilità universale dell’ottica. Nikonos IVa presentava tra le sue caratteristiche principali l’esposizione automatica a priorità del diaframma, gestita da un innovativo ed avanzato, sistema esposimetro, il blocco dell’esposizione automatica AEL e l’otturatore elettronico, abbandonando quindi completamente la metodologia di utilizzo, interamente manuale, delle precedenti fotocamere. Il marchio Nikonos, doveva essere la rappresentazione viva dello sviluppo nella ricerca della velocità e delle prestazioni. Un corpo in lega di metallo pressofuso incredibilmente robusto è avvolto in gomma dura e ghiere in materie plastiche speciali, che lo rendeva estremamente resistente e soprattutto facilmente impugnabile. In quel periodo fu introdotto anche un lampeggiatore automatico, l’SB-101.

Nikonos V nelle due livree Arancio e Green

Quattro anni dopo, la fotocamera Nikonos V debuttò sul mercato offrendo ulteriori e sostanziali migliorie, quali: tempi di posa visibili nel luminoso e grande mirino e flash TTL automatici con i lampeggiatori subacquei SB-102 e SB-103. Un nuovo corpo fuso in  in Silumin” una speciale lega, di rame silicio e alluminio, temprata a vapore è altamente resistente soprattutto alle alte pressioni ed alla corrosione salina.

Nikonos V è stata di gran lunga la più avanzata Nikonos mai realizzata. Oltre a tutte le innovazioni di grande successo inserite in precedenza con il modello IV-a furono aggiunte: una modalità di ripresa completamente manuale, oltre la classica priorità dei diaframmi con visualizzazione nel mirino dei tempi di posa LED e segnali vari. Venne inserita una ulteriore cellula SPD per consentire la misurazione della luce Flash in totale TTL con unità flash Speedlight dedicate, una ghiera con tempi di posa per impostazione manuale delle velocità di otturazione, oltre elementi di design innovativi. 

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L’impugnatura fu ridisegnata in una forma particolare per consentire una maggiore presa anche indossando guanti, il rivestimento in gomma rigida del precedente modello venne variato con un rivestimento più morbido, che offriva maggiore grip alle mani bagnate, inoltre due nuovi colori dei corpi, verde oliva scuro perché come già detto, veniva anche fornita a strutture militari e civili, oltre il mercato fotografico, ed un luminosissimo e visibilissimo arancione/nero che poi è divenuto negli anni il colore iconico di questa fotocamera. Un design originale, per una fotocamera subacquea, ma ibrida, rivoluzionaria, facile da maneggiare e di qualità. Questa particolare versione della Nikonos il modello V, riuscì a rimanere sul mercato, grazie alla grande qualità costruttiva per oltre 20 anni.

Nel 1992 fu sviluppato l’ultimo Nikonos, l’RF AF. La prima reflex subacquea con messa a fuoco automatica, offriva quattro obiettivi intercambiabili: un fisheye da 13 mm, un grandangolo da 28 mm, un micro da 50 mm e il primo zoom subacqueo, un 20-35 mm. L’evoluzione successiva della tecnologia delle custodie subacquee per le fotocamere SLR fu purtroppo una delle ragioni per cui la casa giapponese Nikon interruppe, la vendita delle gloriose fotocamere Nikonos nel 2001.

 

@iphotox

 

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