Brave photojournalists, fotogiornalisti coraggiosi: Steve McCurry

Brave photojournalists, fotogiornalisti coraggiosi mumbai-mother-and-child-Steve McCurry

Brave photojournalists, fotogiornalisti coraggiosi mumbai-mother-and-child-Steve McCurry

Steve McCurry. L’inizio della sua carriera è avvenuto quando travestito da nativo è entrato in Afghanistan attraverso il Pakistan subito prima dell’invasione sovietica.

Brave photojournalists, fotogiornalisti coraggiosi. Steve McCurry. Egli creò una corposa documentazione fotografica dell’evento e quelle emozionanti immagini sono state pubblicate in tutto il mondo mostrando il conflitto afgano e l’invasione russa. Per questo progetto gli è stata consegnata la medaglia d’oro Robert Capa (il famoso fotografo di guerra) dedicata ai fotogiornalisti che dimostrano impegno coraggio e valore straordinari.

Quando ho attraversato il confine con l’Afghanistan nel 1979, giusto in tempo per documentare l’invasione russa, non mi aspettavo che il paese e la sua gente avrebbero avuto un’influenza così profonda sul mio lavoro e sulla mia vita”. (Steve McCurry)

Steve McCurry nel corso della sua avventurosa e coraggiosa attività di foto giornalista ha continuato a occuparsi di battaglie armate tra cui la guerra civile libanese, la guerra civile afgana, la guerra del Golfo, la guerra civile cambogiana, la guerra Iran-Iraq e l’insurrezione islamica nelle Filippine. Il suo lavoro è stato illustrato a livello internazionale in numerose pubblicazioni contribuendo spesso al National Geographic . Inoltre, dal 1986, è membro di Magnum Photos. Da allora, McCurry ha continuato a creare immagini in sei continenti e innumerevoli paesi. Il suo lavoro abbraccia conflitti, culture in via di estinzione, tradizioni antiche e cultura contemporanea. È stato premiato con alcuni dei premi più prestigiosi del settore, il National Press Photographers Award ed il World Press Photo.

Brave photojournalist – Steve McCurry ©SteveMcCurry

Nato in un sobborgo di Filadelfia, in Pennsylvania, McCurry ha studiato cinematografia alla Pennsylvania State University, prima di lavorare per un giornale locale. Dopo diversi anni di lavoro freelance, McCurry trascinato dalla sua passione partì per l’India e il Pakistan, incontrando infine un gruppo di rifugiati afgani che lo portarono di nascosto attraverso il confine con l’Afghanistan, proprio mentre l’invasione russa stava chiudendo il paese a tutti i giornalisti occidentali. Occultato abilmente tra i Mujahedeen, McCurry ha portato al mondo le prime immagini del conflitto in Afghanistan, inclusa la sua celebre immagine della “ragazza afgana”, Sharbat Gula, che è diventata una delle fotografie più iconiche del mondo. Quando infine ha lasciato il paese, ha nascosto le pellicole utilizzate sotto i suoi vestiti, cucite nelle pieghe del turbante e infilate nelle scarpe e tra biancheria intima.

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Nel 2009, quando Eastman Kodak ha interrotto la produzione del suo leggendario film, Kodachrome, e ha dato a McCurry l’ultimo rullino mai prodotto, egli trascorse sei settimane a girarlo per assicurarsi che quelle uniche, trentasei immagini, fossero un omaggio appropriato alla mitica pellicola che era stata così importante per la sua vita professionale, utilizzandola quasi esclusivamente, nella produzione delle sue fantastiche opere fotografiche. Fotoreporter, fotografo documentarista o anche ritrattista, McCurry scatta con il semplice obiettivo di catturare immagini uniche che rimarranno con coloro che le osservano per molto tempo, rimanendone irrimediabilmente attratti.

Brave photojournalist – Steve-McCurry-portrait ©SteveMcCurry

La parte del mio cervello che si occupa dell’autoconservazione è molto grande. Cerco sempre di lavorare entro un margine di sicurezza. Devi essere vigile e attento e sperare per il meglio“. Steve McCurry

Uno dei motivi per cui il lavoro di McCurry è così potente è perché si concentra sull’umanità e sulla vita, un argomento con cui tutti possiamo relazionarci. Non si tratta necessariamente di catturare la storia, ma invece di catturare le storie delle persone colpite da tragici eventi. Concentrati soprattutto sui volti delle persone, i ritratti di McCurry sono semplici, eppure possiedono una qualità magica.

Brave photojournalist – Mariano Luchini (iPhotox) con Steve McCurry ©CronoNews

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