Ancient civilizations: Sarrasti, popolazione italica dell’Età del Ferro

Popolazione osca, di origine pelasgica.

Ancient civilizations: Sarrasti, popolazione italica dell’Età del Ferro. Preziose le ricerche effettuate da Salvatore D’Angelo, da anni studioso della cultura e della storia della Valle del Sarno. 

“I Sarrasti sono popoli della Campania, così chiamati dal fiume Sarno; Alcuni Pelasgi ed altre uscite al Peloponneso giunsero in quel luogo d’Italia che prima non aveva alcun nome, e diedero il nome di Sarno al fiume presso il quale abitarono, dalla denominazione del fiume della loro patria, e chiamarono se stessi Sarrasti e fondarono molte città tra cui Nocera”.

(Marco Onorato Servio – Grammatico Latino)

Ancient civilizations: Nella piane del fiume Sarno, durante tutto il lungo periodo dell’età del Ferro (IX- VI sec. a.C), visse ed operò una popolazione osca di origine pelasgica, i Sarrasti, i cui insediamenti erano caratterizzati da piccoli abitati formati di capanne, installate su isolotti circondati dalle acque del fiume Sarro (Sarno). Sarrasti dediti alla caccia, alla pesca e soprattutto all’agricoltura, seppero attirare coi loro prodotti, sia per mare sia per terra, genti di varia provenienza, (Etruschi, Greci ed altri), e beneficiare, così, di preziosi e variegati contatti umani. Durante il lungo tempo di protostoria dell’alta piana del fiume Sarno, i Sarrasti crearono un articolato insediamento perifluviale, favorito dai meandri del fiume, grazie a considerevoli interventi di canalizzazione e di aree paludose. Ciò comportò la formazione in leggera elevazione di vari “isolotti”, dove, sul suolo asciutto, vennero costruite capanne in legno, e non palafitte come da molti studiosi è stato erroneamente rilevato. Capanne composte anche da strutture recintate con mangiatoie, destinate all’allevamento degli animali.

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Collina di Santa Maria a Castello, dalla quale si domina un vasto orizzonte da Nola a Nocera, all’alta valle del Sarno.
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Antonio Squillante e Salvatore D’Angelo, con le corna di cervo provenienti dall’abitato protostorico dell’Affrontata dello Specchio, di Sarno.

Il ricchissimo materiale archeologico, venuto finora alla luce dallo scavo delle numerose tombe delle 3 necropoli protostoriche di S. Valentino Torio, S. Marzano e Striano, nonché dagli scavi del villaggio della Longola, ha come fulcro di interesse l’insediamento dell’Affrontata dello Specchio indicata per la prima volta dallo studioso Salvatore D’Angelo, il quale rileva in tale località, il principale porto fluviale dei Sarrasti. Indichiamo a tal proposito l’ottima pubblicazione “La Sarno protourbana e perifluviale dei Sarrasti”, di Salvatore D’Angelo, a cura di Edisud Salerno, del 2004.

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Il villaggio protostorico, in località Affrontata dello Specchio, raffigurato dal pittore e poeta Gino De Filippo nel 1992, su richiesta ed indicazione di Salvatore D’Angelo.

Ancient civilizations: I Sarrasti solevano spostarsi nel fiume Sarno, con l’utilizzo dei “lintri”, i quali furono, secondo Strabone, “vascelletti fluviali”, cioè piccole imbarcazioni da traghetto e pesca, cavate da un tronco d’albero o composte da poche tavole. Esse sono, da quanto rilevato da Salvatore D’Angelo, le identiche imbarcazioni che sono state sempre utilizzate dai pescatori sarnesi, fino ad oggi, e chiamate comunemente “londri”.

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Turisti a bordo di un londro, sul fiume Sarno.

Ad ogni modo, lo spirito dei Sarrasti, nel bene e nel male, è sopravvissuto in questa zona molto a lungo, come non è mai mancata sul lento, abbondante perenne flusso d’acqua del Sarno, finché non è arrivato, negli ultimi decenni, il deprecato e maleodorante inquinamento.  Interessante in tal senso è la mostra inaugurata il 16 aprile scorso, dal titolo “Il Villaggio Protostorico di Longola”, presso l’Antiquarium di Boscoreale, in provincia di Napoli. Si tratta di una straordinaria esposizione interamente dedicata al sito di Longola occupato dai Sarrasti, che resterà aperta al pubblico fino al 18 gennaio 2020.

 



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