Look-down di Jago: stupisce la scultura in Piazza del Plebiscito

Look-down di Jago: stupisce la scultura del bambino in Piazza del Plebiscito. Un’opera di dolente bellezza.

Look-down di Jago: Quella tra Jago, talentuoso artista ciociaro, apprezzatissimo a  New York, e la città di Napoli è una straordinaria storia d’amore. Del capoluogo campano Jago conosce il ventre, lo vive in maniera vibrante e lo esplora. Il roboante Rione Sanità, esplosione di vita e di contraddizioni, è la casa dell’artista, oltre che sede del suo laboratorio. La sua apprezzatissima opera, il “Figlio velato” è ospitato da un anno all’interno della Cappella dei Bianchi nella Basilica di San Severo. La gente ama visceralmente la scultura, nella profonda verità che emana.

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“Il dolore è un dono di Dio per te. Non devi sciupare questo dono ma renderlo fruttuoso. La mia preghiera per te è che tu non disperda il lavoro del Signore.”

(Madre Teresa di Calcutta)

 

Dolente bellezza.

Look-down di Jago: Ma Jago non si ferma. Tutt’altro. Nella notte 5 Novembre l’artista, grazie al lavoro puntuale ed efficace ella Fondazione di Comunità San Gennaro, e alle autorizzazioni della sovrintendenza e del Comune di Napoli, ha installato in Piazza del Plebiscito una nuova particolare opera che ha svelato il suo volto ai napoletani soltanto al mattino. L’opera si intitola “Look-down” (Guarda in basso) , è rappresenta il corpo di un bambino, rannicchiato e riverso su di un fianco con una catena che lo inchioda al suolo. Una catena che rappresenta un cordone ombelicale non reciso, un doloroso fardello da portare con sè. Look- down come lockdown, look down come lo sguardo basso e rassegnato di chi è stanco di questa pandemia che da mesi costringe tutti, specie degli “ultimi” e dei più fragili, a trascinare stancamente le nostre vite, incatenate ad una straziante quotidianità. Un simbolismo feroce, di dolente bellezza che stupisce i passanti quasi intimiditi dalla scultura tanto da non voler “svegliare” la piccola creatura dormiente.

“Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.”

(Dante Alighieri)


 

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