William Blake: il poeta immaginifico, il profeta dell’energia e della natura

William Blake- "Elohim crea Adamo."

William Blake: il poeta immaginifico, il profeta dell’energia e della natura.  L’originalità di Blake è stata riscontrata da molti critici, molti dei quali l’hanno considerato un segno della sua follia.

William Blake (1757-1827) fu poeta, incisore, artista visivo, incisore e illustratore. Infatti, per molti versi fu uno dei primi veri artisti multimediali, fondendo parola e immagine in una visione straordinaria e avvincente che ha ispirato tutti, da Rossetti e W.B. Yeats a Jim Morrison, Philip Pullman e Alan Moore. Qui lo scrittore Rod Tweedy parla della sua prima introduzione all’opera di Blake ed esplora il lo straordinario mondo della sua immaginazione poetica.

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Dipinto di William Blake.

Ho letto per la prima volta Blake all’università. Ricordo di aver detto al mio tutor che trovavo le sue poesie “sbalorditive”. “Va bene così”, rispose lui, casualmente, “sei abbastanza giovane da avere la mente sbalordita”. Blake mi sconvolge ancora la mente – le sue straordinarie poesie illustrate, come fogli di un fantastico fumetto cosmico, sono piene dei colori e dei versi più sorprendenti e delle poesie più oltraggiose ed espansive. “Se le porte della percezione fossero purificate”, scrisse una volta, “tutto apparirebbe all’uomo così com’è, infinito”. Questa frase è penetrata nella mia coscienza, come il vino attraverso l’acqua (per usare la bella immagine di Emily Brontë), trasformando lentamente il mio modo di vedere la realtà e di scrivere.

Dipinto di William Blake.

Il commento di William Blake poeta non è solo un’osservazione su come vediamo le cose (o non vediamo le cose), ma anche su come scriviamo. Blake trova un modo per creare una poesia che cerca attivamente di alterare sia il modo in cui comprendiamo che il modo in cui sperimentiamo il mondo. Le sue poesie bypassano consapevolmente le parti razionali del cervello umano (quelle che oggi verrebbero chiamate funzioni di “cervello sinistro”) per fare appello a processi più profondi e intuitivi. Nel 1803, in una lettera, notava che la sua opera è “indirizzata all’Immaginazione che è Sensazione Spirituale” e solo in modo indiretto o intermedio “alla Comprensione o Ragione” – un’osservazione che rivela quanto fosse consapevole del suo metodo di scrittura. La poesia di Blake rimane impressa nella mente.

Dipinto di William Blake.

L’originalità di William Blake è stata riscontrata da molti critici, molti dei quali l’hanno considerato un segno della sua follia – “un pazzo sfortunato“, come ha detto un recensore contemporaneo ancora più sfortunato – è ora famoso per la sua errata interpretazione dell’opera di Blake. Ma ciò che era diverso di Blake, credo, era la sua inusuale sanità mentale, la sua visione straordinariamente integrata del mondo. Forse uno dei motivi per cui ha proseguito nell’età adulta con un modo più intuitivo e fantasioso di guardare alla realtà è stato il fatto che non ha ricevuto alcuna educazione formale.

Dipinto di William Blake.

Un’altra ragione per il suo insolito sviluppo poetico della vita è stata la sua fede nell’immaginazione umana, che considerava il “sistema operativo” di base dell’umanità. “L’immaginazione non è uno Stato”, osservava una volta, “è l’Esistenza umana stessa” (Milton). Questa convinzione gli permise di penetrare profondamente nella mente umana, e di riportare visioni notevoli, e notevolmente profetiche, del mondo interno dell’uomo. Egli vide, per esempio, che la contemporanea “Età della Ragione” era in realtà l’Età dell’Iper-Razionalità, con il lato calcolatore, misuratore e letteralizzatore del cervello che andava costantemente fuori controllo.

Dipinto di William Blake.

Blake capì anche il perché di tutto questo: che era il risultato di profonde e terrificanti spaccature all’interno del cervello, spostamenti che presentava in modo drammatico nei suoi straordinari psicodrammi poetici, come Le Quattro Zoe. In effetti, tutta la sua produzione – poetica, visiva, verbale, biografica – era un energico tentativo di sfidare questa eccessiva dipendenza dalla ragione, e di svegliarci:

“Vedere un mondo in un granello di sabbia
E un paradiso in un fiore selvatico,
Tieni l’infinito nel palmo della tua mano,
E l’eternità in un’ora.”

Dipinto di William Blake.

Il pensiero di William Blake predice ogni sorta di cose, dalla struttura della materia (le sue opinioni sulla natura inter-involta e infinita dell’energia anticipano Niels Bohr e David Bohm) alla struttura della mente, dove le sue teorie prefigurano Freud, Jung e Ferenczi. In effetti, molti lo hanno considerato un profeta – cosa che credo fosse, nel senso di Shelley: qualcuno che può vedere nel presente. Blake intrecciò le sue convinzioni sull’energia e sul corpo in tutta la sua visione del mondo. Blake sviluppò anche una forma di scrittura concisa, epigrammatica, concepita proprio per arrestare o sfidare il cervello razionale, ma accessibile all’immaginazione intuitiva. Concludiamo citando alcune frasi di questo straordinario autore:

“L’uomo non ha un corpo separato dall’anima. Quello che chiamiamo corpo è la parte dell’anima che si distingue per i suoi cinque sensi.”

“Se il Sole e la Luna dovessero dubitare, subito si spegnerebbero.”

“A l’uccello, il nido;
al ragno, la sua tela;
a l’uomo, l’amicizia.”

“Chi non osa osservare il sole in volto non sarà mai una stella.”

“Un pensiero colma l’immensità.”

“L’energia è eternadelizia.”

“La gioia impregna. Il dispiacere fa progredire.”




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