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Popoli Nuragici: interessante saggio a cura di Francesca Mulas

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Popoli Nuragici: interessante e dettagliato saggio a cura di Francesca Mulas.

Popoli Nuragici: Attraverso una sapiente sintesi, la scrittrice Francesca Mulas nel suo saggio “La Sardegna nuragica. Società, religione, vita quotidiana”, edito Arkadia, appassiona il lettore attraverso una precisa ricostruzione storica. Ecco alcune domande che abbiamo posto all’autrice:

Nuragici vittima di “damnatio memoriae” come le popolazioni italiche preromane?

“La Sardegna nuragica. Società, religione, vita quotidiana”, edito Arkadia.

“Non parlerei di damnatio memorie, azione che presuppone una distruzione volontaria delle tracce di un popolo; piuttosto credo che la storia antica della Sardegna, prenuragica e nuragica, non sia stata guardata finora con l’attenzione che merita. Oggi sappiamo che l’Isola sin dai tempi antichi rivestiva una posizione importante nel Mediterraneo, era centro di traffici e scambi e vivace luogo di produzione tecnologica e culturale. Eppure abbiamo sempre immaginato i sardi come marginali rispetto ai grandi popoli che hanno attraversato il mar Mediterraneo. Grazie alle scoperte archeologiche più recenti sappiamo che millenni fa i prodotti sardi approdavano in terre lontane: l’ossidiana del Monte Arci era oggetto di scambi sin dall’Eneolitico, e dall’età del Bronzo recente ceramiche nuragiche, oggetti in metallo e prodotti alimentari arrivavano nel Mediterraneo Orientale, nelle regioni tirreniche e nella penisola iberica.  Siamo ben lontani dalla vecchia concezione di un popolo chiuso, arroccato nella parte interna della regione e ostile ai contatti. L’archeologia e la ricerca ci aiutano a riscrivere un pezzo della nostra storia, confermando per la Sardegna un ruolo di primo piano nel panorama antico dell’Europa meridionale.”

Nuraghe Su Nuraxi.

Saggi e romanzi storici come strumento efficace di marketing territoriale e turistico?

“Tanti turisti vengono in Sardegna per il mare e le spiagge, ma altri sono affascinati e incuriositi dalla nostra storia e dalle architetture prenuragiche e nuragiche, uniche al mondo. Sono certa che diffondere questa cultura con i libri, che si tratti di saggi o di opere di fantasia, sia sempre un fattore positivo: l’importante è distinguere bene tra realtà e finzione, stabilire confini precisi tra suggestione e verità storica. Non venderei comunque la nostra storia spacciandola per quello che non è solo per guadagnare qualche turista in più: sono convinta che il nostro passato sia già affascinante così senza abbellimenti e fronzoli.”

Nuraghe Santu Antine.

Ci dà un motivo valido per cui valga la pena di leggere il suo saggio?

“Credo sia il punto di contatto tra rigore scientifico e accessibilità: spesso chi è affascinato dal passato o curioso di conoscere la storia di un popolo senza avere studi accademici alle spalle ha difficoltà a districarsi tra le tante pubblicazioni. Nell’organizzare e scrivere il mio libro ho pensato proprio alla necessità di una struttura e un linguaggio semplici e comprensibili per tutti, un punto di partenza agevole per chi voglia approfondire la storia della Sardegna nuragica sempre rispettando la verità scientifica. Mi è sembrato importante, alla fine del libro, dare spazio ad alcuni dei temi che negli ultimi anni sono stati dibattuti soprattutto sulla stampa: l’esistenza di una scrittura nuragica, l’identificazione dei sardi antichi con gli Shardana, la teoria sulla Sardegna come isola di Atlantide. Ho messo a confronto queste proposte con le conoscenze finora a nostra disposizione, sottolineando che certe idee non supportate dal dato scientifico rimangono nel campo delle ipotesi. Magari suggestive e affascinanti, ma sempre ipotesi.”

Nuraghe Serbissi.

Continuerà a scrivere di popoli nuragici nei suoi prossimi libri…magari in un romanzo storico?

“Escluderei per ora di dedicarmi a un romanzo storico, scrivere narrativa non è il mio mestiere. Ma sarei curiosa di leggere un bel romanzo ambientato in età nuragica.

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