Una visionaria Salomè di Luca De Fusco, alla rassegna Pompeii Theatrum Mundi

Una visionaria Salomè di Luca De Fusco, alla rassegna Pompeii Theatrum Mundi . Siamo stati ospiti della rassegna teatrale Pompeii Theatrum Mundi, ed abbiamo avuto modo di godere della pièce teatrale “Salomè”, scritta da Oscar Wilde, e diretta e interpretata da Luca De Fusco. Nel meraviglioso contesto del Teatro Grande di Pompei, accolti all’interno della bellissima architettura a ferro di cavallo, abbiamo ammirato uno spettacolo di grande livello, immersi in una candida atmosfera lunare.

Salomè di Luca De Fusco: Bellissimo “l’allestimento visionario” di Salomè” di Oscar Wilde, nella messa in scena di Luca De Fusco, illuminando palcoscenico del Teatro Grande di Pompei all’interno della seconda edizione di Pompeii Theatrum Mundi. La rassegna di drammaturgia antica, promossa dal Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale in collaborazione con il parco archeologico di Pompei.

Luca De Fusco propone una narrazione essenziale, diretta, evitando superflui estetismi, ma guidando il pubblico con un sapiente utilizzo delle luci ed un mai banale utilizzo dell’effettistica sonora e della video proiezioni. Salomè, nella sua drammatica follia che esalta le grande capacità recitative di Gaia Aprea, si muove fascinosa e sinuosa tra uomini che bramano fortemente di possederla. Jochanaan, il Battista, rappresenta il grande desiderio irraggiungibile della principessa Salomè, un capriccio che si trasforma in un doloroso amore tutt’altro che corrisposto. Salomè, le prova tutte nel tentativo di possedere il misterioso prigioniero ma tutto risulta miseramente vano. Soltanto la morte le donerà quelle labbra tanto desiderate, in un tragico epilogo che la vedrà carnefice e, in egual modo, vittima.

Salomè di Luca De Fusco: Salomè è storia di seduzione, di amore non corrisposto ed è, allo stesso modo l’agonia dell’ideale di bellezza, l’arma di Salomè, che però non produce i risultati sperati. Il valore assoluto di “Salomè”, cosi come ne “Il piacere” di Gabriele d’Annunzio, (anch’egli poeta Dandy come Oscar Wilde), è la bellezza, nella sua esasperata concezione di superiorità su tutto. Salomè ambisce al possesso di Jochanaan, allo stesso modo di quanto si desidera possere una grande opera d’arte, catturandola per sè, per goderne avidamente di tutta la sua luce. Salomè è dunque per noi simile ad Andrea Sperelli ne “Il piacere”, infettata dall’edonismo che la porta all’ annichilimento morale. Sinistri pesagi di una bellezza tanto affascinate quanto “letale”, vengono evidenziati nelle evocazioni cromatiche nelle descrizioni di Salomè: “Come è pallida la principessa! Mai l’ho veduta così pallida. Sembra il riflesso di una rosa bianca in uno specchio d’argento”.

“Salomè” di Luca De Fusco. Fonte: Pagina Facebook Pompeii Theatrum Mundi.

Salomè di Luca De Fusco: La protagonista “vittima della ricerca del piacere”: “E ti amo ancora, Jochanaan. Non amo che te… Ho sete della tua bellezza. Ho fame del tuo corpo. E né il vino, né la frutta potranno saziare il mio desiderio. Cosa farò adesso, Iokanaan?”, viene respinta da Jochanaan, cosi come il Conte Sperelli anch’egli “vittima della ricerca del piacere”, viene abbandonato da Elena, la quale si concede ad un’altra persona: “E nell’amore ogni possesso è imperfetto e ingannevole, ogni piacere è misto di tristezza, ogni godimento è dimezzato, ogni gioia porta in sé un germe di sofferenza, ogni abbandono porta in sé un germe di dubbio; e i dubbi guastano, contaminano, corrompono tutti i diletti come le Arpie rendevano immangiabili tutti i cibi a Fineo.”

La bellezza si fa dunque “stimmate” dell’Amore. Salomè, nel suo mistico candore, muore anch’ella, illuminata dal raggio “morente” della luna, esclama con fierezza: “Ho baciato la tua bocca, Jochanaan.”

 

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