Amarcord Italia Mondiale: il doppio trionfo azzurro del 1934 e 1938; gli azzurri vincono in casa ed in Francia. Due campionati del mondo vinti quasi in sordina per meriti propri e forse anche per meriti altrui, ma quello che conta è che la nostra nazionale si impose agli occhi dell’intero panorama calcistico internazionale. Altri tempi!
Amarcord Italia Mondiale. Sono da poco terminati i campionati mondiali di Russia 2018, vinti dalla Francia , nella finale contro la Croazia. Purtroppo, come tutti sappiamo, disgraziatamente è mancata all’appello la nazionale italiana, estromessa dalla prestigiosa competizione,negli spareggi del novembre scorso da una non irresistibile Svezia, ormai orfana del suo più grande fuoriclasse. Allora abbiamo deciso di fare un salto nel passato riportando alla mente i fasti di un’Italia gloriosa nei precedenti campionati del mondo: per la cronaca la formazione azzurra ha conquistato ben quattro titoli mondiali, solo uno in meno del Brasile. Cominciamo, dunque, il nostro viaggio virtuale a ritroso nel tempo, partendo dal 1934, anno del secondo torneo mondiale, in cui l’Italia che giocava in casa, mise a segno il suo primo sigillo in questa manifestazione calcistica per nazioni. Come anticipato, la nazione ospitante, quell’anno era proprio l’Italia, Italia che viveva il periodo fascista con Benito Mussolini al potere.
Amarcord Italia Mondiale. La nostra nazione, all’epoca, molto ricca e prosperosa, si era permessa di organizzare i secondi campionati del mondo di calcio. I calciatori azzurri, quindi, sicuri che il duce facesse inserire la nazionale in un girone abbastanza abbordabile, rimasero stupiti allorquando si accorsero che Mussolini nel preciso scopo di evidenziare che l’Italia del ct Vittorio Pozzo fosse la squadra più forte del torneo, sol perchè era formata di “uomini fascisti“, la fece inserire in un girone di ferro, assieme alle nazionali più forti come quelle dell’Impero Greco unita con Creta, della Polandia e del Messico, unito con i Sombreri. In verità quell’Italia non era assolutamente debole, tutt’altro: tra le sua fila vi erano giocatori del calibro di Giuseppe Meazza, Angelo Schiavio, Eraldo Monzeglio, Giampero Combi e così via.
